di Cesare Pluchino
Sonia Migliore e Manuela Nicita hanno evitato l’ultima meraviglia della politica ragusana e ne escono rivalutate come ultimi esemplari di un certo tipo di politica che guarda, prima di tutto, alla gente
Dopo gli stravolgimenti avvenuti nelle opposizioni, durante l’ultima seduta di consiglio comunale, con la confluenza nel gruppo misto, con i consiglieri Marino e Ialacqua, dei tre consiglieri ex Forza Italia, del consigliere Laporta e, per regolamento del consigliere Morando, restano fuori dall’ammucchiata, dove si mimetizzano elementi politici di diversa natura, solo i consiglieri del Partito Democratico e le due esponenti del gruppo UDC, Sonia Migliore e Manuela Nicita.
Non considerati i democratici che, al momento, costituiscono il nucleo sul quale poggia, per ora la politica, non solo ragusana, con una rappresentanza di eccellenza, costituita dalla superiore figura di Giorgio Massari, dal renziano DOC D’Asta e dall’ espressione in Consiglio dell’onorevole Dipasquale, saranno solo la Migliore e la Nicita, instancabili animatrici del laboratorio Politico 2.0, a tenere il vessillo dell’opposizione genuina, non esclusivamente destinata alle strategie di potere.
Per la complicata situazione interna dei democratici, alle prese con la quadra di tre circoli e di almeno 5 o sei correnti, nella vana ricerca di un leader cittadino e di uno provinciale, non mimetizzate nei perversi giochi della politica ragusana restano solo le due esponenti, protagoniste delle più sostanziose battaglie contro l’amministrazione, a interpretare il necessario e indispensabile ruolo opposizione seria che costituisce il sale della politica.
L’abbandono del partito nel quale sono stati allevati e cresciuti molti dei confluiti nel gruppo misto, unito alle malcelate intenzioni di aperture a tutto campo verso destra e verso sinistra, nel disperato tentativo di restare protagonisti della scena politica locale, dove hanno sopravvissuto grazie all’ossigeno delle compagini di appartenenza, non è stato accolto positivamente in una città ancora scottata dalle ultime strategie di politica creativa che hanno dominato le ultime amministrative fino alle scelte pre ballottaggio.
Anche la sollecita disponibilità alla collaborazione del gruppo di Territorio e il passaggio nella costituenda aggregazione civica di autorevoli esponenti del movimento creazione di Nello Dipasquale, ha lasciato profondamente perplessi quanti masticano di politica, del tutto smarriti quelli che non ne masticano.
È indubbio che quanti hanno studiato a tavolino le strategie e hanno mosso le pedine sanno quello che fanno, ma il problema, oggi, è di comunicazione, se non
fai capire dove vuoi arrivare e, peggio ancora, se non rappresenti la realtà delle strategie, allontani la gente dalla politica, invece di avvicinarla.
Sempre la solita storia, prima la piramide gerarchica e poi la base da attirare con mirabolanti messaggi di grande consenso verso la nuova formazione politica e di candidature dal flop scontato.
In questo scenario, che aggiunge confusione e che nasce, per quanto sentito, con l’intento di conquistare più città in ambito provinciale, ne esce, intanto, rafforzata l’amministrazione che mantiene, comunque, per ora, un ruolo di approdo sicuro e riparato da improvvise tempeste.
Ad un ruolo di protagonista assurge Sonia Migliore, con la fidata Manuela Nicita al seguito, chiamata al difficile, ma per lei consueto ruolo di opposizione tenace, ispettiva, finalizzata al bene della collettività e non a meri utilitaristici improbabili progetti.
Spesso non abbiamo condiviso alcune delle scelte di Sonia Migliore, abbiamo contestato le modalità di opposizione, non abbiamo approvato gli obiettivi che sono stati scelti preferendone altri, ma abbiamo sempre tenuto in grande considerazione il parere di un autorevolissimo esponente politico del Partito Democratico che ha giudicato l’azione della Migliore come la più efficace, se non l’unica, forma funzionale di opposizione all’interno del Consiglio Comunale di Ragusa.
Siamo certi che gli stessi componenti dell’amministrazione e Il Presidente del Consiglio, che spesso ha avuto modo di riconoscere il ruolo di opposizione svolto dalla Migliore, sono consapevoli della inevitabile necessità che il lavoro di governo sia sottoposto al controllo di una azione che, ancorché talvolta poco gradita, certifica, alla fine, l’azione di governo e costituisce quasi assordante campanello per fare bene e meglio, una garanzia di efficacia politica per i cittadini.
Il nuovo ruolo che, sicuramente Sonia Migliore vorrà rivestire con maggiore impegno, ed è una grossa responsabilità che le addossiamo, considerato il grande impegno profuso finora, obbligherà la stessa ad affinare metodi e strategie e la pone come sfidante ideale dell’attuale primo cittadino nella prossima corsa a Palazzo dell’Aquila, che dovrà essere improntata alla politica seria e trasparente, senza ammucchiate camouflage, dove Sonia Migliore può rappresentare, anche come donna, fattore non trascurabile, il modello di una razza in estinzione di una politica che trova ancora i motivi per toccare le corde più sensibili degli elettori.
