Sindrome da comunicato

di Vilnius Nastavnic
Ormai politici e personaggi di alto rango vivono schiavi del ‘comunicato’, che debbono forgiare muovendosi come all’interno di un negozio di cristalli, per motivi di opportunità, spesso non sentita
L’Italia, e la Sicilia in particolare, vanno in pezzi e si assiste a queste diatribe fra politici e burocrati !

Viviamo nell’epoca del comunicato, quello che si fa, anche per dovere istituzionale od obblighi d’ufficio, nulla vale, ancorché fatto alla perfezione e secondo le regole, se non viene diffuso all’opinione pubblica.
Nel turbinio di comunicati, spesso, avviene che nascano equivoci, malintesi, discordanze palesi, contraddizioni che, però, non sono rettificati e chiariti con la stesa tempestività del comunicato. Dando luogo a quadretti, perlomeno, che disorientano, senza che l’opinione pubblica possa avere contezza di chi ha ragione, di chi ha torto o, addirittura, ha barato con il comunicato.
Due esempi sono di queste ore.
Pronto soccorso di Modica: parte un comunicato della senatrice Padua che riferisce di un incontro con i vertici della sanità locale e, a proposito del pronto soccorso di Modica,  parla di ritardi dovuti al mancato completamento del lavoro di progettazione che era stato affidato a un tecnico del Comune di Modica, messo a disposizione dall’Amministrazione comunale.
Sempre tramite comunicato, dal  momento che è stata investita l’opinione pubblica che, con lo stesso mezzo, deve ricevere precisazioni, è il vicesindaco di Modica che, rifiutando ogni addebito per l’amministrazione, della quale fa parte, chiarisce che ‘’ nessun incarico ad alcun tecnico dell’Ufficio tecnico comunale è stato promesso all’Asp per quanto riguarda la progettazione del pronto soccorso di Modica”.
Ergo, nessuna responsabilità può essere addebitata al Comune di Modica per eventuali ritardi nella consegna degli elaborati. Solo massima collaborazione, il rilievo sull’assenza di azioni di parlamentari tese al reperimento di finanziamenti per l’opera, auspicio che chi ‘’ intende perseguire il bene della sanità iblea, prima accerti personalmente di chi sono le reali responsabilità, per poi, magari, indicare i veri responsabili dei ritardi nel rilancio del pronto soccorso.
In effetti un comunicato, del mese di maggio, dell’Azienda sanitaria, (http://www.ragusalibera.it/dal-territorio/1750-nuovo-pronto-soccorso-dell-ospedale-maggiore.html ), su un incontro a Modica per il progetto del nuovo PS, al quale sarebbe stata presente anche la senatrice, sempre secondo la nota diramata,  non parlava di tecnici del Comune messi a disposizione per il progetto.
Un capolavoro di diplomazia e abilità linguistica la nota del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria che sembra danzare sul pelo dell’acqua in punta di piedi, senza però far luce sulla natura dei ritardi del Pronto Soccorso di Modica e su eventuali responsabilità degli stessi.
Vale la pena di riportare integralmente la nota della Direzione Generale, comprensiva di titolo:
PARTECIPATA ATTENZIONE ALLA CRESCITA SANITARIA NEL TERRITORIO IBLEO”
Relativamente al chiarimento richiesto dal comune di Modica, nella massima armonia tra le istituzioni, riguardo al Pronto Soccorso dell’ospedale “Maggiore” di Modica, interviene il Direttore Generale dell’ASP di Ragusa, dr. Maurizio Aricò:  «sono certo che nello scambio di informazioni con la sen. Venerina Padua, che ho molto apprezzato, non si è certamente voluto configurare alcuna ipotesi di ritardo o, addirittura, di responsabilità. L’intero territorio di Modica e Scicli e l’Azienda sono impegnati, ora più che mai, a   concretizzare gli interventi sui plessi ospedalieri ed il lancio di progetti di diversificazione  qualitativa, che potrebbero caratterizzare la Sanità di Scicli nell’immediato futuro.”
