Stroke unit al Giovanni Paolo II: dovrebbe essere piena l’osservanza della sentenza del TAR

Autorevoli professionisti del settore sanità assicurano che l’apertura della stroke unit al Giovanni Paolo II osserva, in pieno, il dettato della relativa sentenza del TAR che ha imposto l’apertura di neurologia e stroke unit all’ospedale di Ragusa.
Autorevoli pareri ci assicurano che il paziente colpito da ictus, patologia tempo dipendente, potrà, d’ora in poi, essere assistito, tempestivamente in ognuno dei tre ospedali della provincia.
La cronica carenza di personale, medico e infermieristico, limita, al momento, l’ampiezza e la dotazione di personale della struttura, ma ci assicurano che il paziente colpito da ictus riceverà il primo soccorso a Ragusa e a Ragusa resterà ricoverato per il necessario periodo di degenza.
Siamo certi che non appena la struttura sarà a regime, il puntuale ufficio stampa dell’ASP sarà messo in grado di comunicare il numero del personale, medico e infermieristico, dedicato al reparto, l’ubicazione e la direzione di quest’ultimo, per evidenziare l’assoluta indipendenza da altri reparti di altri ospedali, come avviene per tutti gli altri reparti del Giovanni Paolo II, eccezion fatta, forse, per la Pediatria, di recente riapertura.
Non c’è, quindi, che da rallegrarsi e dare atto all’attuale Commissario dell’ASP di aver attivato le necessarie procedure per ottemperare alla sentenza del TAR, cosa che non avevano fatto i suoi predecessori, compreso l’ultimo, attualmente Direttore Sanitario che interviene soddisfatto nella nota dell’AP che comunica l’apertura della stroke unit.
La notizia ha trascinato tutta la serie dei commenti di rito e di soddisfazione, con relative acquisizioni di merito.
Solo l’intervento del candidato sindaco Riccardo Schininà può essere giustificato, per aver sollevato, nelle settimane scorse, per la pubblica attenzione, la questione, nel clima di generale silenzio sull’argomento.
Certo, esagerata la sintesi del candidato Schininò che ascrive anche al suo impegno personale la risposta che definisce rapida dopo che si attende dal 2018.
A livello di amenità, ma i 5 Stelle ci hanno sempre deliziato con le amenità, la rivendicazione del candidato sindaco del Movimento che scrive di un Commissario ASP che “accogliendo il nostro invito si è immediatamente attivato per dare seguito alla sentenza del TAR”.
Anche il sindaco asserisce di essere stato informato dell’apertura nel corso dell’incontro dei sindaci del territorio con il Commissario ASP, sottolineando come abbia atteso di informare la cittadinanza per permettere al Commissario di dare la notizia.
Il sindaco scrive di un percorso che non lo ha visto mai indietreggiare tra confronti istituzionali e azioni legali, impegnato a tutelare con fermezza e nelle sedi opportune l’interesse della città.
Cose che, forse per la disastrosa comunicazione del primo cittadino, non si sono né sapute, né avvertite.
In ogni caso, sia i 5 Stelle che l’attuale sindaco non accennano all’unica persona che, sin dalle prime indicazioni, del 2015, della Regione sulla rete ospedaliera locale, si è attivato concretamente per far rispettare i diritti della città e del locale ospedale.
È opportuno che la gente abbia contezza di come sono andate le cose, essendo fisiologico che, nell’arco di 5/8 anni, molte cose sono dimenticate. Anche perché le attuali misure non ottemperano del tutto alla sentenza del TAR. Quindi, non c’è molto da fare festa.

