“Si luvau a luci”, la colpa sarà del sindaco Cassì ?

Nessuno si vuole rassegnare alla realtà di una Marina di Ragusa implosa, sfruttata all’eccesso, ormai non in grado di sostenere lo sviluppo abnorme, esiziale, che ha stravolto tutto, peraltro limitato a due soli mesi all’anno di totale invivibilità.
Tutti si lamentano, residenti, villeggianti ragusani, i prezzi delle case in affitto e della ristorazione sono alle stelle, il traffico è impazzito, ancora di più lo sarà la ZTL, non puoi nemmeno passeggiare sfiorato dalle schegge impazzite di biciclette e monopattini incontrollati, la gente cammina sulle piste ciclabili, spuntano antenne come i funghi fra le case, dai rubinetti esce acqua torbida, ma abbiamo le piste ciclabili e le passeggiate a sbalzo sul mare, ora anche il centro commerciale, cosa vuoi che siano dodici ore senza luce ?

Non è la prima volta che a Marina di Ragusa manca la luce, negli anni i blackout sono stati ordinaria amministrazione, il sovraccarico di consumi porta facilmente a guasti degli impianti che sono rimasti quelli degli anni 70, evidentemente.
Per i consiglieri comunali più giovani è cosa strana, ai tempi di chi scrive il blackout era galeotto, favoriva gli amori e i corteggiamenti, oggi c’è il rischio di non potere caricare lo smartphone e allora si chiede l’unità di crisi con sindaco e prefetto.
Nessuno si sogna di pensare a chi non ha pensato di potenziare gli impianti, ma a Ragusa è ordinaria amministrazione, si allargano a dismisura le zone residenziali e non si pensa a come far arrivare l’acqua, forse qualcuno pensa che le protagoniste sono le piste ciclabili, basterà dotare tutte le biciclette, che ormai ne sono prive, della vecchia “dinamo” per illuminare Marina.

A cogliere la palla al balzo per un comunicato d0impatto, il trio dei consiglieri Federico Bennardo, Rossana Caruso e Sebastiano Zagami che ieri, in consiglio comunale, l’eloquio di Bennardo ha chiamato “gruppo”, per annunciare un voto contrario o di astensione.

Il trio, lo chiamiamo così perché gruppo non è e non lo potrà mai diventare, amplifica gli effetti del blackout e sottolinea i disagi per i residenti e i villeggianti, evidenziando i danni economici per gli operatori commerciali, specialmente quelli operanti nel settore della ristorazione.
“Come più volte ribadito – aggiungono i tre – alcuni servizi, tra cui quello in questione, sono insufficienti a garantire copertura alla popolazione, notevolmente incrementata, durante la stagione estiva.
Così come per l’emergenza idrica, occorrerebbe indire una unità di crisi alla presenza del sindaco e del prefetto, con attori come la protezione civile e gli operatori dei servizi in questione, per porre intanto rimedio con gruppi elettrogeni alla situazione emergenziale.
Ci poniamo in una posizione di collaborazione, raccogliendo già da ieri le segnalazioni sui quartieri sprovvisti di elettricità e riportando le stesse agli organi competenti che riferiscono di avere lavorato senza sosta al ripristino.
Occorre infine programmare una volta per tutte dei lavori di implementazione della rete elettrica affinché simili disagi non si ripresentino più in futuro”.

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