Sono i protagonisti del consiglio comunale di lunedì 20 novembre, il gaudente Gaetano Mauro e l’ ’agitata ma non mescolata’ Rossana Caruso, consiglieri comunali che, assieme a Federico Bennardo, tengono vivo il civico consesso di Ragusa.
Tutti protagonisti, a vario titolo, della giornata.
Rosanna Caruso non è stata solo protagonista della seduta perché strumentalizzata, almeno da quattro consiglieri di opposizione, per la sua presunta vicinanza a Totò Cuffaro, attraverso un percorso alquanto contorto.
La Caruso viene eletta nella lista di Partecipiamo, e tale rimane fino ad oggi, la Caruso sarà vicina al deputato regionale modicano Ignazio Abbate, eletto nelle file della DC di Totò Cuffaro. La partecipazione, a Palermo, alla conferenza stampa del gruppo DC, per un bilancio del primo anno di mandato, diventa strumentale per sottolineare come una cuffariana possa sostenere l’amministrazione Cassì.
C’è chi non tollera che ci siano amici di Cuffaro in maggioranza, o, addirittura in giunta, vedi gli uomini di De Luca, leader regionale che ha manifestato apertamente la sua netta chiusura a Cuffaro, mentre lo stesso Cuffaro ha candidamente ammesso che l’on.le Abbate ha sostenuto apertamente Cassì alle ultime comunali e, quindi, non ritiene sorprendente che ci siano amici di Abbate a sostegno di Cassì.
Altri giocano, in qualche caso in maniera confusa, sul fatto che Cassì ha del tutto escluso la partecipazione di partiti nella sua coalizione, chiedono dell’atteggiamento di altre forze politiche in giunta difronte a queste evidenze, queste altre forze politiche glissano, dicendo che, quando saranno ufficializzate queste ‘vicinanze’, prenderanno decisioni.
Viene facile a dire, al consigliere Iurato, che se qualcuno, nel procedere della sindacatura, fa scelte diverse, al momento, non si ritiene di prendere decisioni.
Nessuno vuole avvicinarsi al fuoco, perché il problema, come sottolineato da Iurato, è che nella coalizione si era tutti d’accordo sulla linea di non far entrare partiti. Formalmente ciò non è avvenuto, ma, come in maniera verace ed efficace ha evidenziato Sergio Firrincieli, tutti sapevano tutto dall’inizio.
Proprio Ragusa Prossima ha accolto nella sua lista un esponente di un partito, peraltro eletto, tutti sapevano dei rapporti di vicinanza all’on.le Abbate degli attuali assessori Gurrieri e D’Asta, il sostegno dell’on.le Abbate a Cassì era alla luce del sole. Addirittura, ora, c’è la surreale posizione di Saverio Buscemi che si scandalizza della vicinanza di Rossana Caruso al partito di Cuffaro, ma non considera che, se nella coalizione di Cassì non è prevista la presenza di partiti, non comprendiamo cosa ci sta a fare Sud chiama Nord.
Certo, il problema non è di Buscemi, dovrebbe essere, prima di tutto di Cassì, ma Cassì, consapevole pienamente di tutto quello che abbiamo descritto, va, addirittura a salutare, fino in albergo, il leader del partito Sud chiama Nord, quindi, fa comodo strumentalizzare la gita palermitana della Caruso, possibilmente nel capoluogo siciliano per fare shopping, ma nessuno vuole prendere la vera patata bollente in mano.
Ma Rossana Caruso non è stata protagonista solo per questo: i solerti consiglieri comunali non si sono avveduti di quanto accaduto, in mattinata, in seconda commissione, Assetto del Territorio.
Solo Peppe Calabrese ha percepito le stranezze, ma, non si sa perché, non ha voluto affondare la lama nella ferita, forse in ossequio alla opposizione al borotalco di cui è eminente esponente, soprattutto nella sua qualità di segretario politico del Partito Democratico.
In commissione, si doveva eleggere il presidente, dopo le dimissioni di Sergio Schininà, tutto è andato perfettamente come avevamo già preannunciato, abbiamo avuto la preveggenza che ci ha fatto sapere, in anticipo, chi sarebbe stata l’eletta, la consigliera Oriana La Licata, che ha riportato 4 voti su 7, 3 voti a Peppe Calabrese.
Ma, da notare, c’era l’assenza della consigliera Caruso, ufficialmente indisposta, di strano c’è che alla seduta era presente il consigliere Sortino, dello stesso gruppo della Caruso, che, però, non ha votato.
Qualcuno ha sussurrato che, forse, la Caruso, come da regolamento, non avesse autorizzato la sua sostituzione, quindi, per precauzione, Sortino non ha votato.
