C’erano state le avvisaglie e le conferme della rottura fra Pinuccio Lavima, già responsabile provinciale dell’UDC, fino a poche ore fa vicesegretario regionale del partito, con l’ex sindaco di Modica che si candida, sotto le insegne dello scudo crociato, per le prossime regionali.
Troppo plateale non l’assenza di Lavima all’incontro di sabato per l’inaugurazione del comitato elettorale, quanto l’assenza del suo nome nel manifesto dell’evento, organizzato per ufficializzare la candidatura alle regionali.
Bene avrebbero fatto gli organizzatori a mettere comunque il nome, l’assenza, poi, ci poteva stare, oppure Lavima o il partito avrebbero dovuto annunciare prima la rottura,
Le solite piccole beghe di paese, fra l’altro per un partito dai numeri esigui, nemmeno presente nei sondaggi, a livello nazionale.
Nulla da eccepire sul fatto che Abbate possa godere di un forte consenso personale, che va al di là di quello del partito, ma si vuole creare un caso, per acquisire visibilità, in un contesto di piccole realtà politiche.
Fatti che dovrebbero essere evitati alla gente, perché nell’attuale momento politico, assai delicato, gli elettori ha bisogno di serietà politica e non di contrasti, rivalità, faide politiche, ancor prima di iniziare la campagna elettorale.
Non sappiamo quali sono i fatti che hanno determinato la rottura, Lavima, in una lettera inviata solo ad alcuni giornali, a qualcuno addirittura solo in fotografia, parla di partito che si è offerto al candidato, lo dice scandalizzato, ma la consistenza del partito rende la cosa quasi scontata.
Non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi, del resto se si muove il segretario nazionale, quello regionale, due assessori e viene ignorata l’assenza e il dissenso del vice regionale, la rottura è acclarata e avallata dai vertici.
Dicevamo che Lavima, nella lettera, annuncia le dimissioni dagli incarichi di partito, ci permettiamo di chiederci cosa farà con la Presidenza del Consorzio Universitario, carica della quale non parla, nonostante sia stato nominato in quota UDC.
La sorte della Presidenza del Consorzio Universitario di Ragusa ci interessa non solo perché si dovranno verificare le scelte del Presidente Musumeci, spesso discutibili, e in periodo di campagna elettorale tutto è possibile.
Quando fu nominato Lavima, addirittura all’insaputa del Sindaco della Città di Ragusa che, da sola, mantiene il Consorzio e paga i debiti di altri enti, molti si chiesero cosa ci facesse un modicano alla guida del Consorzio.
Non vorremmo che, una volta che Abbate ha preso le redini dell’UDC in provincia, a qualcuno passasse per testa di far rientrare la nomina del nuovo Presidente nella sua area.
Ci basta che a Modica siano finiti Agenda Urbana, il GAL, il Distretto enogastronomico, per l’incapacità di qualche assessore del Comune di Ragusa, farsi sfilare anche il Consorzio Universitario, per la seconda volta, sarebbe da coglioni. Meglio mettere le mani avanti.
