In questi giorni imperversa, in città, la questione rifiuti (come peraltro sappiamo in tutta la Sicilia)
Abbiamo letto comunicati e contro comunicati, repliche e contro repliche.
Di tutto ciò siamo convinti che il comune cittadino non ci abbia capito granché.
In fin dei conti al cittadino interessa che pagando “profumatamente” un servizio, nel caso specifico la Tari , questi sia svolto nel migliore dei modi possibili e non si ritrovi il rifiuto dentro casa per settimane.
Si nota un continuo scarico di responsabilità tra Regione, Enti Locali e viceversa.
In pratica la colpa è sempre di qualcun altro.
Analizzando ciò che leggiamo attraverso la stampa, e logicamente interessati al territorio di Ragusa, notiamo alcune discrasie.
Cercheremo di analizzarle:
Costi – non abbiamo percezione sia diminuita la tariffazione né sia aumentata la qualità e quantità dei servizi, in verità sembrerebbe tutto il contrario, con la forte speranza di sbagliarci;
Tari – si apprende che aumenterà sensibilmente il costo, la Regione avrebbe garantito la copertura della differenza tra il costo ordinario pre-crisi e quello attuale, con capitoli del bilancio regionale già individuati e dedicati. Ottimo, ma ci chiediamo, i soldi della Regione non sono sempre soldi dei contribuenti? E poi quanto durerà questa copertura nei vari capitoli di bilancio regionali? Il bilancio è stilato dalla giunta regionale, in scadenza tra pochi mesi, confidiamo nella professionalità di questi signori o forse nella divina provvidenza.
Di contro non leggiamo di possibili soluzioni a breve termine.
Il buonsenso o forse la cattiva sorte ci fa presagire che prima o poi la Tari aumenterà, vedremo.
Quarta vasca – facendo una semplice ricerca su web ed immedesimandoci nel comune cittadino che vuole informarsi nel groviglio di comunicati della stampa, si legge, e quindi crediamo di intuire, che non si trattasse di un progetto di realizzazione di una vasca ex novo in un altro sito ma un ampliamento di quella esistente, (forse addirittura un semplice innalzamento di quella esistente per aumentare l’abbancamento)
Una domanda ci viene spontanea, se il sito e quindi il terreno era sempre quello autorizzato e idoneo da decine di anni in cosa consisteva la non idoneità per un ampliamento??
Curiosi di capire leggiamo di inidoneità del terreno, vincoli ambientali etc , tutto sacrosanto, se non fosse che di contro apprendiamo che Il sito all’epoca indicato per la quarta vasca sarà invece destinato in futuro e quindi idoneo, in quanto l’unico disponibile, per realizzare l’impianto di Css cioè un impianto di produzione di combustibile solido secondario (CSS) che trasformi il rifiuto secco in materiale a valore energetico, e che ci sia un progetto preliminare già pronto per essere finanziato dalla Regione .
La assoluta inidoneità del terreno, la presenza di vincoli ambientali, della sovrintendenza, saranno quindi spariti e l’inidoneità sarà stata risolta, evidentemente?
Confidiamo che chi scrive tali notizie sulla stampa sia edotto sul contenuto a meno di ns errori di interpretazione.
Associazioni ambientaliste hanno sollevato, a ragione secondo noi, il problema della comunicazione, un problema secondario a ns avviso rispetto agli altri , senonché, gli è stato risposto che l’incombenza di informare i cittadini sulle corrette procedure di selezione e differenziazione è di chi gestisce il servizio, e non l’ente appaltante, e non abbiamo motivo di non crederci.
Ci è sorto un dubbio e ci chiediamo, e crediamo di esserne certi, il costo di questa comunicazione chi lo paga?
Normalmente è a carico delle amministrazioni (ente appaltante) e quindi paga sempre il cittadino per un servizio, che apprendiamo, non è stato reso in maniera ottimale e il cittadino ha pagato e continuerà a pagare per anni nella bolletta Tari senza usufruirne.
Auspichiamo come sempre, maggiore chiarezza per il comune cittadino, che in fondo è quello che paga il 100% della tariffa e mantiene in piedi questo servizio.
