Si ritorna in aula consiliare di Palazzo dell’Aquila per la prima seduta di Consiglio Comunale, dopo la pausa estiva, dedicata all’attività ispettiva.
Sempre più marginalizzato il ruolo delle opposizioni, incapaci di incidere nell’attività amministrativa, ininfluenti e generalmente morbide sulle questioni veramente importanti che riguardano la città.
Qualcuno, alla fine di questa seduta, si è anche tradito, giustificando l’attività incentrata su piccole segnalazioni di disservizi e di criticità per le sollecitazioni che si ricevono dai cittadini.
Per i consiglieri di minoranza è importante far vedere al cittadino elettore e/o amico di riportare alla giunta istanze, anche se di poco conto, questa strategia è prioritaria sulle grandi questioni, urbanistica, progetto culturale, turismo, sviluppo economico, grandi progetti per la città che vengono puntualmente ignorati
Ieri si è avuta la riprova di ciò, su grandi e piccole questioni, e la conferma che, sulle stesse, il Sindaco e la Giunta si muovono in piena autonomia, senza curarsi dei pareri e delle opinioni, quando ci sono delle minoranze che, ad onta della presunta considerazione, non sono tenute minimamente in conto.
Ogni rilievo, ogni sollecitazione è minimizzata, considerata irrilevante e quelle dell’amministrazione o sono le scelte ideali, o sono quelle giuste o sono quelle inevitabili.
Il Sindaco e gli assessori hanno sempre ragione, al netto dei rilievi strumentali, nessuna eccezione è da ritenersi considerevole.
Per ogni problema, sia esso la crisi idrica o il verde pubblico, il Museo del Costume o la Vallata Santa Domenica, Palazzo Tumino o il cinema Marino, la rotatoria o la rottura della condotta del depuratore, i guasti, le lungaggini della gara, il contenzioso, la burocrazia, le trattative, le criticità di personale, l’obbligo di attenersi alle normative, il mancato rispetto dei termini di consegna, hanno sempre una giustificazione che lascia indenni da qualsivoglia responsabilità, diretta o indiretta, Sindaco e Assessori .
E questa linea è quella che è stata inculcata a tutti i consiglieri di maggioranza che si guardano bene dal sollevare la benché minima questione nell’interesse della città e dei cittadini. Tutto va per il meglio e, se qualcosa non appare per il verso giusto, si sa che c’è un motivo valido per non eccepire nulla.
Un Sindaco che ha la grande capacità di dominare la sua maggioranza e di imporre questa strategia, senza troppa fatica, sulle inconsistenti opposizioni, in aula per fare arredamento.
La riprova di ciò, il fatto che, all’inizio di seduta, si assiste alla discussione di due interrogazioni del 2019, una sulla pericolosità dell’incrocio di via Cartia con via Magna Grecia, dell’ottobre dello scorso anno, e una, addirittura, sul mancato rispetto dell’ordinanza sulle spiagge Bandiera Blu dell’estate 2019.
Consiglieri che volessero rispettato il proprio ruolo, oltre ai firmatari delle interrogazioni, dovrebbero rivoltarsi e sentirsi offesi per dover esaminare, dopo un anno, atti del tutto superati. Invece il silenzio assoluto. La cosa non impressiona nessuno.
Altro caso sintomatico è quello delle trattative per l’acquisizione di Palazzo Tumino. Si scopre, nel corso della seduta, che c’è un avviso pubblico, pubblicato il 31 luglio, per eventuali disponibilità di società private all’acquisizione dell’immobile, che sarebbe poi girato al Comune per destinarlo a uffici pubblici.
Un marchingegno di ingegneria immobiliare, del tutto lecito e regolare, per non gravare il bilancio comunale di una spesa pesante, si parla di 15 milioni per l’acquisizione e di almeno 9 milioni per il ripristino e l’adattamento dei locali alle rinnovate esigenze, una operazione che si potrebbe rivelare oltremodo conveniente per il Comune ma che potrebbe essere resa nota ai cittadini, almeno per la parte di evidenza pubblica.
Delle trattative, naturalmente si sa poco o nulla, addirittura abbiamo avuto l’impressione che anche in giunta non tutti componenti hanno contezza piena delle strategie e delle trattative del sindaco, meno che mai le opposizioni che vivono la vicenda come un racconto di Topolino a episodi, senza avere né capacità, né interesse di interferire in un caso che è classico di gestione della cosa pubblica e, come tale, dovrebbe avvenire con piena consapevolezza di tutte le forze politiche della città.
Sulle questioni che, a questo punto, diventano minori, Sindaco e Giunta trattano con estrema sufficienza e malcelata sicurezza: i tempi per la rotatoria ? Roba per esperti del mestiere. La segnaletica scarsa ? se ne occupa il coordinatore della sicurezza. Le lungaggini per il rinnovo dell’appalto del servizio idrico ? Burocrazia, ricorsi, tempi naturali della gara, se c’è qualche disservizio, pazienza.
I bagni pubblici chiusi o i cimiteri senza manutenzione ? ci sono diffide e contenziosi in corso, pazienza.
Senza mezzi termini si asserisce che si è dietro ad ogni cosa, con la progettualità per risolvere tutto, se qualcosa non è resa nota, lo si deve alla scelta di presentare esiti definitivi piuttosto che promesse e intenzioni di intervento.
E così, in aula, non si parla diffusamente, di apertura dell’anno scolastico, della opportunità di enti e manifestazioni pubbliche nel momento di emergenza che, fra l’altro, preoccupa la città e potrebbe acuirsi con l’avvio dell’anno scolastico.
Nessuno dei grandi politici fra i consiglieri, anche di maggioranza, prepara Ordini del Giorno, Atti di Indirizzo, Mozioni per impegnare l’amministrazione su temi importanti: l’università, la Scuola dello Sport, la Ragusa-Catania, la metropolitana di superficie, l’area dell’ex Scalo Merci, per cui dovrebbe essere pronto il masterplan predisposto dall’architetto incaricato, il teatro Marino, l’ex biblioteca, il Castello con Museo, Parco, torri e stanze da restaurare, l’ampliamento del nuovo ospedale, il polo fieristico al campo boario.
In pratica, sembra che all’ingresso dell’aula consiliare ci sia un cartello: “Non disturbare il manovratore, non parlare al conducente”, tanto che, anche in occasione di interventi importanti, l’aula è spesso vuota, quasi a non volere disturbare
