Il tavolo di concertazione per il centro storico superiore

Il Sindaco Piccitto ha nominato, con apposita determinazione sindacale, i rappresentanti delegati a fare parte del Tavolo di concertazione per il centro storico di Ragusa superiore.
I componenti sono stati indicati, con designazioni formali, dalle associazioni che fanno parte dell’organismo istituito lo scorso 21 dicembre.
Il Tavolo è finalizzato ad avviare un confronto sulle problematiche e le tematiche che attengono al centro storico di Ragusa superiore: ne fanno parte il sindaco, gli assessori ai centri storici, ai lavori pubblici e allo sviluppo economico, un rappresentante dell’ASCOM, dell’associazione “Insieme in città”, del Comitato Residenti e della Fondazione Architetti.
I componenti, indicati dalle associazioni e nominati dal sindaco, sono: arch. Gaetano Manganello, arch. Anna Fidelio e arch. Giuseppina Guastella (per Fondazione Architetti), Salvatore Ingallinera e Giovanni Cassarino (per Ascom), dott. Giuseppe Guccione (per Comitato dei Residenti) ed il prof. Giorgio Flaccavento (per Associazione “Insieme in città”).
In un apposito comunicato è specificato, comunque, che al tavolo tecnico potrà partecipare un solo rappresentante per associazione, tra quelli designati.
La composizione del tavolo lascia ben sperare per una concertazione che risulti foriera di risposte concrete e destinate all’interesse generale.
Si spera che non costituisca un tavolo come quello dell’Osservatorio per l’utilizzo della Tassa di Soggiorno che ha aderito solo a logiche di spartizione del bottino, senza proposte innovative in linea con le finalità del regolamento, segnatamente per l’utilizzo dei fondi.
Sarà opportuno che il nuovo tavolo affronti, con decisone, la problematica del centro storico superiore che non deve essere ricondotta, esclusivamente, alle esigenze della via Roma e dei pochi commercianti rimasti nella via.
Per centro storico superiore va intesa almeno tutta la zona a settentrione della vallata Santa Domenica, per la quale vanno affrontate subito le questioni di ordine urbanistico ed edilizio, le questioni di ordine pubblico e relative alla presenza incontrollata di immigrati, le necessarie politiche di incentivazione per contenere il caro affitti e per favorire l’insediamento di nuove attività commerciali che garantiscano orari di apertura non limitati alle ore serali e notturne.
Come ha ribadito l’urbanista Cervellati, nel corso di una recente visita a Ragusa, il futuro dei centri storici svuotati delle città è assicurato, prevalentemente, dai servizi di ristorazione che, però non ripopolano il centro storico ma lo animano solo con la movida nelle ore serali e notturne, lasciando di giorno solo saracinesche abbassate, tavoli e sedie dei dehors accatastati, bidoni e sacchi della spazzatura che ornano vie e piazze fino alle prime ore della mattinata, quando va bene.
Il ritorno della gente in centro storico significa concedere sfogo alle potenzialità abitative che possono essere perseguite senza eccessive limitazioni e con uno snellimento della burocrazia, più difficile il ritorno delle attività commerciali che sono scomparse, più verosimile l’insediamento di piccoli esercizi di quartiere che debbono godere, però, di opportune agevolazioni.
Inoltre grande attenzione deve essere rivolta agli spazi culturali che possono risultare elemento di aggregazione e avvicinamento al centro storico.
Sarebbe opportuno, per non trasformare il tavolo in sede di interminabili dibattiti e di scontro di posizioni contrapposte, che l’amministrazione in primis, e le altre forze politiche, si pronunciassero chiaramente sulle rispettive visioni di centro storico e di soluzioni per il ripopolamento, la tutela e la valorizzazione, con idee chiare, trasparenti, per cominciare a capire di cosa si parla e di cosa si vuole parlare.
Perché, come è accaduto con la via Roma, non basta far sbizzarrire uno o più progettisti, per risolvere problematiche che non sono solo di ingegneri o architetti.
Sarebbe quindi opportuno capire cosa si vuole fare della ex sede della facoltà di giurisprudenza, della ex biblioteca comunale, dell’ex cinema Marino, dei parcheggi pluripiano che restano vuoti con le strade intasate di auto, dei tanti locali commerciali vuoti lasciati nel più totale abbandono e senza adeguate misure per il decoro urbano, del fenomeno degli affitti incontrollati a stranieri che si candidano ad essere i soli residenti in centro storico.

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