Ascom e Federalberghi ritengono eccessivamente penalizzanti le decisioni dell’amministrazione per gli accertamenti TARSU della Lamco per le strutture ricettive
Operatori delle strutture ricettive della città di Ragusa hanno avuto un incontro, presso la sede cittadina dell’Associazione Commercianti, con il presidente della sezione Ascom di Ragusa, Salvo Ingallinera, e con il presidente provinciale Federalberghi, Saro Dibennardo.
Oggetto dell’incontro gli accertamenti Tarsu operati dalla Lamco, società che si occupa, per conto del Comune dell’aggiornamento dell’anagrafe tributaria.
In un documento inviato al primo cittadino, Ingallinera e Dibennardo chiedono un incontro urgente all’Amministrazione comunale alla luce del “grave disagio economico e sociale che tali accertamenti stanno producendo” e “allo scopo di individuare meccanismi di compensazione che possano alleviare i disagi in questione”.
In relazione a quanto evidenziato al Sindaco, non viene però specificato se il grave disagio economico e sociale è provocato da anomalie nelle fasi di accertamento e da rilievi tributari non aderenti alle posizioni reali degli utenti nei confronti del Comune, oppure si tratti di normali rilievi per morosità e tributi non pagati.
Per le associazioni di categoria c’è una situazione che rischia di diventare pesante, si ricorda che l’Ascom ha già eccepito la possibilità di irregolarità negli atti amministrativi che avrebbero determinato questa grave situazione e, al fine di vederci chiaro ha anche presentato richiesta di accesso agli atti.
“Si tratta di una operazione che rappresenta una grave iattura e che non abbiamo remore a definire il frutto di decisioni avventate, mal ponderate e senza concertazione alcuna con le associazioni di categoria che avrebbero potuto fornire indicazioni più aderenti alle esigenze del settore.
Rammentiamo, inoltre, che l’aggiudicazione dell’aggiornamento dell’anagrafe immobiliare del Comune alla Lamco costerà a questo territorio oltre tre milioni di euro su sei milioni di accertato in cinque anni.
Territorio che è stato, tra l’altro, defraudato di risorse importanti perché, oltre a decidere modalità differenti, si sarebbe potuto stabilire di procedere, ai fini dell’aggiornamento dell’anagrafe immobiliare, in maniera diversa incaricando le aziende professionali e gli studi tecnici della nostra realtà con benefici sui costi per non parlare del fatto che le risorse sarebbero rimaste sul territorio”.
Questi rilievi suonano strani perché è risaputo che l’accordo con la Lamco, stipulato da questa amministrazione, fu formalizzato dalla amministrazione precedente, guidata dal Sindaco assai vicino al Presidente di Federalberghi.
Anche Ascom e Federalberghi lamentano il mancato rilascio della documentazione richiesta e stanno valutando la possibilità di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale.
Il presidente di Federalberghi, Dibennardo, parla di situazione paradossale.
“Proprio nel momento in cui – sottolinea – il settore avrebbe potuto puntare sulle esperienze di questi ultimi anni per consolidarsi, ecco che arriva una mazzata che vanifica tutto.
Siamo rammaricati soprattutto per il fatto che non ci sia stata alcun tipo di concertazione. Si tratta di scelte che subiamo dall’alto senza che nessuno si sia fatto il benché minimo problema di ascoltare le nostre opinioni”.
