di redazione
Al via lo scontro di comunicati, in previsione del bilancio comunale: a pagare saranno, comunque i cittadini
Gioco ormai noto, quello che stanno mettendo in atto i politici per giustificare le inevitabili imposizioni fiscali. Ha iniziato il Sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, per rifiutare il ruolo di esattore che si vede imporre dalle politiche regionali e nazionali.
Lo segue a ruota il renziano D’Asta che, con Giorgio Massari, altro consigliere comunale del PD e Mario Chiavola, del gruppo consiliare del Megafono, ma organicamente vicino al partito e alla corrente di Renzi, unitamente al coordinatore del III circolo ‘Rinascita Democratica’ e, inspiegabilmente, a quello di Territorio, lancia una critica forte per sviare possibili addebiti al governo nazionale, in particolare.
Renziano della prima ora, non di convenienza per opportunità e necessità di alloggio politico, mette in guardia da tattiche finalizzate all’aumento dell’imposizione fiscale e fatte passare come inevitabili conseguenze delle politiche regionali e nazionali.
Questo il testo integrale della nota inviata agli organi di informazione:
“Ragusa: l’amministrazione grillina prima tartassa i cittadini aumentando le tasse e adottando la politica dello spendi e spandi e poi protesta contro stato e regione per i tagli. Ecco un buon cattivo esempio da non seguire
I ragusani si preparino ad un nuovo aumento delle tasse da parte dell’Amministrazione pentastellata.
Come già avvenuto poco dopo l’insediamento, il sindaco Piccitto e il suo assessore al bilancio, Stefano Martorana, stanno mettendo in scena lo stesso identico copione. Accuse a Stato e Regione per presunti tagli indiscriminati e dunque aumento delle tasse comunali.
L’hanno già fatto e ci stanno ritentando nuovamente. Non mettiamo in dubbio il fatto che, in un’ottica di necessario risanamento delle casse anche a seguito della dissennata politica del passato, sia il Governo nazionale che quello regionale hanno dovuto operare dei tagli, ma ci vuole la faccia di bronzo come quella di questa Amministrazione nel nascondere altri dati che sono rilevanti.
Il Governo regionale, grazie al presidente Crocetta, ha fatto in modo per il 2014 che le royalties petrolifere in favore del Comune di Ragusa passassero da 3 a ben 14 milioni di euro, aumentando così notevolmente e positivamente la differenza tra le somme tagliate e questa nuova importante e pesante entrata finanziaria. Va inoltre ricordato che il sindaco e il suo assessore al bilancio hanno operato un incremento enorme e spropositato dell’imposizione tributaria e contemporaneamente il Comune ha avviato una serie di scelte che di certo non sembrano proprio potersi inquadrare nella spending review da tutti auspicata.
In quasi due anni di governo della città, il sindaco grillino ha assunto nuovi dirigenti comunali e altri, a quanto pare, ne assumerà quest’anno con contratti esterni (si vocifera addirittura un posto per l’attuale assessore Zanotto che completerebbe così il suo percorso iniziato da consulente e proseguito adesso da assessore).
L’Amministrazione ha inoltre incrementato il numero dei vigili urbani ma, soprattutto, la Giunta di assessori selezionati per i propri curricula, ha deciso di avvalersi di costosi esperti a pagamento, secondo scelte che sempre più i Comuni hanno invece abbandonato proprio per risparmiare.
Piccitto si è anche permesso il lusso di arricchire la sua segreteria con ben due collaboratori di sua nomina. Insomma siamo dinanzi alla famosa botte vuota e moglie ubriaca.
Da un lato si inveisce contro Stato e Regione, dall’altro si spende e si spande (e non abbiamo fatto cenno ai costosissimi quanto poco riusciti cartelloni estivi e natalizi) con la faccia tosta di ergersi a paladini e fare le barricate dopo aver tartassato i cittadini.
Un sindaco che tutto ha fatto tranne che risparmiare, ora tenta di fuggire dalle proprie responsabilità.”
