Situazione politica preoccupante alla Regione

Basterebbero gli interventi dell’on.le Dipasquale in Assemblea Regionale Siciliana per capire le condizioni della politica regionale.
Per quanto provenienti da un esponente delle opposizioni, i rilevi sugli ASU, sulle variazioni di bilancio, sulla irrisolta questione dei rifiuti, sulle opere pubbliche che sarebbero solo eredità di progetti dei passati governi regionali e non opere di questa amministrazione, se non destano preoccupazione sono destinati a delineare un quadro politico estremamente critico.

Ma su questioni mergenti ci sono anche gli interventi di esponenti di forze politiche che sostegno il governo Musumeci, che parlano di impegni, per esempio per la questione forestali, ma non danno certezze.

In una nota scrive l’on.le Orazio Ragusa, della Lega: “Sta proseguendo in modo proficuo, in commissione Attività produttive all’Ars, la discussione sulla normativa di riordino dei lavoratori forestali in Sicilia.
Si tratta di una questione molto complessa e la cui definizione, però, è attesa da tempo.
Stiamo cercando di stringere i tempi per assicurare la stabilizzazione degli operatori e, allo stesso tempo, si vuole definire un meccanismo che consenta la riapertura della legge che riguarda i forestali per l’immissione di nuove unità in organico.
Inoltre, si sta valutando la possibilità di creare una collaborazione effettiva e permanente tra i lavoratori forestali e la Protezione civile regionale nell’ottica di quella salvaguardia e tutela del territorio isolano sempre più soggetto a fenomeni legati al rischio idrogeologico.”
Come si vede buone intenzioni ma nulla di certo per questioni che si trascinano da anni.
Il presidente Ragusa, inoltre, ha convocato in commissione, per i prossimi incontri, gli assessori regionali all’Agricoltura, Toni Scilla, e al Bilancio, Gaetano Armao, perché è essenziale verificare le coperture economiche e la ricerca di nuove opportunità collegate ai bandi comunitari oltre a tutti gli adempimenti di carattere normativo da portare avanti.

Decisamente critici i 5 Stelle dell’ARS per l’assestamento di bilancio che sarebbe la prova dell’operato fallimentare del governo Musumeci.
Afferma il capogruppo del M5s all’Ars Giovanni Di Caro: “Il disavanzo di 7 miliardi e mezzo di euro, certificato nell’assestamento di bilancio portato in aula dal governo, di cui un miliardo e mezzo ascrivibile in toto a questo esecutivo del nulla, è la prova del fallimento di Musumeci e della sua giunta, cosa che apre scenari futuri che definire preoccupanti è puro eufemismo”
“Per quanto riguarda la variazione di bilancio – continua – siamo soddisfatti di essere riusciti a recuperare i tre milioni di euro dovuti agli Asu, ma non siamo per nulla d’accordo sulla mancetta che stanno architettando per mitigare la delusione di questi lavoratori, ancora una volta presi in giro da questo governo.
Inaccettabile, infine, il comportamento di questa maggioranza, nuovamente sparita in prossimità del voto, cosa che ha costretto a rinviare i lavori d’aula”.

Anche il deputato regionale di Sicilia Vera, Danilo Lo Giudice, intervenendo in Aula nel dibattito dell’Assemblea Regionale Siciliana sulle variazioni di bilancio ha dichiarato: “La vicenda degli ASU assume contorni sempre più coloriti, con l’Assessore Armao che si è ormai dato alla fantascienza. Lui che brilla per assenza durante il dibattito su norme di bilancio si permette di accusare i parlamentari di assenza.
Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e dire chiaramente che oggi il Governo sta lavorando per ulteriori tagli alle somme per gli ASU.
Siamo passati da un lavoro parlamentare per la stabilizzazione, supportato dal solo Assessore Scavone cui va dato atto del suo impegno a fianco della Commissione e dei deputati, a dover combattere persino per mantenere in bilancio i fondi per il sussidio ordinario, con una proposta, questa sì di diretta proposta governativa, che prevede ulteriori tagli anche per il futuro.
Prendiamo atto del fatto che la volontà del Governo è diversa da quella del Parlamento, che “un semu tutti i stissi”, non siamo assolutamente tutti gli stessi rispetto al taglio di cinque milioni, non siamo tutti gli stessi rispetto alla votazione di un contributo una tantum che è una vera e propria porcheria nei confronti degli ASU.
Quindi io non voterò mai e poi mai queste variazioni di bilancio, non lo farò per gli ASU e non lo farò da sindaco per l’ennesimo taglio ai fondi per i Comuni, l’ennesima riduzione di fondi per le amministrazioni comunali.
Non se ne può più di queste prese in giro; i cittadini, i lavoratori sono stanchi di queste prese in giro continue, col Governo che ora a parole vuole rassicurare dicendo che troverà le risorse per la stabilizzazione in futuro, quando sappiamo già che le risorse non ci sono e che non le stiamo prevedendo nel bilancio pluriennale.
Per tutto questo non potrò che votare contro le variazioni di bilancio nel loro complesso.”

Anche in tema di servizio idrico integrato non si intravede la luce in fondo al tunnel, un altro dei problemi emergenti della regione evidentemente in mano agli incapaci. E’ Valentina Palmeri, vicepresidente commissione IV all’Ars e portavoce dei Verdi Europa-Verdi, a parlarne, dopo aver analizzato il nuovo testo proposto ieri dal Governo regionale.

“Il nuovo testo del disegno di legge sul servizio idrico integrato sembra aver recepito alcuni suggerimenti venuti dall’opposizione, ma restano forti criticità e perplessità.”
“Il disegno di legge – afferma la Palmeri – è stato infatti ‘snellito’ di alcuni aspetti controversi ma non possiamo non manifestare dubbi verso questa forma di accentramento di alcune funzioni della nuova autorità che verrebbe costituita (AIS); un’autorità pensata, a dire del Governo, per velocizzare la redazione dei piani d’ambito e di altri adempimenti per accedere alle risorse del PNRR, ma che invece sembrerebbe assumere in sé poteri che oggi sono in capo ai sindaci, come la decisione finale rispetto alle forme gestionali, lasciando ai territori, quindi, la sola facoltà di proposta.”
“Il problema della Sicilia – continua la deputata – non è sostituirsi nelle scelte gestionali ma determinare e individuare le risorse pubbliche disponibili per fare le opere, e quindi serve una struttura tecnica regionale operativa di supporto alle ATI e ai singoli comuni sui progetti.
Basti ricordare che per la mancata redazione dei progetti abbiamo subito diverse ben tre procedure di infrazione comunitaria.
Ciò che temo è anche che si possa risolvere tutto ciò in un aumento dei costi per i cittadini per il funzionamento di questa nuova autorità, che andrebbe a gravare sulla tariffa.
Infine, – conclude Palmeri – credo con questa nuova legge non si supererebbero le criticità della legge 19, ad esempio la suddivisione su base politico-amministrativa (provinciale) degli ambiti piuttosto che su scala di bacino o bacini idrografici contigui, cosa che non consente di superare i gravi e attualissimi problemi legati al bilanciamento idrico e al corretto monitoraggio a tutela della risorsa, e la mancata creazione di un coordinamento solidaristico tra i vari ambiti per sopperire alle carenze idriche di vaste aree della Regione, concetto alla base del principio dell’acqua pubblica”.

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