Ragusa: i quattro candidati sindaco si beccano, invece di dirci cosa vogliono fare da grandi

Ci si aspetterebbe una campagna elettorale più viva, sui temi di interesse generale e sulle emergenze della città.
La storia degli ultimi 5 anni è ormai al termine, è storia passata, come quella dei sindaci del passato, gli argomenti di campagna elettorale dovrebbero essere quelli attinenti alle cose che si vogliono fare, dal 1° giugno, nei limiti della legge, delle normative, delle possibilità economiche del Comune.
Vorremmo sentir parlare di chi elimina le linee blu, la ZTL, qualche dirigente che ha fatto il suo tempo, se non eliminabile almeno emarginato, soprattutto non sentire i candidati beccarsi, con particolare dedizione per il sindaco in carica, ricandidato. Intanto non lo dovrebbero nominare, parlare solo di sindaco in carica o di primo cittadino. Poi, per il solo fatto che ci sono tre candidati che vogliono prendere il suo posto, è inutile parlare del sindaco uscente, perché non ci sarebbe niente di buono da dire.
Invece siamo agli attacchi personali e nessuno dell’entourage dei rispettivi firmatari della nota che appresso pubblichiamo ha il buon senso di consigliare di soprassedere a certe esternazioni
L’oggetto del contendere sono, le pagine facebook del sindaco uscente che sarebbero gestite in maniera poco opportuna dal punto di vista dell’etica politica.
Uno dei candidati è stato consigliere comunale, nei 5 anni e non ha avuto nulla da eccepire in merito, ora sono preoccupati degli effetti positivi che potrebbe avere, per la campagna elettorale dell’uscente, la funzione della pagina facebook, sussurrando ma non denunciando chi gestirebbe le pagine, se pagato dai contribuenti cittadini.
Ma in questi casi, o si fanno denunce precise oppure si fa buon viso a cattivo gioco, gli effetti positivi della funzione di sindaco non sono contemplati dalla legge, fino al sabato prima delle lezioni il sindaco in carica può andare al Comune, nella sua stanza, ricevere gente, distribuire onorificenze, premi, attestati.
E’ il sistema italiano che è sbagliato.
Un sindaco incarica, sei mesi prima delle elezioni va a casa e così gli assessori e i consiglieri comunali.
Qua si preoccupano di una pagina facebook, nessuno guarda al bando per gli eventi culturali di tutto il 2023, con il sindaco ricandidato e l’assessore alla cultura candidata al consiglio comunale. Come se non bastasse, al primo comunicato che ricordava dell’avviso per la concessione di contributi ordinari da destinare al sostegno delle attività culturali ordinarie programmate per l’anno 2023 o di attività aventi la caratteristica di stagionalità, del 16 marzo scorso, né è seguito, nei giorni scorsi, un altro, datato 29 marzo, per sollecitare le istanze e ricordare il termine ultimo del 5 aprile, termine che, pare, negli anni passati era alla fine di maggio.
Ma non c’è nulla di illegittimo, di illegale, di irregolare, lo consente la legge, per esempio, un esempio a caso, senza riferimenti a persone o cose reali, prima delle elezioni l’amministrazione potrebbe decidere di affidare un impianto sportivo, per esempio sempre a caso, quello di via delle Sirene, per esempio per dieci anni, ad una associazione sportiva, per esempio di San Giacomo.
Come nel caso degli eventi culturali, un nuovo sindaco dovrebbe ritrovarsi un gestore per l’impianto sportivo o una serie di eventi che non rientrano nelle linee politiche della nuova amministrazione, come si ritrova per due anni il direttore del Mudeco o altri incarichi che sono stati conferiti o saranno conferiti.
Tutto regolare, peraltro, dalla risposta prevedibile del sindaco in carica, che mai potrebbe sottostare al diktat dei candidati concorrenti, se non imposto dalla legge, si evince che nulla cambierà…anzi.
Quindi, tempo perso! Poi, anche se ci fossero gli estremi di una denuncia, con i tempi della giustizia italiana, anche amministrativa, il sindaco uscente, ove rieletto, finirebbe i prossimi 5 anni, sempre che non aprano al terzo mandato.

Queste le note in questione, prima quella dei tre candidati sindaci, poi quella del primo cittadino in carica:

Oggetto: Dichiarazione congiunta dei candidati sindaco di Ragusa Giovanni Cultrera, Sergio Firrincieli e Riccardo Schininà in ordine all’utilizzo ‘improprio’ della pagina istituzionale Facebook denominata Peppe Cassì, per fini elettorali e propagandistici.

