Continua il silenzio, strano, irreale, attorno alla mostra della Badia. Quasi si ha la paura di scoprire che è stata una sola, da quando il critico d’arte Sbarbi ha dichiarato, intervistato da una televisione locale, che il quadro non è certo attribuibile a Caravaggio.
L’amministrazione del Comune di Ragusa, che ha organizzato la mostra, fortemente voluta, ha deciso di scegliere una linea di fermezza nel ritenere valide le certificazioni dell’organizzatore sulla paternità dell’opera.
Sindaco e assessori alla cultura e allo spettacolo hanno deciso che la mostra resterà aperta, anche con il dubbio che aleggia dopo le dichiarazioni di Sgarbi.
Nella giornata di martedì’ c’è stato un incontro della maggioranza, ma c’erano solo 7 componenti sui 14 che, sulla carta, sostengono l’amministrazione, si è parlato, quasi esclusivamente, della questione, il sindaco ha anticipato che, ai primi di giugno, sarà organizzato un convegno, nel corso del quale ci saranno esperti che parleranno del ‘San Giovanni giacente’, specificandone la paternità e gli studi per arrivare a identificarla.
Certo, viene subito da pensare che se gli studiosi sono i nomi già presentati dall’organizzatore e dal curatore della mostra, non abbiamo fatto niente.
Servono esperti terzi, qualificati, con le credenziali di periti di chiara fama, per dirimere, intanto, le opinioni contrastanti venute fuori in questi giorni. Se deve essere una passerella dell’organizzatore e dei suoi esperti, sarà tutti inutile.
Intanto, sono usciti dallo stato di choc i capigruppo di maggioranza che, dopo l’iniziale momento di smarrimento – solo Iurato ha diramato un timido comunicato – hanno chiesto una apposita conferenza dei capigruppo che si terrà, molto probabilmente venerdì pomeriggio.
L’impressione è quella che si voglia far decantare quello che sarebbe un piccolo scandalo, che si vogliano attenuare le polemiche, per arrivare a dimenticare il tutto abbastanza presto.
Un indicatore dell’evolversi della situazione potrebbe derivare se il pubblico continuasse a visitare la mostra, ma, intanto, sarebbe bene mettere fuori le certificazioni che saranno state allegate agli atti, delibera di giunta e determina sindacale per comprovare l’originalità del dipinto esposto.
Su questo i capigruppo farebbero bene ad esigere la massima trasparenza, in attesa delle spiegazioni degli esperti a supporto di quanto prodotto.
