Dopo le elezioni, l’Unione dei Siciliani aveva diramato una nota per indurre il centro destra a comprendere il messaggio degli elettori.
Invitava il centrodestra a riflettere profondamente sul messaggio inviato il 4 marzo dagli elettori siciliani: un messaggio che esprimeva un giudizio fortemente negativo sul governo nazionale e che gli sconfitti delle elezioni sono il Partito Democratico e i suoi alleati.
L’Unione dei Siciliani si soffermava sul fatto che sarebbe un errore gravissimo se il centrodestra sottovalutasse la richiesta di cambiamento profondo della politica che viene dal voto.
All’arroganza e alla superficialità dei grillini occorre rispondere alzando le bandiere del rinnovamento e della difesa dei diritti della Sicilia.
E incitava a pretendere, da qualsiasi governo si insedi a livello nazionale, l’attuazione integrale dello Statuto della Regione Siciliana, un Piano straordinario per l’infrastrutturazione dell’isola e l’avvio di una seria fiscalità di vantaggio.
Tutto questo, assieme a un profondo rinnovamento dei modi della politica, che sarebbe la sola strada per dare risposte concrete ai siciliani e per non dare spazio agli avventurieri del nulla che utilizzano il malcontento per costruire le loro imprevedibili carriere politiche.
Parole ineccepibili che, per certi aspetti, però, non sono seguite dai fatti.
Gli elettori e i simpatizzanti di Armao, attratti dalla fama e dalla competenza del politico, oltre che da certi ideali condivisi, stiamo parlando di quelli di Ragusa, attendono ancora una presenza dell’autorevole esponente della giunta regionale a Ragusa.
Come pure si attendeva la costituzione del Movimento a Ragusa, dopo un coinvolgimento della base, costituita, appunto, in questa fase, ci pare inevitabile, dai simpatizzanti.
Invece, come si suole fare, generalmente, nei partiti che la gente, ormai, aborrisce, scelte calate dall’alto, con il coordinatore nazionale che già ha scelto chi appoggiare alla prossima comunali, non si sa consultando chi, e che ora ha provveduto a nominare il Coordinatore provinciale provvisorio del movimento in provincia di Ragusa, nonché un Vicecoordinatore provinciale provvisorio che diventa anche responsabile dell’Unione dei Siciliani nella città di Ragusa.
Nulla da eccepire sulle persone, per quanto il responsabile di Ragusa, fino a poche ore prima, ha inviato note alla stampa come vicepresidente di un altro movimento politico locale.
Nulla toglie alla possibilità che l’Unione dei Siciliani possa diventare, in breve tempo, un punto di riferimento certo per tutti coloro i quali si impegnano per i diritti della nostra terra, ma non si può non rilevare la persistenza dei metodi della vecchia politica che tende sempre a imporre scelte calate dall’alto e, in certi casi, come questo, a disorientare gli elettori, frastornati dal moltiplicarsi di sigle e dalla ubiquità politica di alcuni esponenti.
