Sonia Migliore, il Castello di Donnafugata e le Case della Memoria

di Cesare Pluchino
Sulla scia delle attenzioni che sta riservando a quanto attiene al turismo, nel contesto dell’attività amministrativa, il capogruppo dell’UDC stigmatizza la mancata presenza del Comune presente nello spazio Fuori EXPO a Milano, alla settimana di eventi per la promozione delle Case della Memoria

Sempre coadiuvata, nei rilievi, dalla collega Manuela NIcita, Sonia Migliore eccepisce la mancata presenza del Comune di Ragusa con la sua ‘Casa della Memoria’, a Milano, nello spazio Fuori EXPO, appunto dedicato, con una settimana di eventi, alla promozione delle Case della Memoria.
Per le due consigliere, un’occasione mancata, per di più a costo zero, un’occasione persa per fare pubblicità al Castello in una vetrina internazionale.
Particolarmente coinvolta perché assessore alla cultura che curò l’iscrizione della dimora di campagna del Barone Arezzo nel circuito delle Case della Memoria, la Migliore si lascia trasportare dalla stizza e tira in ballo il viaggio a Mosca della collaboratrice del Sindaco per le attività culturali a forte valenza turistica, ma più ancora, e questa volta sbagliando maggiormente, il coinvolgimento della produzione e del cast del Commissario Montalbano nel Padiglione Italia, nell’ambito del progetto “EXPO Sicilia Terra Madre’’ che vede, appunto, la presenza del nostro Comune.
Nella foga, le due consigliere arrivano a considerare ‘’di identico valore’’ le due occasioni, con estrema leggerezza, vuoi per l’indiscutibile impatto mediatico di Montalbano, del tutto superiore a quello delle Case della Memoria, ma anche per l’ubicazione, una all’interno di EXPO, l’altra in centro a Milano.
In aggiunta, si deve rilevare un particolare importante, che aggiunge meriti all’attività di Sonia Migliore come ex assessore alla cultura della nostra città. A Lei va dato il merito di questa iscrizione nel Circuito delle Case della Memoria, che proietta, di certo, il Castello in un ambito nazionale, un inserimento per noi sempre vantaggioso ma che si rivela spropositato per il Castello stesso che, come altre dimore di uomini illustri, fa parte delle Case Associate alle 54 toscane del progetto originario.
L’Associazione “Case della memoria” fu costituita al termine di un lungo percorso durante il quale diverse realtà furono censite nell’ambito di un omonimo progetto  promosso dalla Regione Toscana e da Casa Boccaccio che metteva insieme  54 case di personaggi che con la loro vita e le loro opere hanno illuminato la terra toscana.
Una straordinaria proposta culturale e turistica che riunisce le case (oggi case-museo) dove vissero personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia.
L’Associazione Nazionale Case della Memoria si propone di far conoscere e valorizzare queste significative dimore storiche, con la consapevolezza che non è possibile leggere le opere immortali dei grandi scrittori, ammirare i dipinti e le sculture di artisti geniali, in definitiva conoscere la storia, senza “incontrare” i suoi protagonisti, il loro vissuto, il forte legame con il territorio.
Impossibile non rilevare, per gli innegabili riflessi sui ritorni di carattere turistico, come la figura, pur esaltante, del Barone Arezzo, non possa costituire un polo di attrazione pari a quello costituito dagli altri personaggi delle altre case.
Non un grande scrittore, non un eccellente pittore, non un geniale scultore, solo un notabile, ricco, colto, studioso di botanica e cultore di astronomia, con numerosi interessi nei campi culturale e artistico, senatore del regno, prima per censo e poi per elezione, ma nulla da poter confrontare con Dante, Giotto, Petrarca, Boccaccio, Leonardo, Machiavelli, Benvenuto Cellini, Silvio Pellico, Giosuè Carducci, l’Artusi, Pascoli, Puccini e anche Enzo Ferrari.
Come pure l’interno della dimora, elegante e ricercato, in linea con le disponibilità del proprietario, non offre al visitatore nessun tipo di attrattore culturale, mancando opere d’arte, dipinti, sculture di pregio, solo qualche pezzo di arredo inestimabile per la vetustà e altri esclusivamente originali secondo il gusto eclettico dei proprietari. 

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