Il riconoscimento dei diritti della città avviene con il giudizio di ottemperanza emanato dal TAR di Catania nella camera di consiglio del 14/1/2021, pubblicato il 25/01/2021, che ha riconosciuto le ragioni del Comune di Ragusa, OBBLIGANDO l’Assessorato regionale della salute ‘ad istituire una stroke unit presso il reparto di Neurologia dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa entro 180 giorni”.
Nella sentenza vi è il pieno riconoscimento delle motivazioni scritte nel lungo ed articolato ordine del giorno che l’allora Presidente del Consiglio Comunale presentò in Consiglio Comunale e che fu approvato.
Giovanni Iacono organizzò il Consiglio Comunale aperto davanti all’ospedale civile, chiese ed ottenne l’audizione alla Commissione parlamentare alla sanità dell’ARS.
Quell’ordine del giorno è diventato la fonte informativa e rivendicativa del Comune di Ragusa e in tutti questi anni non si è mai retrocesso nella direzione del riconoscimento delle ragioni espresse ed è continuata la totale e costante collaborazione con l’Avvocatura del Comune che va ringraziata per avere svolto un lavoro incisivo e determinato nelle aule della giustizia amministrativa.
L’attuale buona riuscita la si deve alla condivisione della battaglia comune da parte dei due Sindaci che si sono succeduti, Piccitto e Cassì, che hanno mantenuto gli impegni e creduto, con convinzione, alle ragioni che sono state riconosciute ancora una volta dal Tar e disattese dalla Regione Siciliana.
Non potrà sfuggire più a Palermo che i Cittadini Ragusani, ma soprattutto Giovanni Iacono, hanno vinto!

Per essere precisi, la seconda sentenza del TAR, il secondo ricorso era stato necessario perché, nel frattempo, la Regione aveva predisposto una diversa riorganizzazione della rete ospedaliera, ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Ragusa contro l’assessorato regionale della Salute della Regione siciliana in relazione al decreto assessoriale di riorganizzazione della rete ospedaliera del 31 marzo 2017, nella parte in cui non era prevista l’istituzione delle Unità Operative complesse di Neurologia con la stoke unit e di Chirurgia vascolare presso l’ospedale di Ragusa.
Tutti, al momento, stanno dimenticando la questione della Chirurgia Vascolare.

Al tempo, il Sindaco Piccitto e il Presidente del Consiglio, Giovanni Iacono, intrapresero una battaglia per rivendicare i sacrosanti diritti sanciti dalla Balduzzi, ma i politici del tempo, dall’assessore regionale alla sanità al presidente della commissione sanità dell’ARS, preferirono ignorare le istanze del capoluogo che, oltre ai dettami della Balduzzi, per una struttura di primo livello quale è l’ospedale di Ragusa, si imperniavano sulla centralità geografica del nuovo nosocomio del capoluogo.
Lo stesso Sindaco Cassì aveva dichiarato: ““Apprendiamo con soddisfazione che con sentenza n. 2048/2018 il Tar di Catania ha accolto il ricorso principale e quello per motivi aggiuntivi del Comune di Ragusa, assistito per l’occasione dal prof. Avv. Antonio Barone, ed ha disposto che nel nuovo Ospedale Giovanni Paolo II venga istituita una Unità Operativa Complessa di Neurologia con Stroke Unit e una di Chirurgia vascolare”.
Ma, oggi, della Chirurgia Vascolare non parla, disattendo la vantata fermezza nel tutelare gli interessi della città.

Non sono stati pochi, quelli che, nel tempo non hanno riconosciuto i meriti di Giovanni Iacono per il raggiungimento dell’obiettivo. In una nota degli anni passati, i 5 Stelle hanno tentato di riservare meriti solo al Sindaco Piccitto e al Movimento, senza citare l’allora Presidente del Consiglio.
Al tempo, fu Giovanni Iacono, a vedere come erano stati ignorati i diritti dell’ospedale del capoluogo in termini di reparti e di primariati che alcuni soggetti, di concerto con la politica, volevano gestire in forma quasi privatistica.
In piena e totale sintonia con il Sindaco Piccitto, fu Giovanni Iacono, al tempo, e ancora oggi, ai vertici di FederSanità ANCI, nazionale, a verificare quanto stava accadendo, con il conforto di eminenti figure della sanità nazionale, a redigere di suo pugno gli elementi essenziali per ricorrere al Tribunale Amministrativo, a partecipare alle audizioni in Commissione Sanità all’Assemblea regionale Siciliana.
Va bene esprimere soddisfazione per la sentenza del TAR, ma siamo certi che anche Federico Piccitto riconoscerebbe i meriti di Giovanni Iacono, peraltro verificabili e comprovabili in atti e note protocollate del Comune di Ragusa.

Sent. TAR c_Piano ASP (1)

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