Il consigliere capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, interviene su alcune criticità riguardanti la sanità ragusana e alcuni reparti dell’ospedale di Ragusa.
Prende spunto dalle lamentele di una cittadina che, a proposito della Giornata del Sollievo, commenta le criticità senza sollievo dei reparti di pediatria e pronto soccorso, oltre ad alcune discutibili considerazioni attinenti alla pandemia.
Spesso abbiamo criticato le politiche di opposizione e l’intervento di Firrincieli ci dà lo spunto per dimostrare il perché del nostro profondo convincimento sul fallimento delle stesse.
Un problema molto più grande delle semplici politiche di opposizione locale, ma è tutta una cascata: certi aspetti della sanità nazionale sono da rivedere, la sanità è nelle mani delle politiche regionali e dei clientelismi e degli interessi di partito, come è fin troppo evidente nella nostra regione, localmente marginale è l’operato dei manager, nominati, e quindi asserviti, all’assessore regionale, scarsa, e quasi inesistente, l’azione delle opposizioni politiche, condizionata, talvolta, da conflitti di interesse per chi è dipendente ASP o, per esempio, fornisce, direttamente o indirettamente, servizi alla stessa ASP.
Certi aspetti della sanità locale, presi in esame dal consigliere Firrincieli, fanno parte della più grave crisi di alcuni comparti sanitari: i problemi di personale nei pronto soccorso ci sono anche in strutture primarie di grandi centri, la carenza di specialisti, quali pediatri, medici delle urgenze, e di altare branche in particolare è generalizzata, si sa che da qui a pochi anni mancheranno anche i medici di famiglia, le scuole di specializzazione sono a numero chiuso, il sistema non permette di obbligare a scegliere una specializzazione piuttosto che un’altra.
Pensare di poter risolvere con una bacchetta magica il problema del pronto soccorso di Ragusa o della pediatria è utopia, allo stato attuale delle cose.
Piuttosto, l’azione politica dovrebbe essere incentrata su precise, costanti e non occasionali sollecitazioni alla direzione strategica, in sede locale, costanti e forti proteste con l’assessore regionale, condivisione delle problematiche con i rispettivi rappresentanti regionali e nazionali.
Fra l’altro la sollecitazione del Firrincieli cade malissimo, del tutto fuori tempo, proprio quando il manager, legittimamente, saluta e se va verso altri lidi, ad intraprendere, daccapo, lo stesso incarico in una azienda sanitaria del Lazio.
Fino a quando è stato in carica, mai Firrincieli, né i 5 Stelle, né altre forze politiche hanno mosso rilievi al manager, mai proteste per la mancata apertura della neurologia e della stroke unit all’ospedale di Ragusa, mai richieste sul perché non parte il finanziato potenziamento della terapia intensiva di Ragusa, isolate e leggere le sollecitazioni appunto per i reparti di pediatria e di pronto soccorso.
Ma, più in generale, si poteva chiedere conto, al manager dei destini degli immobili del Civile e del Maria Paternò Arezzo, degli enormi ritardi con cui venivano messi a regime gli hub vaccinali con gente anziana e fragile costretta a fare file, al freddo o al caldo, in piedi, per ore.
La fortuna, da noi, come in molti altri posti, è che una volta riusciti ad oltrepassare le porte del pronto soccorso, si trovano professionisti di vaglia, se non di eccellenza, che risolvono la quasi totalità dei problemi.
Ma quello che manca è l’eccellenza nei centri decisionali, nell’assessore regionale, nelle forze politiche e nei rappresentanti di maggioranza e, nei limiti delle possibilità, della maggior parte delle forze politiche e dei rappresentanti delle opposizioni politiche.
Invece di occuparsi del Caravaggio o dei percorsi letterari, perché i 5 Stelle non hanno mai messo la sanità locale nella prima pagina della loro agenda politica?
Quali saranno i programmi degli aspiranti onorevoli della prossima legislatura? Quali le strategie per la sanità locale?
Si parla solo delle criticità della finanziaria regionale, ma si ignorano i problemi dei beni culturali (a Ragusa i musei sono chiusi da anni e mai nessuno ha fatto un sit-in davanti alla soprintendenza), si cincischia attorno alla questione rifiuti con discussioni da salotto su termovalorizzatori e differenziata da potenziare, ma non si chiedono interventi immediati per la discarica provinciale, per gli impianti di trattamento da aprire.
Per restare a Firrincilei, quali sono state le azioni della deputata e del senatore dei collegi locali per la sanità iblea? Quali gli interventi e gli emendamenti in finanziaria del rappresentante regionale? Perché non si chiede ai colleghi onorevoli iblei della maggioranza quali sono stati gli interventi a favore del capoluogo e del territorio?
Nell’attuale fase, compatibilmente alle funzioni ridotte all’ordinaria amministrazione per l’imminenza delle elezioni regionali e della successiva nomina dei nuovi manager, potrebbe essere utile vigilare sulla nomina del commissario, per evitare che sia una nomina politica, elettorale, e per far sì che, finalmente, dopo anni, si faccia arrivare nella periferia della spesso bistrattata Ragusa un nome se non di eccellenza almeno che riesca proiettare sull’Azienda Sanitaria locale un lampo di luce, come non avviene da anni.
