di Cesare Pluchino
Ennesima seduta della commissione trasparenza che sancisce la completa estraneità dell’assessore ai fatti contestati, peraltro solo sulle pagine di un giornale
La commissione trasparenza è servita veramente a qualcosa, ma i risultati non erano, forse, l’obiettivo sperato. Ufficialmente convocata per far luce su alcune determine dirigenziali attinenti il servizio di lettura dei contatori idrici, come sottolineato, nel corso dei lavori, da Maurizio Tumino, era invece dedicata al caso Campo, come hanno titolato, fino all’ultimo, i comunicati stampa personali della Presidente della stessa Commissione.
Si voleva indagare sulle procedure di affidamento dei servizi per trovare conferme ai fatti stesi sulle righe di un quotidiano locale online.
Attraverso la convocazione dei dirigenti comunali, della funzionaria che, a suo tempo, si occupò del servizio, nonché mamma dell’assessore Campo, per passare, poi al Presidente della cooperativa che gestiva il servizio nel 2014 e ai tre lavoratori al centro della vicenda, due non riassunti nel nuovo appalto, e uno, marito dell’assessore, attualmente in servizio presso la cooperativa che gestisce il servizio di lettura dei contatori, nelle prime sedute della commissione trasparenza si era avuta la netta sensazione che era assai difficile identificare precise responsabilità, ovunque andassero cercate ma, meno che mai, nella persona dell’assessore Stefania Campo che emergeva sempre più distante dalle questioni.
L’ultima seduta della commissione, tenutasi nella mattinata di lunedì 14 dicembre ha confermato queste sensazioni, con la persona di Stefania Campo, oggi per nulla menzionata, che ha assunto contorni assolutamente evanescenti nel contesto di una vicenda che riguarda ben altro, se lo riguarda.
Le questioni riguardanti Stefania Campo si spostano, e definitivamente, nelle stanze del Sindaco, l’unico che può e deve decidere se mantenere la sua ferma posizione di fronte ai fatti raccontati dal giornale oppure inchinarsi alle evidenze di una commissione trasparenza che nulla hanno fatto mergere a carico della stessa, ricucendo, nel contempo, per una parte, il rapporto con la maggioranza consiliare schieratasi, apertamente, per una attenta verifica dei fatti nelle more di un congelamento dell’incarico assessoriale.
Passiamo al resoconto dell’ultima seduta della commissione trasparenza, diventata oggi palestra di quella opposizione che, più volte, ferocemente criticati da iene dai denti ormai spuntati, abbiamo definito in coma vegetativo, capace solo di ripetitivi incontrollati attacchi strumentali assimilabili alle convulsioni di un ammalato di sindrome da sconfitta elettorale non assimilata.
Per essere chiari gli ultimi rigurgiti di una classe politica ormai invisa alla città, come acclarato dagli ultimi risultati elettorali, impresentabile per scenari futuri che non possono basarsi sull’archeologia o sul cambio di nome della formazione politica di appartenenza.
In Commissione trasparenza non si è capito quale era il bersaglio preferito: amministrazione, sindaco, assessore, dirigenti, uffici, responsabili delle ditte per i servizi, passati e presenti, sembravano spicchi di una ruota della fortuna freneticamente fatta girare alla ricerca della luce della verità più conveniente.
Ma che la Commissione trasparenza abbia assunto connotati sempre meno interessanti è acclarato dallo scarso seguito della stampa, delle televisioni, del pubblico oggi assente alla seduta, contrariamente a quelle precedenti.
Un inizio lento, ritardato di oltre mezzora, per ascoltare il nuovo dirigente del settore tributi, due sindacalisti che erano stati chiamati in causa da uno dei lavoratori esclusi e il presidente della cooperativa che, attualmente si occupa del servizio.
Il nuovo dirigente, dott. Scrofani, entrato in servizio al Comune di Ragusa in data 2 novembre, poco ha potuto riferire sulle procedure riguardanti l’affidamento del servizio antecedenti al suo ingresso negli uffici.
Peraltro ha significato, a specifiche domande del consigliere Tumino, che la materia è di competenza del responsabile dell’ufficio contratti, esulando le sue competenze, per molti aspetti, dalla vicenda in questione, in ordine, soprattutto, alla clausola di salvaguardia sociale per la tutela dei livelli occupazionali.
