Stucchevole, ormai, la questione del secondo patronato della città

Avevamo già definito stucchevole la questione del secondo patronato della città.
Non più tardi di due mesi fa, c’è stata una conferenza stampa per la presentazione della nuova Associazione socioculturale San Giorgio.
Come emerso subito, si trattava della pubblicizzazione dell’azione di un gruppo di devotissimi al culto di San Giorgio che vorrebbero sancito, in maniera ufficiale, dalla Chiesa, il Patronato del Santo Cavaliere sulla città, unitamente a quello di San Giovanni Battista.
Si apprendeva che i sangiorgiari avevano scoperto, con grave e ampio ritardo, che dall’inizio degli anni ’80 del secolo scorso, San Giorgio sarebbe stato eliminato dal calendario liturgico, non indicato come Patrono o copatrono della città.
Questo non per nostra interpretazione ma per puntuale descrizione dei fatti in conferenza stampa.
La richiesta, al Vescovo, di sancire ufficialmente la questione del Patronato ottiene l’effetto opposto, perché la competente Congregazione dei Riti, a Roma, alla quale il Vescovo inoltra la richiesta, risponde che una città non può avere due Patroni, di conseguenza non avrebbero legittimazione le richieste provenienti da Ibla per un riconoscimento ufficiale del Patronato.
Sembrava si fosse schiarito il cielo sulla decennale ambigua posizione della chiesa che non ha voluto mai chiarire ufficialmente, producendo gli atti relativi, chi, secondo le regole della Chesa, fosse il Patrono della Città, unico oppure duplice, come in altre città d’Italia.
Avevamo plaudito all’azione di S.E. il Vescovo che, finalmente, si era attivato per arrivare ad un chiarimento definitivo, tramite le competenti autorità della Chiesa.
Sempre in conferenza stampa, si apprendeva che Il Vescovo aveva chiesto l’ausilio di una commissione formata da tre esponenti della corrente pro San Giovanni e da tre pro San Giorgio, don Giuseppe Antoci, don Maurizio Di Maria, Giorgio Veninata, Gianni Giannone, Giuseppe Arezzo, Andrea Ottaviano, nei primi del mese di febbraio del 2023 si approntava una relazione da inviare alla Congregazione dei Riti, che il Vescovo chiese fosse integrata da una di sintesi del Parroco di San Giorgio.
Il 24 ottobre 2023 la risposta che affermava come, ai sensi dell’art. 5 dell’apposito regolamento di Chiesa, una città può avere un solo Patrono principale.
Il Vescovo avrebbe precisato che, ove i sangiorgiari volessero ripiegare sul riconoscimento di un Patronato secondario, si dovrebbe ricorrere ad una petizione popolare confortata dal parere dei sacerdoti della città.
Da Ibla non accettano ipotesi di questo genere, considerando messa sotto i piedi una storia di 1.500 anni.
Giannone, in chiusura della conferenza stampa citò sintomatiche parole del Vescovo che avrebbe affermato come “la radice del disorientamento attuale non sta tanto nella forza dell’errore, quanto nella debolezza di quanti dovrebbero testimoniare la verità” e si è detto certo, assieme ai componenti dell’Associazione, che “se il Pastore della nostra Chiesa vuole l’unione della sua comunità, potrà, forte della sue autorità e autorevolezza, intervenire, non riuscendo a comprendere come la Chiesa possa essere ingiusta e divisiva, di fronte a documenti inoppugnabili e confidando che il caso venga riaperto e sanato con una giusta sentenza”.

Una nota odierna dell’ Associazione Storico Culturale San Giorgio informa che si è in attesa di una decisione finale della Congregazione per il Culto Divino: nota dalla quale si evincono alcune contraddizioni con quanto era emerso dalla conferenza stampa.
Prima di tutto c’è la novità che San Giorgio non sarebbe stato “depatronizzato”, c’è la notizia di un incontro che sarebbe avvenuto a Roma fra i sangiorgiari e mons. Vittorio Francesco Viola, segretario della Congregazione per il Culto Divino che propenderebbe per l’ipotesi di due Patroni della città, in deroga, per cui l’Associazione asserisce che “Ragusa può avere due patroni egualmente principali”.
Infine, l’Associazione, per quanto scritto nella nota, coinvolge S.E. il Vescovo, mons La Placa:
Mons. Vittorio Francesco Viola comunicava al parroco, il sacerdote Pietro Floridia, e alla delegazione, che avrebbe contattato personalmente il vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa.
Il Vescovo, in un primo incontro, comunicava di non aver ricevuto nessuna comunicazione da parte del Dicastero, ma assicurava che si sarebbe impegnato a sostenere la causa dei sangiorgiari, in un secondo incontro, che viene posizionato, inspiegabilmente, a distanza di qualche mese, avrebbe confermato il contatto con il segretario della Congregazione, ma bisognava aspettare la decisione finale della stessa.
Sulla posizione del Vescovo, mons. La Placa, sulla questione, nulla è specificato.

Questa la nota dell’ Associazione socioculturale San Giorgio:

“In considerazione del fatto che da tante parti ci viene richiesto a che punto si è circa la “querelle” sulla richiesta fatta dal vescovo, circa l’inserimento di San Giorgio martire nel calendario liturgico regionale come Patrono egualmente principale di Ragusa, dichiariamo che la Congregazione per il Culto Divino, a detta di mons. Vittorio Francesco Viola, segretario della stessa, a un gruppo di noi che lo ha incontrato per chiarimenti, “non ha depatronizzato San Giorgio”.

Inoltre, sempre in questo incontro, avvenuto il 14 dicembre scorso presso Città del Vaticano, sulla base di documenti storici presentati e sulla viva e continua tradizione della nostra città, sebbene il Motu Propriu “De Patronis Costituendis” di S. Paolo VI, prevede per ogni città che vi sia un solo Patrono principale, per Ragusa è possibile “l’eccezione” che lo stesso documento pontificio prevede”.

Lo dice in una nota l’associazione storico culturale San Giorgio di Ragusa.
“Per cui – prosegue la nota – Ragusa può avere due patroni egualmente principali. A conclusione di questo incontro, mons. Vittorio Francesco Viola comunicava al parroco, il sacerdote Pietro Floridia, e alla delegazione che per questo motivo avrebbe contattato personalmente il vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa.

Per conoscere l’esito di questa telefonata abbiamo incontrato una prima volta mons. La Placa il quale nonostante non aveva ancora ricevuto nessuna comunicazione da parte del Dicastero, ci ha assicurato che si sarebbe impegnato a sostenerci; ci siamo inoltre incontrati una seconda volta a distanza di qualche mese e anche in questa occasione ci ha comunicato che pur avendo contattato telefonicamente il segretario della Congregazione, bisognava aspettare la decisione finale della stessa.

Per tanto aspettiamo fiduciosi che la Congregazione d’accordo con il nostro Vescovo diocesano, al più presto pongano fine con equità e giustizia mediante un esito che non spazzi via la storia, la tradizione della nostra città e consenta finalmente al popolo ragusano di onorare anche liturgicamente due Patroni legati da un’unica fede e dalla storia di una città”.

Associazione storico culturale San Giorgio

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