Continuano a firmare separatamente comunicati stampa, spesso è pura propaganda che si guarda bene dall’affondare il dito nelle piaghe dell’amministrazione, qualche volta centrano l’obiettivo di sollevare problematiche non strumentali, di mettere in luce aspetti nell’interesse della città.
Sono i due consiglieri del Partito Democratico che, oggi, in contemporanea, rilevano due questioni importanti:
Mario Chiavola suggerisce di sfruttare il successo e la ritrovata notorietà di Damiano Caruso, il campione di ciclismo che ha trionfato, comunque al Giro d’Italia, con una prestazione ad altissimi livelli, pur con una squadra decimata, e si sa quanta e quale importanza ha la squadra nelle corse a tappe.
“In città – sottolinea Chiavola – non si vedevano campioni ragusani, nel mondo delle due ruote, dai tempi di Cupperi e Canzonieri. Con Caruso, adesso, Ragusa dovrebbe sfruttare questo entusiasmo per il prorpio beniamino e per il ciclismo.
Si parla tanto di piste ciclabili, di mobilità sostenibile, di trasporti alternativi, pur con le difficoltà imposte dalla conformazione del territorio, Ragusa deve promuovere la bicicletta e il suo utilizzo in città, incentivando la creazione di piste ciclabili, soprattutto nelle zone pianeggianti di sud ovest del centro abitato.
Che la Giunta municipale colga il grande assist che arriva da uno straordinario successo del genere.”
“La mobilità su due ruote può e deve diventare alternativa rispetto alla mobilità tradizionale – aggiunge Chiavola – non bisogna considerare le piste ciclabili come qualcosa di ludico solo per distrarre e fare divertire i ragusani nel fine settimana a Marina. Consideriamole, piuttosto, come qualcosa che ci può garantire turismo e benessere, ci può fare diventare una città all’avanguardia rispetto alle altre. Ci sono alcune realtà urbane in Italia con ciclovie molto estese sul territorio cittadino.
Ragusa, eccezion fatta per Marina, è rimasta ferma ancora all’amministrazione Chessari quando fu realizzata la pista ciclabile in viale Adelia Melilli. Crediamo che uno sforzo supplementare, a distanza di tanti anni, possa essere compiuto”.
Più pregnante, sotto certi aspetti, dato il momento, la segnalazione di Mario d’Asta che resta basito e perplesso nell’apprendere che RagusAttiva, il gruppo di volontari che da mesi organizza spedizioni di volontariato sul territorio comunale per ripulirlo da cumuli e cumuli di rifiuti, ha deciso di sospendere, per ora, ogni attività.
La decisione nasce dal mancato intervento dell’amministrazione comunale che non ha dato seguito alle richieste provenienti dall’associazione per evitare che si ripetesse quanto si è cercato di scongiurare, vale a dire il fenomeno degli abbandoni indiscriminati nelle aree già oggetto di interventi.
In pratica, i volontari puliscono un sito, eliminano la mini discarica che si è creata ma, puntualmente, gli incivili depositano di nuovo i rifiuti, senza che ci sia nessun controllo
Nulla di nuovo sotto il sole, quando si vede che in determinati incroci della città gli incivili depositano sacchetti come se nulla fosse, indisturbati: in certi siti occorrerebbe un servizio di intelligence, per sorprendere chi sgarra.
Certo, sappiamo che la legge è quella che è, viviamo in un paese che lascia liberi, dopo lo sconto di pena, i mafiosi che hanno sciolto nell’acido bambini, o rimanda a casa i responsabili del disastro della funivia in Piemonte, non ci si può aspettare che mettano dentro uno che lascia un sacchetto in mezzo alla strada ma, di certo, gli si può rendere la vita infelice.
D’Asta sottolinea che il Comune avrebbe potuto posizionare delle telecamere di videosorveglianza, anche solo in una delle otto aree ripulite dai volontari, si vede che non c’è apprezzamento per l’opera meritoria svolta, per cui l’associazione ha pensato di annullare l’attività, che era già stata programmata per domenica 6 giugno alla foce del fiume Irminio.
Per il consigliere comunale serve riallacciare un proficuo rapporto con l’associazione, dando prova di voler sostenere questi processi virtuosi che sono di esempio per la città.
