Si torna alla normalità, ma non sarà quella di una volta

Una nota del presidente territoriale di Confimprese iblea, Peppe Occhipinti, che accoglie con misurato entusiasmo le misure che permetteranno, a ristoranti ed esercizi di ristorazione, di accogliere i clienti anche all’interno.
Si parla genericamente di riaperture, si teme per la mancata osservanza delle regole minime di prevenzione, si attende di capire quali saranno i controlli per norme che, a primo impatto, possono essere ancora troppo stringenti.
“I clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo tranne nei momenti del bere e del mangiare”.
Inoltre, è raccomandato l’accesso tramite prenotazione, mantenendo l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. Invariate le regole sui menù che devono essere consultabili attraverso “soluzioni digitali” oppure “in stampa plastificata, disinfettabile dopo l’uso”. In alternativa cartacei a perdere. Vanno “adottate misure al fine di evitare assembramenti al di fuori del locale e delle sue pertinenze”.
“Nulla di nuovo con le regole del Cts – aggiunge Peppe Occhipinti – i ristoratori, da sempre, hanno osservato in maniera scrupolosa tutte le norme e i ristoranti sono stati tra i luoghi più sicuri.
Vorrei ricordare, semmai, al comitato, quello che accade, di norma, nelle piazze e nelle aree esterne.
La nostra preoccupazione che si possa nuovamente ripiombare, vaccini a parte, nell’incubo di una nuova chiusura”.
Ma c’è anche un invito alle amministrazioni locali che devono sostenere le attività economiche: “Anche il Comune – aggiunge il presidente territoriale di Confimprese iblea- deve fare la propria parte in termini di tasse e tributi per quelle attività, fatturato alla mano, che hanno subito un calo drastico”.
E un appello a tutti i lavoratori del comparto della ristorazione: “E’ arrivato il momento di iniziare a lavorare in maniera serena e proficua. Rispettiamo tutti le regole invitando i clienti a non creare assembramenti nelle aree esterne delle attività.”

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