Se qualcuno non avesse capito

di Cesare Pluchino
Conferenza stampa e comunicati per convincere l’opinione pubblica di ciò che si è fatto

Resta una sensazione, che le forze politiche che hanno promosso e approvato le modifiche statutarie non siano convinte di una adeguata diffusione di quello che si è fatto, di come è stato fatto, di chi lo ha fatto, come pure c’è un tendenza esagerata ad anticipare ciò che si deve ancora fare.
Tutto ciò conferma la convinzione che la comunicazione funziona poco, che streaming e diretta televisiva non sono poi così seguiti, che, più in generale, dopo venti mesi di buon governo, come sostengono i grillini, non si è riusciti ancora a vincere la disaffezione della gente verso la politica che viene vissuta come affare di altri.
C’è in gioco la conquista di quel 50% di elettori che non è andato a votare e che costituisce la fonte di voti, per tutti, in grado di determinare veri cambiamenti, visto che quelli annunciati stentano ad affermarsi.
Evidentemente i responsabili politici si rendono conto che, dopo eterne discussioni, riunioni di commissione e due sedute di consiglio comunale dedicate, si deve imboccare ancora l’elettore spiegando cosa si è fatto e perché.
In questo contesto, a nemmeno 24 ore dall’approvazione delle modifiche statutarie, Movimento 5 Stelle, Partecipiamo e Movimento Città hanno convocato una conferenza stampa per parlare di modifiche allo statuto comunale, per riaffermare le motivazioni e, soprattutto, sgombrare il campo da ogni possibile illazione sulle eventuali alleanze che, è stato precisato, si sono formate solo per questi provvedimenti considerati indispensabili per il buon governo della città.
Anzi, è stata forse l’occasione per ribadire posizioni critiche nei confronti dell’amministrazione, come ha fatto il prof. Ialacqua del Movimento Città che ha preannunciato, a breve, una opposizione più dura, non condividendone le strategie e la mancanza di programmazione seria. Anche i due consiglieri del PD che hanno votato le modifiche, in un comunicato stampa, si sono posti come paladini di una opposizione costruttiva che tiene a precisare di ‘’criticare con veemenza l’inerzia e l’inefficacia della Giunta” (Piccitto, ndr).
Sicuramente, esperti di comunicazione potranno correggere le tesi di quanti non sono specializzati in materia, ma, forse, sarebbe stato meglio che gli alleati di governo avessero incontrato i giornalisti da soli, e, di certo, non avessero cercato i 20 voti utili per approvare le misure con 30 giorni di inutile anticipo sui tempi naturali, soprattutto dopo mesi di sterile attesa.
Il capogruppo 5 Stelle, Filippo Spadola, ha incentrato il suo intervento iniziale sulla fondamentale eliminazione del monogruppo consiliare, rimarcando che ben quattro gruppi consiliari hanno condiviso l’approvazione, senza, però, evidenziare che agli alleati hanno dato manforte un monogruppo e una parte del gruppo PD che ha palesato, anche nel piccolo recinto del consiglio comunale, le divisioni critiche del partito, che sono locali, regionali e nazionali. 
Interessante l’intervento del prof. Ialacqua che ha voluto ribadire come le misure rientravano nei programmi del suo movimento, ritenute indispensabili e improcrastinabili, doverose per il buon governo della cosa pubblica.
Ha svelato che, con il consigliere Stevanato, curatore della proposta di modifica per il Movimento 5 Stelle, è stato ricevuto da S.E. il Prefetto, su convocazione dello stesso, per illustrare i termini delle modifiche che avevano allarmato qualche esponente delle opposizioni, rivoltosi al rappresentante del Governo centrale, in un estremo tentativo di fermare il processo riformatore.
E’ stata citata la verifica su tutti i Comuni della Sicilia, attraverso la quale si è avuta conferma dell’abnorme numero di componenti le commissioni consiliari a Ragusa, e sono state illustrate numerose sentenze del TAR che supportavano la legittimità delle modifiche in corso.
Assente giustificata la consigliera Mirella Castro, è stata la Presidente dell’Associazione Partecipiamo, avv. Marcella Scrofani, a ribadire le necessità di un intervento che può mettere ordine nella vita amministrativa dell’ente locale, rendendo più funzionali e celeri i lavori d’aula e di commissione.
Temi su cui si è soffermato anche Stevanato che ha insistito sull’anomalia di fondo del monogruppo che si riverbera sul numero dei commissari, incidendo in maniera notevole sui costi, dicendosi certo che ci potrà essere un risparmio, almeno, di un terzo.
Efficacia ed efficienza sono alla base di questo primo provvedimento che risulta propedeutico per le modifiche che, ancora di più le potranno esaltare: tempi di intervento in aula, organizzazione della conferenza dei capigruppo, funzionalità della vita consiliare.
E’ stato anche rimarcato il dovere degli amministratori, previsto dal Testo Unico degli Enti locali, di provvedere a tempestivi interventi di correzione di quegli aspetti che possano rendere meno scorrevole la vita amministrativa di un ente locale.
Contradicendo le tesi di una inderogabile azione di risparmio, i presentatori delle proposte di modifica hanno sottolineato, con buona dose di onestà intellettuale, che i costi sopportati dal Comune di Ragusa, non erano, poi eccessivi, solo 210.000 euro, previsti per l’anno in corso, appesantiti dai rimborsi, che aggiungono la cifra di 50.000 euro, strettamente dipendente dall’eccessivo numero di componenti le commissioni.
E’ stato anche sottolineato che, nella nostra città, non ci sarebbe stato un eccessivo numero di convocazioni, né anomali fenomeni di false riunioni, come riscontrato in altri centri dell’isola.
Tutte cose, queste, che non hanno fatto altro che confermare l’intendimento più politico che economico delle misure intraprese e da intraprendere, nel contesto di un processo di normalizzazione mirato al contenimento di opposizioni troppo presenti nella vita politica della città.
Come gli stessi si sono premurati a considerare demagogica la preannunciata proposta di ridurre a un euro il gettone di presenza, sulla quale si elaboreranno non poche polemiche.
In chiusura dell’incontro c’è stato anche lo spazio per un accenno, da parte del rappresentante del Movimento Città, alle preannunciate critiche di opposizione dura che riguarderanno il PAES, per il quale non sarebbero rispettate misure previste, il Piano Triennale delle Opere Pubbliche, del quale non vengono condivisi molti aspetti, le royalties il cui utilizzo non è assolutamente condiviso nei termini.

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