Secondo incontro dei residenti di San Giacomo con il Sindaco Cassì

A riferire del secondo incontro, nel giro di 48 ore, dei residenti della frazione di San Giacomo con il Sindaco Cassì è il consigliere comunale Mario Chiavola che, nella qualità di abitante della frazione, almeno nei mesi estivi, partecipa comunque a questo tipo di incontri e, nella qualità di capogruppo del Partito Democratico ne riferisce con un comunicato stampa.
In effetti, non si comprende se questi incontri sono privati o pubblici, fatto sta che li organizzano alla 9 di mattina per scoraggiare la partecipazione, anche della stampa. In verità, si deve dire, non c’è una partecipazione massiccia a questi incontri, come meriterebbe una visita ufficiale del primo cittadino, partecipazione scarsa anche dei residenti, che non commisurata alla gravità dell’emergenza.
Approfittiamo del resoconto di Mario Chiavola, in assenza di comunicati del sindaco o del Comune.

“Il sindaco e l’assessore Giuffrida sono tornati, questa mattina, a San Giacomo. Lo hanno fatto due volte nel giro di 48 ore. Non era mai accaduto prima in questi quattro anni di Amministrazione Cassì. Significa che la gravità della situazione è tale che impone misure straordinarie”.
È quanto afferma il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Mario Chiavola, presente pure lui all’incontro tenutosi stamane con i residenti della frazione rurale.
“Sindaco e assessore – chiarisce Chiavola – hanno ribadito quanto promesso in queste ultime ore. E cioè che ci sarà un’autobotte fissa all’interno del cortile scolastico, che un’altra girerà per fornire sostegno alle famiglie sparse per il territorio rurale e un’altra ancora si occuperà di dare sollievo, per quanto possibile, agli operatori agricoli.
Anche la Protezione civile, che ringraziamo per il supporto, si è messa a disposizione e, inoltre, l’Amministrazione comunale ha spiegato ai cittadini che, se entro la settimana, il caso dell’erogazione idrica da parte del Consorzio di bonifica non si dovesse risolvere, saranno attuate tutte le misure necessarie per arrivare al dunque e sbloccare una fase di stallo che sta durando ormai da troppo tempo”.
L’occasione, comunque, è stata utile per affrontare numerose altre problematiche, come afferma lo stesso Chiavola.
“Il sindaco – sottolinea ancora l’esponente democratico – ha evidenziato che su San Giacomo è stato un poco disattento in questi anni. Anzi, possiamo dire che il suo è stato un vero e proprio mea culpa pubblico con riferimento alla sua assenza e a quella della sua amministrazione.
Ha accolto, ascoltato bene e finalmente compreso la gravità dell’urlo di aiuto lanciato dalla comunità di San Giacomo.
Gli interrogativi rivolti al primo cittadino hanno interessato le condizioni della strada da Ragusa verso San Giacomo, che risulta tuttora piena di erbacce, e si vorrebbe capire che fine ha fatto lo specifico bando attivato dal Comune per consentire alle aziende agricole di interagire in proposito.
Altre questioni riguardano il decoro urbano, la pubblica illuminazione carente, la manutenzione ordinaria delle strade, la mancanza dei marciapiedi.
Insomma, tutte questioni che, da quattro anni a questa parte, sono rimaste irrisolte.
Si spera che, con questa presenza del sindaco e dell’assessore, a San Giacomo possa prendere il via una nuova stagione di interventi”.
Chiavola ricorda che il presidio di Protezione civile a San Giacomo per l’emergenza idrica ha il numero di telefono 0932.676330, dalle 9 alle 13, dalle 14,30 alle 18 tutti i giorni, domenica compresa, per prenotare camion di acqua.

Sulla nota di Chiavola è opportuno soffermarsi, per alcune riflessioni.
Il sindaco avrebbe parlato solo di assicurazioni e di potenziamento per il servizio autobotte, senza soffermarsi troppo sull’avvio di alcune procedure tecniche, da parte del Consorzio di Bonifica, per ristabilire l’erogazione e la potabilizzazione dell’acqua.
Emerge, chiaramente che il problema non è più tecnico, quanto legato alla carenza di personale che non permette turni continuativi per assicurare la regolarità del servizio.
Naturalmente il sindaco non si può sostituire al Consorzio, ma potrebbe attivarsi per costringere, quasi, il presidente della Regione ad attivare tutto quanto può risolvere la situazione.
Perché nessuno lo dice, ma le responsabilità sono regionali, sono del governo Musumeci e del suo assessore al ramo, sono dovute allo stato di abbandono dei Consorzi di Bonifica e di quello ragusano in particolare.
Ci saranno le modalità per passare il servizio al Comune di Ragusa, come pare stia tentando di fare il Comune di Modica, per la parte di territorio di sua competenza, ma si deve spiegare alla gente di chi sono le responsabilità, per evitare che questa gente venga di nuovo votata.

Chiavola parla anche di un sindaco che ha ammesso la sua disattenzione per la frazione rurale, di un vero e proprio ‘mea culpa’, secondo il capogruppo PD che, però, ammettendo che, in quattro anni non si è fatto nulla per la frazione, certifica il fallimento anche delle politiche di opposizione che poco o nulla hanno ottenuto per gli abitanti di San Giacomo.

In particolare, Chiavola riferisce che i residenti hanno sottoposto al primo cittadino tutte le questioni che, da quattro anni a questa parte, sono rimaste irrisolte. Questo lo scrive Chiavola, certificando, appunto, gli scarsi o nulli risultati ottenuti dalle opposizioni.
A ben guardare, però, non c’è da strapparsi le vesti per i cittadini di San Giacomo, perché le condizioni della frazione non sono molto diverse da quelle del centro abitato di Ragusa: strade piene di erbacce, decoro urbano scarso, manutenzione stradale carente come per la pubblica illuminazione, mancanza, addirittura, di marciapiedi, della crisi idrica ne abbiamo parlato.

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