In più occasioni siamo trattenuti dal trattare argomenti di politica locale, consapevoli del momento di emergenza che consiglia di attenzionare problematiche più gravi.
Abbiamo, però, esternato, ad autorevoli esponenti della maggioranza e della amministrazione, le nostre perplessità su una stasi della politica e della gestione della cosa pubblica solo apparente, ricevendo ampia condivisione della nostra visione delle cose.
La politica, invece, si muove e lo fa, in silenzio, approfittando dell’attuale situazione di smarrimento generale, sperando che nulla trapeli.
Invece trapela anche troppo, sulle strategie per le modifiche allo Statuto per cui si insiste sulla seduta del Consiglio Comunale per martedì sera, con opportuni accorgimenti per adempiere alle normative vigenti sull’assembramento di persone. Quale sarà l’urgenza per queste modifiche allo Statuto?
Ve lo spiegheremo appresso.
Nel contempo, la politica che noi chiamiamo di bottega, non si ferma, non si fermano le offerte di ‘interessata collaborazione’ di elementi delle opposizioni che non si sa se parlano a nome personale o anche di compagni di gruppo, non si fermano le aspirazioni di semplici consiglieri comunali che tentano di condizionare le politiche dell’amministrazione con la loro presenza attiva in consiglio, non si fermano le fibrillazioni e i contrasti all’interno della maggioranza, addirittura, nella conferenza dei capigruppo si discute sulla possibile, ma al momento, pare, inapplicabile, indennità fissa per il consigliere comunale, in barba alle tendenze e alle ultime modifiche di legge.
In pratica, una allegra brigata che non è spaventata dall’emergenza coronavirus e pensa, come spesso avviene fra i politici, al proprio futuro.
Ma anche di questo avremo modo di parlare ampiamente.
Di oggi, invece, il capolavoro di chi, evidentemente, risulta inadeguato al ruolo.
Come si ricorderà, le numerose sollecitazioni, in aula consiliare, per la convocazione di una seduta della commissione cultura per discutere sul Castello di Donnafugata, sul Museo del Costume, sulla collezione di abiti d’epoca, sul Parco del Castello e sulla gestione, in senso lato della cultura, erano state stoppate dalle direttive di una circolare dell’assessorato regionale agli enti locali sulla necessità di non procedere a convocazioni di sedute che non esaminassero atti da portare in consiglio.
Uno dei richiedenti la convocazione, il grillino Gurrieri, lanciava la proposta di una convocazione informale senza gettone di presenza, senza quindi peso sulle casse comunali, proposta subito colta al volo dalla Presidente della Commissione, Corrada Iacono, e condivisa anche, in aula, dall’assessore alla cultura, Clorinda Arezzo.
L’interesse attorno alla seduta di commissione era notevole, per l’importanza degli argomenti che si prefiggeva di trattare, per cui era stata inoltrata, alla Presidente, specifica richiesta verbale sulla natura della riunione, se da considerare, a tutti gli effetti, una seduta di commissione, ancorché senza gettone di presenza, quindi aperta a tutti i cittadini, come prevede il regolamento delle commissioni, e quindi anche alla stampa.
La Presidente dava assicurazione che tutto sarebbe rimasto immutato rispetto ad una consueta convocazione di commissione.
Invece, nulla di tutto questo.
La Presidente ha ritenuto opportuno convocare la riunione con una lettera informale ai componenti della commissione, per un incontro al Castello che sarebbe dovuto avvenire oggi, lunedì 9 marzo, intorno alle ore 15.
Notizia non riservata, perché appresa da un operatore commerciale di Ragusa Ibla, quindi di dominio pubblico, ma non diffusa alla stampa.
Non si sa per quali motivi, forse legati all’emergenza in atto, comunque esistente anche alla data di convocazione informale, la riunione è stata rinviata, solo nella mattinata odierna.
Vedremo cosa accadrà al prossimo tentativo di convocazione che vede il persistere della buona volontà della Presidente Iacono di fare luce su questioni su cui incombe uno strano silenzio , da molto tempo ma che, prima o dopo, dovranno venire a galla, nella massima trasparenza.
