Teatro Concordia o teatrino della politica?

di Cesare Pluchino

Abbiamo voluto riascoltare la registrazione della conferenza stampa sul Concordia per smentire decisamente ipotesi fantasiose e dichiarazioni arbitrarie.

Vicenda complicata quella relativa al recupero della struttura dell’ex cinema Marino, per le implicazioni di carattere finanziario e per i grossi limiti di un progetto, definito faraonico, che, in ogni caso, non darebbero alla città un teatro di tutto rispetto, ma solo un teatrino, da intendersi non come termine dispregiativo ma per la sua accezione lessicale, cioè un teatro piccolo.

Di teatrino, piuttosto, si può parlare per quello offerto dalla politica, o meglio dai politici, in particolare dai politicanti che, come disse Benedetto Croce, hanno sempre in bocca le grandi e nobili parole e la solenne indignazione. 

Ci era sorto il dubbio che non avevamo capito cosa era stato detto nel corso della conferenza stampa.

Nel riascolto del file digitale con la registrazione dell’incontro con i rappresentanti degli organi d’informazione, c’è bastato sentire le parole della giornalista Laura Curella che, con la chiarezza e l’obiettività che la contraddistinguono, ha parlato di linea coerente dell’amministrazione che già aveva manifestato l’intenzione di recuperare la struttura e di non abbandonarla.

Vanno, parimenti rigettati con decisione, in nome della verità e contro ogni tentativo di strumentalizzazione politica finalizzata a creare facile visibilità, i tentativi di far passare l’adozione di un progetto ridimensionato come il recupero di un teatro che non c’è mai stato nelle attuali fatiscenti residue strutture dell’ex cinema a luci rosse della città.

Nessuna costrizione, né per azioni legali né per consultazioni popolari a cui il Sindaco, come ha risposto alla domanda di un giornalista, darebbe la risposta positiva che scaturisce già da quanto si evince dalla conferenza stampa: piena condivisione per ogni iniziativa che vuole intraprendere azioni finalizzate alla rivitalizzazione del centro storico che, in questo caso, si ritengono assolte attraverso la ricerca di una struttura polivalente dedicata, oltre al teatro, anche alla musica, alla cultura, alle arti in generale, alla convegnistica.

Impegno per la valorizzazione di un progetto che, in ogni caso, va onorato, che servirà, opportunamente rivisto, per dare alla città uno spazio nuovo e funzionale.

Un progetto che, contrariamente a quanto erroneamente diffuso, non è esecutivo, ma solo definitivo, e per cui non sono mai stati appostati i fondi necessari, tanto da renderlo, ancora oggi, irrealizzabile.

Questo ha sottolineato il presidente Giovanni Iacono, anche a seguito delle dichiarazioni che aveva ascoltato, durante un incontro nella sala dell’ex cinema Ideal, da “qualcuno che aveva governato in passato”, che diceva che i soldi c’erano. 

Al riguardo importanti e dirimenti, di consueta limpidezza, sono altre affermazioni del Presidente del Consiglio, che ha fatto riferimenti ad articoli della rivista ufficiale del Comune, ‘Sottosopra’: nel 2007 e nel 2009, riportavano della futura possibilità per la città di “avere un teatro di tutto rispetto” e parlavano di una “struttura completa” nel contesto della progettata ristrutturazione. Tutto infondato, dal momento che le molte criticità evidenziate (mancanza di spazi adeguati fuori dalla platea, mancanza della buca per l’orchestra, mancanza di spazi idonei per il trasporto e il rimessaggio di quinte e costumi) rendevano il progetto non in grado di offrire un teatro degno di questo nome, in ogni caso non completo, nel contesto di un intervento di ricostruzione totale e non già di ristrutturazione di qualcosa che non esisteva.

Ancora Iacono è stato molto chiaro, in assoluta sintonia con il primo cittadino e con il vicesindaco Iannucci, sulla necessità di avvalersi di stralci funzionali al progetto, per arrivare ad un centro polifunzionale dedicato alla cultura, ad uno spazio che potrà essere anche teatro, ma purtroppo non in linea con le aspettative che si erano create ed erano state create in maniera poco opportuna.

Il Concordia non potrà essere mai il teatro che la città desidera e merita, ma per questo il presidente si è lasciato scappare un accenno ad ipotesi su cui, forse, l’amministrazione sta lavorando, per dare, in futuro, una struttura adeguata, degna di questo nome, a Ragusa, quando ha asserito che sulla materia ci stanno pensando, in giunta, con “chiarezza e convergenza”.

Infine il presidente ha confermato la sua opinione che le somme impegnate, ancorché non tutte stanziate, potevano essere spese diversamente, anche per una diversa ipotesi di struttura teatrale della città.

Analogamente non ha ridimensionato la negazione che il teatro avrebbe costituito un fattore di forte trascinamento a livello provinciale, dicendosi certo, in ogni caso, che si sono alzate a dismisura le aspettative.

In definitiva, un’operazione verità quella condotta in conferenza stampa, contro cui assumono pedissequa valenza iniziative opinabili miranti ad enfatizzare i toni per fini diversi.

 

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