Rosolini e Pachino danno una ‘scoppola’ a Crocetta

di Cesare Pluchino

Archiviate le elezioni suppletive regionali in nove sezioni del siracusano: Pippo Gennuso, di Rosolini, riesce nell’intento di prevalere, con i voti, su Pippo Gianni,

conterraneo che lo aveva sconfitto alle ultime elezioni, mentre Bruno Marziano, ex Presidente della Provincia aretusea, attuale Presidente della Commissione Regionale Attività produttive, mantiene il seggio all’ARS, prevalendo per 47 voti sull’avversario renziano Cafeo.

Questi risultati non interessano da vicino la provincia di Ragusa, potranno influenzare, al massimo, gli equilibri politici che sostengono il governo regionale. Per quanto Pippo Gennuso ha la sua base elettorale a Rosolini, comune limitrofo al nostro territorio, e Pippo Gianni ha avuto sempre contatti con la parte orientale della nostra provincia, soprattutto per i vecchi legami di partito con Peppe Drago.

Gli elettori delle tre sezioni di Rosolini, 3, 7 e 11, e delle sei di Pachino, 2,11,13,14,15 e 23, sono stati richiamati alle urne per presunti brogli denunciati da Gennuso e formalizzati con un ricorso.

Dopo vari gradi di giudizio è stato il CGA, Consiglio di Giustizia Amministrativa, a sancire irregolarità nello spoglio delle sezioni incriminate, per delle schede sparite che furono, poi, ritrovate, oggi anche oggetto di indagini della Procura siracusana, intervenuta nel frattempo sulla vicenda.

Gennuso perse le elezioni da esponente dell’MPA del Presidente Lombardo. In 24 mesi sono anche scomparsi i partiti per cui militavano i candidati. Il rosolinese è vicino, ora, alle posizioni di Forza Italia, mentre Gianni, da Cantiere Popolare, attraverso i Riformisti Siciliani, era divenuto uno strenuo sostenitore della maggioranza di Crocetta.

Come si ricorderà Pippo Gianni, rinunciò al seggio alla Camera, ottenuto dopo le dimissioni di Peppe Drago, nel 2010, per ritornare a Sala d’Ercole.

Per il Presidente della Regione viene meno quindi un sostegno numerico, ma non solo, perché la conferma di Marziano costituisce il rafforzamento dell’ala del PD che contesta la politica del Governo siciliano.

Per Crocetta una doppia sconfitta, perde un parlamentare della sua risicata maggioranza e non trova sostegno dai renziani, in particolare dal neo Assessore all’Agricoltura, di Rosolini, anche se sono state diffuse dichiarazioni all’Adnkronos in cui mostra di non essersi interessato alle vicende siracusane per i troppi veleni.

Se l’on. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, esulta perché “il vento in Sicilia sta cambiando” ed esprime soddisfazione per l’importante risultato ottenuto da esponenti del centro destra, prefigurando un cambiamento degli scenari politici per il desiderio di rinnovamento della popolazione ed esprimendo

preoccupazione per la traballante maggioranza incapace di incapace di garantire governabilità e crescita alla Sicilia, trionfalistici sono i toni all’interno del Partito Democratico che, pure, si ritrova sempre più dilaniato dalle contrapposizioni fra le diverse anime, con due segretari provinciali nella città che fu di Archimede.

Una faida, quella siracusana, che ha influssi diretti sulla politica palermitana e vede Crocetta dilaniato nella morsa fra cuperliani e renziani. Senza mezzi termini, autorevoli esponenti del PD ostile a Crocetta parlano di sconfitta politica che sancisce il fallimento della sua ‘rivoluzione di carta’, come la definisce Antonello Cracolici.

Più esplicito il segretario regionale Raciti che definisce ‘discutibile’ la posizione assunta da Crocetta nei confronti di una scelta che atteneva solo agli elettori e che invece il Presidente ha voluto trasformare nell’ennesimo referendum sulla sua persona, anche questo dall’esito negativo.

Vale ricordare che a sostegno dell’avversario di Marziano, il renziano Cafeo, era intervenuto anche in prima persona Davide Faraone.

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