Alla luce della indisposizione della consigliera Caruso, non siamo autorizzati a fare illazioni su eventuali malesseri in maggioranza, sappiamo solo, e questo lo possiamo dire senza tema di essere smentiti, che la stessa Caruso, nel pomeriggio, ha partecipato alla seduta del consiglio comunale, specificando, per evitare doverose preoccupazioni di qualcuno, per la sia salute, che era “sana e cina i vita”.
Tutto quanto ci porta a dire della Caruso, ‘shaken , non stirred’, agitata non mescolata, come il Martini cocktail di James Bond, vivace politicamente, senza perdere lucidità e trasparenza.
La seduta poteva essere ravvivata dalla indiscrezione che circolava prima dell’inizio della stessa: si diceva che il capogruppo della lista Cassì avrebbe comunicato l’espulsione dal gruppo del consigliere Bennardo.
Durante lo spazio dedicato alle comunicazioni, invano, dalla nostra postazione, abbiamo atteso di vedere la testa del capogruppo Antoci avvicinarsi al tetto a cassettoni dell’aula consiliare, per alzarsi a dare la clamorosa notizia. Di certo, nelle riunioni del gruppo, si è discusso di questa espulsione che qualche consigliere dà per decisa, non si comprende perché non arriva. Forse, si attende di capire fino a dove si vuole arrivare Federico Bennardo e, temporeggiando, si cerca di rallentare il suo cammino fra le carte.
Di tutte queste situazioni e delle sue istanze all’amministrazione, si mostra evidentemente divertito Gaetano Mauro che rinnova le sue domande al sindaco, le pone in maniera diversa per non tediarlo e, udite udite, ottiene anche un cambio di atteggiamento del primo cittadino che si mostra stranamente disponibile a dare tutti i riscontri richiesti, su Iblea Acque, sulla SRR, con toni inusitatamente sorridenti, non astiosi nei confronti del consigliere di opposizione, lo stesso atteggiamento tenuto nei confronti del consigliere Podimani che, con un intervento barocco, tocca il tasto del tentativo del capogruppo Antoci di soffocare il diritto al dibattito in consiglio e alle interrogazioni.
Antoci, sostanzialmente, proponeva un accordo, in conferenza dei capigruppo, per concordare i possibili temi delle interrogazioni, in pratica smentito dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio comunale, Ilardo, che si sono affannati a mostrare ampia disponibilità per ogni dubbio dei consiglieri di opposizione, e non, puntualizzando, con particolare attenzione, che non c’è nessuna intenzione di soffocare chicchessia.
Sprecato l’intervento del consigliere La Porta sui locali della delegazione comunale di Marina di Ragusa e sulle criticità del plesso scolastico di via Brin, privato anche dell’aula destinata a palestra, mentre restano vuoti i locali della delegazione comunale, ancora in attesa di essere trasferita nei nuovi locali, a 18.000 euro l’anno, dopo i lavori di adattamento per circa 50.000 euro. Purtroppo, la risposta dell’assessore Pasta è stata impedita dalle intemperanze dello stesso La Porta che non ha consentito all’assessore di esprimersi sulla materia.
In evidente difficoltà l’amministrazione per la risposta al consigliere Calabrese sulla questione del debito fuori bilancio, proposto al consiglio comunale, per i lavori urgenti alla condotta fognaria, a Marina di Ragusa, nel mese di luglio; con carte alla mano Calabrese ha accusato in maniera netta e chiara l’amministrazione di aver detto il falso, di aver detto bugie, in merito alle procedure, e alle relative tempistiche, per l’intervento che, ancorché urgente per motivazioni di ordine igienicosanitario, doveva essere a carico di Iblea Acque e regolarmene addebitato.
Grande confusione fra delibere, debito fuori bilancio, alla quale l’assessore Giuffrida non ha dato risposte convincenti, non ha smentito categoricamente le affermazioni di Calabrese e ha girato attorno a poco definibili procedure del dirigente.
Sullo sfondo della seduta l’assenza del consigliere Buscemi, forse preoccupato per eventuali reazioni, per come suggerito da De Luca, del sindaco alle sue intemperanze,
Cassì ha scelto di tenere un atteggiamento sereno, disponibile, distaccato per le critiche e le criticità, morbido con i consiglieri di opposizione, ha preferito affrontare con filosofia il problema delle stranezze e dei partiti nella coalizione, sfumando il tutto come altrimenti non avrebbe potuto atteggiarsi.
La cosa migliore da fare, per tutti, sarebbe quella di chiedere una verifica di maggioranza, una verifica delle appartenenze, politiche e di lista, per decidere se continuare a stare in giunta e in maggioranza.
Ma nessuno chiederà la verifica, nessuno continuerà a chiedere delle amicizie di questo o quel consigliere, nessuno, in ogni caso, avrebbe la benché minima coerenza di andarsene ove non trovasse rispettati accordi e impegni di coalizione, come prima del voto.
Solo bau bau !