Nessuna polemica quindi,  ma solo partecipata attenzione alla crescita delle attività sanitarie nel Territorio. L’Azienda sanitaria non può che rinnovare il suo ringraziamento agli Amministratori e ai Politici che hanno manifestato in questo frangente attenzione ai progetti in corso.
Altro scambio di comunicati, dal contenuto nettamente contrastante, fra un Dirigente della ex Provincia Regionale e un assessore del Comune di Comiso.
Motivo del contendere una nota con la quale Sindaco e assessore all’ambiente del Comune di Comiso comunicavano di intervenire per la pulizia dei cigli stradali sulla strada provinciale Comiso-Pedalino, pur non di competenza del Comune casmeneo, dopo due anni di inutili solleciti presso la vecchia provincia regionale, ormai notoriamente refrattaria a questo tipo di istanze per motivazioni di ordine politico-economico
Sempre tramite comunicato stampa, perché pare che siano ormai in disuso le comunicazioni dirette, telefoniche o per posta, magari elettronica, il Dirigente del Settore Viabilità della Provincia replica, con sorpresa, stante la mancanza dei citati solleciti.
Una replica che attira l’attenzione considerato lo stato dei cigli stradali in tutto il territorio provinciale, ormai da tanti anni.
La nota del Dirigente recita:
“L’amministrazione comisana dimentica che l’ultima azione di pulizia specifica, oltre a quella ordinaria, svolta dalla Provincia è stata effettuata nel 2014 proprio nella zona di Villa Orchidea e tratti adiacenti, così com’era avvenuto nel 2012, sotto forma di manutenzione straordinaria, e, se non sbaglio, sia il sindaco sia l’assessore competente più volte sono stati in Provincia per partecipare a riunioni riguardanti i fondi ex Insicem, il Distretto del Turismo o Viaggio negli Iblei e mai una volta hanno fatto richieste, anche solamente verbali, d’interventi urgenti sulla SP n.4”.
Il dirigente, concludendo, aggiunge e sottolinea che la ditta che dovrebbe fare questi lavori, in ogni caso, dev’essere autorizzata dalla provincia, altrimenti è passibile di accertamento in violazione al codice della strada, “assicurando la Provincia, in economia, una sufficiente manutenzione proprio a tutela della sicurezza stradale”
Non solo smentita alle dichiarazioni di Sindaco e Assessore, anche la minaccia di sanzioni per lavori non autorizzati. L’Italia va in pezzi e si assiste a queste diatribe fra politici e burocrati !
Il Comune di Comiso affida la risposta all’assessore che porta in evidenza una richiesta, a firma del Sindaco, inviata il 5 maggio 2014 e alla quale non è seguita alcuna risposta.
Aggiunge, inoltre, che nell’ordinanza sindacale n. 31 del 20 maggio 2015 si dispone la  pulizia di strade piazze e spazi a uso pubblico, e l’ordinanza è stata inviata a tutti gli enti, Provincia compresa, ognuno per le proprie competenze.
Provocatoriamente, e vorremo poter assistere al seguito, il  dirigente provinciale vien invitato a dare seguito a ciò che ha comunicato a mezzo stampa: deve procedere a denunciare il comune, o la ditta che ha eseguito i lavori di pulizia, per violazione del codice stradale. Il tutto auspicando che la denuncia non si ritorca contro la stessa Provincia per le stesse dichiarazioni del Dirigente che acclara una pulizia dei cigli, sulla importante arteria in questione, eseguita ogni due anni.
Il Sindaco avrebbe gradito un ‘grazie’ o, almeno, la presa d’atto che il Comune è intervenuto, in sostituzione della provincia, senza addebitarne le spese, per ragioni di sicurezza e pubblico decoro, in un tratto non di propria competenza, senza sollevare inopportuni polveroni mediatici soprattutto in presenza di atti scritti e sottoscritti.
Con acume, gli amministratori intendono tornare sulla questione chiedendo un incontro chiarificatore con il commissario della provincia, che di pulizie, aggiungiamo noi, se ne intende. 

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