“Abbiamo monitorato il reiterarsi di pubblicazioni sulla pagina istituzionale Facebook del sindaco di Ragusa su temi esclusivamente di campagna elettorale (basti vedere la grafica apposta nell’immagine di copertina della pagina in oggetto).
Riteniamo non sia affatto un comportamento etico e per nulla in linea con quella carta dei principi emanata giorni fa dal candidato sindaco Cassì in cui si faceva riferimento a toni pacati, moderati e ad un’etica di fondo da seguire sempre.
Ciascuno di noi tre sta facendo la propria campagna elettorale investendo nella comunicazione, a tutti livelli, proprie risorse. Questo consente, da parte nostra, di adottare un’equità di fondo sui mezzi utilizzati, non sappiamo se si può dire lo stesso del candidato sindaco Cassì.
Non volendo pensare che chi oggi cura la pagina social in oggetto sia pagato con i soldi dei ragusani!
La pagina ha un gran seguito commisurato ai quasi cinque anni di amministrazione, nel corso dei quali sono stati tantissimi i cittadini che l’hanno seguita proprio per avere informazioni e notizie in tempo reale sull’attività istituzionale.
Basti pensare ai durissimi anni di pandemia quando attraverso i canali social il sindaco Cassì, al pari di altri amministratori, informava i cittadini su tutte le misure adottate per il Covid e tutte gli avvisi utili e imprescindibili in quel difficile periodo, quando i social erano certamente tra i pochi strumenti a disposizione per ottenere informazioni utili in brevissimo tempo.
La stessa cosa dicasi tutte le volte che è stata diramata l’allerta meteo e tantissimi tra genitori, studenti, docenti e personale scolastico avevano bisogno di sapere se fosse prevista o meno la chiusura delle scuole. La stessa cosa dicasi, ancora, per gli eventi e le attività in cui il Comune di Ragusa ha dato il proprio contributo, promuovendo gli stessi.
Ecco, alla luce di ciò, la pagina istituzionale del sindaco Cassì deve rimanere tale, ossia continuare a fornire, attraverso chi ha l’incarico professionale di farlo per conto del Comune di Ragusa, comunicazioni istituzionali e di carattere amministrativo, non certo può diventare una pagina del candidato Peppe Cassì con tutte le proposte e le iniziative che vengono avviate in questi mesi di campagna elettorale.
A ulteriore supporto di quanto sinora dichiarato, basti vedere che tra le informazioni che si evincono dalla pagina Facebook in oggetto, sono riportati come indirizzo mail il seguente sindaco@comune.ragusa.it e come sito di riferimento comune.ragusa.it (strumenti entrambi del Comune di Ragusa e non di proprietà del candidato Cassì).
Altrimenti non solo si accentuerà il divario comunicativo, ma ci si andrebbe a scontrare con quell’etica e quei toni pacati spesso richiamati dal candidato sindaco Cassì, e nei fatti non messi in pratica.
Chiediamo dunque che si seguano le regole per tutti uguali e che la pagina istituzionale del Sindaco Peppe Cassì prosegua nel fornire alla cittadinanza comunicazioni inerenti le attività dell’Ente e che si cessi, nell’immediato, di far pubblicare informazioni, iniziative e attività dal chiaro tono propagandistico del candidato Cassì.
Certi di aver chiarito la posizione unanime espressa, siamo sicuri che tale anomalia verrà risolta nel volgere di 24 ore, eliminando tutti quei post dal chiaro ed evidente argomento elettorale”.

F.to
Giovanni Cultrera
Sergio Firrincieli
Riccardo Schininà

 

Gruppo Peppe Cassì Sindaco: il candidato sindaco Peppe Cassì replica alla nota congiunta dei tre candidati sindaco
Ecco la dichiarazione:
“Visto che a scomodarsi sono ben tre candidati sindaco e tutti i partiti politici che rappresentano, devo replicare su una questione che a me pare surreale e di dubbio interesse per la città.
La mia pagina Facebook, che a detta loro squilibra la contesa elettorale – io pensavo che contassero di più le azioni e le idee, le proposte e i programmi – è stata da me aperta quando, come hanno fatto loro, ero un candidato sindaco.
Da lì, come per tutti i sindaci, i governatori, i deputati e i senatori di Italia, la pagina è diventata uno strumento di dialogo con i cittadini e di informazione, tramite cui in questi 5 anni ho dato notizie ma anche espresso pareri e punti di vista.
Supportati dai loro staff legittimamente assunti, tutti i leader dei loro partiti non hanno o non avevano pagine Facebook mentre si alternavano sulle varie poltrone di governo?
Nel disperato tentativo di ben 3 candidati di attaccare giornalmente solo me – come se la contesa non fosse anche tra loro – dimenticano che è logico – e menomale che sia così – che un amministratore faccia comunicazione politica attraverso i propri canali innanzitutto con le azioni fatte, con le sue scelte e non solo con slogan e frasi vuote.
Se a loro disturba il fatto che, attraverso una pagina Facebook, i cittadini sono da 5 anni regolarmente informati sulla gestione della cosa pubblica, che questa pagina abbia contribuito a gestire periodi difficili per la nostra comunità, il “fastidio” credo sia tutto loro.
Se le loro pagine Facebook sono poco seguite magari è perché si sono interessati alla cosa pubblica solo sotto elezioni. Personalmente penso di dovermi occupare – e dovrebbero farlo anche loro – di cose più importanti. Se la campagna elettorale appare loro squilibrata, si facciano delle domande anziché invocare una censura con tanto di ultimatum”.

Gruppo Peppe Cassì Sindaco

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