Opportunità e senso si rispetto personale imporrebbero evitare di parlare dell’argomento, ma se l’assessore al ramo, nonostante i problemi personali, va avanti come se nulla fosse, riteniamo che i motivi di opportunità vengano meno.
Del resto, le questioni legate al piano di utilizzo della tassa di soggiorno e quelle relative all’Osservatorio attengono a tutta la Giunta, soprattutto per il primo aspetto, per l’Osservatorio c’è da rilevare la presenza di ben quattro consiglieri comunali come componenti, due di maggioranza e due delle opposizioni.
Su tutto, come dall’insediamento di questa giunta, regna il più assoluto mistero, si potrebbe definire un ‘mistero glorioso’.
Più volte, consiglieri comunali hanno rivolto interrogazioni per capire le destinazioni specifiche della tassa di soggiorno, non è stata data mai risposta, l’organismo previsto dal regolamento della Tassa di Soggiorno non è stato mai considerato né messo nelle condizioni di operare al meglio, tant’è che la qualificata Presidente, Carlotta Schininà, ha pensato bene di rassegnare le dimissioni, anticipate agli altri componenti già nella lettera di convocazione dell’ultima riunione di giorno 14 gennaio, in videoconferenza.
Ma le dimissioni della sig.ra Schininà, importanti e significative, non sono ritenute degne di essere comunicate all’opinione pubblica.
Come ogni anno, il piano di utilizzo è impostato e approvato dalla giunta, non è solo farina del sacco dell’assessore al ramo, tenuto conto che tutti i colleghi assessori, e anche il Sindaco, da sempre, hanno usato attingere a questo piccolo pozzo di San Patrizio, trovando sempre le causali per rendere ogni intervento afferente allo sviluppo turistico e in linea con i dettami del regolamento.
Occorre fare una distinzione ben precisa, non sempre accettata da tutti, fra il piano di utilizzo e l’Osservatorio.
Quest’ultimo è un organismo che deve solo monitorare l’utilizzo, su come sono stati utilizzate le somme e non ha neppure potere consultivo sulle scelte per l’anno successivo. Può solo dare, in base alle scelte fatte in precedenza, il riconoscimento che le somme sono state utilizzate secondo regolamento o può suggerire utilizzi ritenuti più producenti per il raggiungimento degli obiettivi.
Ma l’osservatorio è convocato, appena, una volta all’anno, e bene ha fatto, ripetiamo, la Presidente a rassegnare le dimissioni, precisando all’assessore che le addebitava mancate convocazioni, come questa fossero di competenza dell’assessore stesso.
Un tavolo allargato rispetto a quanto prevede il regolamento, per le associazioni di categoria permane l’esubero di componenti rispetto a quelli previsti dal regolamento, ma, alla fine, è anche normale per un organismo dove addetti al settore del turismo e della ricettività in particolare, discutono, come in un salotto, senza risultati concreti, della materia.
Ma sarebbe irregolare, secondo il regolamento, anche la stessa convocazione, dove oltre a Federalberghi, sono invitate 5 associazioni, tralasciando il rappresentante delle associazioni di consumatori.
Ma il vulnus predominante resta l’ostinazione della più assoluta riservatezza sulla tassa di soggiorno e sulle riunioni dell’Osservatorio: l’ex sindaco Piccitto aveva accolto di buon grado la richiesta della stampa di assistere alle riunioni, con questo sindaco non c’è nemmeno un comunicato stampa, né per la convocazione, né per l’esito della riunione, ma nemmeno per le dimissioni della Presidente. Una sorta di ‘cosa nostra’, dove non si accettano interferenze e orecchie scomode.
Quanto al piano di utilizzo, sempre le solite voci, estremamente generiche e omnicomprensive, adatte agli usi creativi ai quali ci ha abituati questa amministrazione con la collaborazione di dirigenti altrettanto disinvolti: non si può dimenticare che questa amministrazione, il primo anno, con i fondi della tassa di soggiorno, pagò anche gli stipendi del personale dell’ufficio turistico e alcune retribuzioni per il Castello di Donnafugata.
Nessun resoconto analitico sulle spese effettuate con i fondi, che hanno spaziato dal verde pubblico alla cultura, per organizzazione non solo di eventi, tutti da dimostrare nella loro attinenza all’offerta specifica per il turista, nemmeno, come abbiamo accennato, su specifica richiesta dei consiglieri comunali.
Del resto, anche all’interno dell’osservatorio, senza nemmeno considerare gli esponenti di maggioranza, legati agli accordi di scuderia, il solo Giorgio Mirabella ha esortato al rispetto del regolamento e ha criticato l’atteggiamento dell’amministrazione nei confronti di un organismo forse ritenuto scomodo per le strategie creative della giunta. Il rappresentante dei 5 Stelle ha addirittura esaltato il lavoro dell’assessore.
Per il resto, gli altri partecipanti alla riunione, fra cui Danilo Tomasi della Confcommercio e Cesare Sorbo dell’Associazione Costa Iblea, assieme al rappresentante della CNA, hanno lamentato la scarsa operatività dell’organismo che non è messo nelle condizioni di occuparsi concretamente delle questioni attinenti il turismo, segnalando quelle emergenze che meriterebbe attenzione comune per un rilancio vero e definitivo del settore.
Ed è un peccato per la città, dal momento che l’Osservatorio mette insieme i più qualificati operatori dei settori alberghiero-ricettivo e della ristorazione che da soli sarebbero in grado di esercitare al meglio le loro competenze.
Invece la gestione dei fondi della tassa di soggiorno si esaurisce fra piccoli interessi di bottega per favorire questa o quella manifestazione, spesso eventi che con il turismo hanno poco a che fare, e spettacoli dove, peraltro, spesso si paga anche il biglietto.
Anche il piano per il 2022 mostra il solito cliché, stantio, generico, ripetitivo, omnicomprensivo di tipologie di intervento difficilmente catalogabili.
Su tutto dominano i 255.000 euro per “servizi ed eventi in campo turistico per la promozione del territorio” e i 250.000 euro per compartecipazione o collaborazione per grandi eventi ciclici e continuativi.
45.000 euro, una cifra minimale per attività televisive o cinematografiche finalizzate allo sviluppo turistico, 50.000 per il protocollo apertura Chiese, 15.000 euro come contributo a interventi di promozione e valorizzazione di manifestazioni tradizionali e identitarie della città, 30.000 per la promozione del territorio, 60.000 euro per organizzazione di eventi e manifestazioni culturali.
Non mancano fondi per interventi di manutenzione e recupero del Castello di Donnafugata, 30.000, mentre non può mancare di far sorridere la voce mobilità sostenibile che si alimenta con 35.000 euro. Si pensa anche al Natale, con 20.000 euro. Il tutto su una previsione di entrate di 870.000 euro, basata sugli introiti 2021: ma come sono state spese queste somme nel 2021? Forse non lo sanno nemmeno quelli dell’Osservatorio.
