In verità sembra presto dedicarsi alle prossime elezioni comunali, ma da tempo, sono in molti a pensare alle strategie e alle alleanze per le amministrative di giugno.
È stato il sindaco in carica a lanciarsi per primo parlando ai suoi di composizione delle liste, sullo sfondo di una sua certa ricandidatura.
Dopo le recenti consultazioni nazionali e regionali, con un quadro politico definito, un po’ tutti si sono lanciati, parlando di contatti per future alleanze, sottintendo la volontà di essere presenti nella competizione con una o più liste, qualcuno avanzando anche ipotesi di candidatura a primo cittadino.
Appunto questi contatti di cui si fa sfoggio, come elemento qualificante della propria strategia elettorale, stanno creando smarrimento e confusione fra gli elettori.
Veniamo dall’ultima competizione elettorale nella quale c’erano 7 candidati a sindaco e ben 23 liste.
Una esagerazione che venne punita, almeno due candidati del centro destra e due del centro sinistra determinarono la vittoria di un nuovo arrivato nella politica, che la spuntò, per poco, sul candidato del Movimento 5 Stelle.
Una vittoria personale, di quattro liste a sostegno dell’attuale sindaco, solo una, grazie al premio di maggioranza, vide arrivare 15 suoi candidati nel civico consesso, ebbero successo solo i 5 Stelle, che riuscirono ad eleggere 5 consiglieri, poche altre liste, a stento, superarono la soglia di sbarramento del 5%, portando 2 consiglieri il PD, 1 Ragusa Prossima e 1 INSIEME.
Fallimentare fu la frammentazione dei candidati a sindaco, ancora di più la scelta, rivelatasi errata, di circondarsi di più liste.
Il passato non ha insegnato nulla, si profilano all’orizzonte diversi candidati a sindaco, e tante liste per conquistare un seggio nella civica assise.
Quello che desta più perplessità è che tutti vantano contatti e rapporti con altri movimenti e liste civiche, qualcuno oggi scrive, addirittura gli incontri sono finalizzati a definire i programmi.
Ma i programmi non dovrebbero essere definiti prima di trovare eventuali alleanze ? Sembra che si lavori prima all’accordo vincente, alla coalizione di successo che al bene della città, alle soluzioni migliori e, soprattutto, a quello che serve alla città.
Cosi ci troviamo che Cassì tiene in caldo un rapporto eventuale con Fratelli d’Italia, mentre continua i rapporti di sempre con Ragusa Prossima, la leader locale in pectore del Movimento 5 Stelle lavora ad una rete civica, forse consapevole che il Movimento, da solo, a Ragusa, non gode del trend positivo a livello nazionale, aspiranti candidati alla carica di primo cittadino hanno rapporti a tappeto con varie formazioni politiche, piccole e grandi, c’è chi cerca il neo deputato Abbate, c’è chi cerca Pizzarotti di Parma, fioriscono strutture politiche attorno a Calenda e all’ex sindaco di Messina, De Luca.
Solo i partiti strutturati, al momento, non si fanno sentire, in questa grande confusione. Molti criticano l’attuale amministrazione, ma pochi disegnano la Ragusa del futuro, molti progetti mirabolanti ma poche certezze, nessuno scende nei particolari del trasporto pubblico, di cosa fare a Ibla, di cosa fare a Marina di Ragusa, cosa fare nelle contrade e nelle periferie, come risvegliare la città, visto che questo sindaco non ci è riuscito, come uscire dallo stallo economico sociale, cosa proporre per un vero progetto culturale, come investire le somme della tassa di soggiorno.
In cinque anni, ne hanno tirato fuori di tutti i colori, ora occorre indicare le soluzioni a tutto quanto rilevato di negativo, impensabile che si vada avanti a suon di promesse e di programmi non definiti,
La gente vorrà sapere a cosa servirà la metropolitana di superficie, chi la utilizzerà e perché, la gente vuole sapere come rivitalizzare Ibla attraverso l’utilizzo dei tanti palazzi chiusi, vuole sapere se Ibla dovrà essere isola pedonale o aperta ad auto e bus turistici, la gente vuole sapere come rinasceranno via Roma, piazza Libertà, viale ten. Lena, il centro storico superiore.
È arrivato il momento, dopo le negative esperienze, dei fatti, non più delle parole.