Su due punti il nuovo dirigente ha espresso chiaramente posizione, sull’opportunità, all’interno di uno stesso ente, di una linea univoca, uniforme, per quanto previsto nei bandi, mentre nulla ha eccepito sulla assoluta necessità di attenti controlli dell’ente sul rispetto dei contratti, particolare colpevolmente tralasciato, secondo Tumino, dall’attuale amministrazione che non ha esercitato nessuna verifica al riguardo, come emerso, successivamente, dalle parole del gestore del servizio.
Assodato positivamente che il nuovo dirigente ha messo in atto tutte quelle procedure finalizzate ad accertare discrasie e disfunzioni nel servizio, anche con opportune segnalazioni all’Ispettorato del Lavoro, è emersa grande confusione per un servizio dove le date ballano musica da discoteca, fra affidamento del contratto, firma dello stesso, inizio del servizio, sospensioni e gestione della lettura dei contatori del tutto discutibile, almeno come organizzazione del lavoro da svolgere.
Sulla convocazione dei sindacalisti sarebbe meglio stendere un velo pietoso perché è apparsa come un inutile riempitivo di una convocazione tutta da inventare nei contenuti.
Uno, Scannavano della CISL, ha esaurito quasi subito la sua presenza specificando di non essere mai stato coinvolto dai letturisti, che nemmeno conosce di vista, per una vicenda della quale non era stato mai informato.
Colombo della CGIL ha confermato solo di avere avuto semplici contatti informativi con i letturisti, prima dell’avvio del servizio, in data antecedente al 15 settembre, giorno dal quale non c’è stato nessun altro confronto, né ha avuto notizie degli stessi che non si sono più fatti sentire.
Da ultimo, audito il presidente della Cooperativa Pegaso, gestore attuale del servizio che ha confermato, con fermezza, il dato sui due lavoratori che non avrebbero accettato di lavorare part time.
Il presidente la Ferla ha rivendicato la sua legittima autonomia gestionale, ha fatto appello ai suoi diritti d’impresa, ha ribadito, decisamente, la mancanza di sollecitazioni da parte del Comune sulla forza lavoro impegnata per il servizio.
L’opposizione, per bocca di Sonia Migliore, ha avuto parole pesanti sull’operato di La Ferla, che avrebbe discriminato due lavoratori, che avrebbe consumato una sorta di truffa per il servizio con le agevolazioni di ‘Garanzia Giovani’, facilitato da una amministrazione che non ha idea di cosa sia la vigilanza sugli appalti e sulla clausola sociale.
Unica risultante, secondo la Migliore, ma senza ulteriori considerazioni, che l’unico lavoratore a essere stato tutelato è stato il sig. Sottile, (che, poi, sarebbe il marito dell’assessore, ndr) con l’avvertimento ai componenti grillini della commissione di non continuare a dire che gli altri due lavoratori non hanno accettato.
Conclusioni del tutto personali della Migliore che ha ribadito l’esistenza di abusi di ufficio, di aspetti poco chiari da parte di un imprenditore e da parte degli uffici, per cui, alla fine, non ha potuto evitare di chiedere, more solito, l’invio di tutti gli atti alla Procura della Repubblica che, a questo punto, dovrebbe allestire una stanza solo per gli atti inviati dalla consigliera dell’UDC.
Chiusura della riunione con la consueta pretesa del consigliere Tumino di fare, unilateralmente, la sintesi della seduta, chiedendo, altresì la convocazione, per la seduta successiva, dell’assessore al ramo, Stefano Martorana, per le delucidazioni finali sul caso, che si spera siano prodotte dal responsabile del settore.
Nel corso della riunione, prevista per venerdì 18 dicembre p.v., la Presidenza ha preannunciato la stesura di una relazione finale, a questo punto da redarre dopo l’intervento dell’assessore competente, anticipando, di fatto, la mancanza di unanimità che, secondo regolamento, deve portare alla stesura di una relazione di maggioranza e di una di minoranza.
Particolare che ha lasciato perplessi molti dei commissari e che sarà oggetto di discussione nel corso delle successive sedute.
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