Territorio: “La città vuole scelte decise, senza infingimenti e senza rimedi per arginare le proteste”

“La questione dei varchi elettronici a Ragusa Ibla suscita numerosi spunti di riflessione, oltre che per la sostanza della problematica, per il modo di fare politica del sindaco.”
Sono le considerazioni del Direttivo di Territorio Ragusa per le polemiche successive all’annuncio dell’istituzione dei varchi elettronici nel quartiere di Ibla, sintetizzate, in una nota, dal segretario cittadino, Michele Tasca.

“Legittimo e fuor di dubbio che chi amministra opera delle scelte assumendosene le responsabilità, amministrative ma, soprattutto, politiche, come è legittimo e fuor di dubbio che ogni cittadino, ogni associazione o partito politico possa esprimere il suo pensiero.
Ci chiediamo, innanzitutto, perché debba essere sempre e solo il sindaco in prima fila per annunci e spiegazioni sui provvedimenti e sulle misure adottate e da adottare.
Viene sminuita la figura dell’assessore e delegittimata la sua funzione, oltre a non potersi rendere della caratura dei diversi componenti della giunta
Ancora, ci chiediamo a cosa servono i tanti tavoli di confronto, da sempre sbandierati da questa amministrazione, se ogni scelta definitiva suscita un vespaio di polemiche.
Evidentemente non c’è chiarezza in questi tavoli, anche se si deve dire che i commercianti, fra i più contrari ai varchi elettronici, non hanno detto nulla sin dal mese di dicembre scorso, quando la giunta adottò la delibera relativa.
Amministrare significa saper trovare il giusto equilibrio fra le diverse esigenze, peraltro di un piccolo quartiere, non di tutta una grande città, evidentemente manca quella esperienza che dovrebbe evitare polemiche inutili.
Non devono essere certo quelli fuori dall’amministrazione a suggerire soluzioni che peraltro, quasi mai, vengono tenute in conto.
IL primo cittadino si affretta a comunicare delle sue considerazioni per evitare strumentalizzazioni e fraintendimenti, ma come spesso avviene siamo davanti ad un difetto di comunicazione con una prima contraddizione evidente : da un lato si afferma che si vuole mettere Ibla “al passo di tutte le più rinomate località turistiche del Mondo… una scelta di civiltà, di sostenibilità ambientale, di decoro e anche di rispetto di un luogo così fragile e prezioso.”
Basterebbe questo per riaffermare la validità delle proprie decisioni e restare indifferenti a ogni critica.
Invece subito dopo, c’è il pannicello caldo dei varchi che possono essere “attivati o disattivati, tutti o alcuni di essi, a seconda delle giornate, degli orari, delle circostanze”
Un caos annunciato: io cittadino ragusano, io visitatore, io turista, non posso essere alla mercè delle decisioni giornaliere di chi amministra, o Ibla si chiude, o di decide per un sistema chiaro e di dominio pubblico.
Quindi, tornano i campanellini del “potenziamento di sistemi alternativi per raggiungere il borgo e per circolare al suo interno”, che, ci permetta il sig. sindaco, sono una delle falle principali della sua amministrazione.
Ascoltiamo da anni, ormai, di piano urbano del traffico, di mobilità alternativa, di trasporti pubblici efficienti, di parcheggi pluripiano e di scambio, ma non si è visto nulla, non si riesce nemmeno a ottimizzare l’uso di quelli esistenti.
Scovare altri stalli di sosta non risolve i problemi, ci saranno sempre delle vetture in esubero rispetto alle capacità del borgo barocco, fin troppo evidente che in questi settori mancano competenze e politiche adeguate ai sogni del sindaco, ma il sindaco si ostina a non risvegliarsi dal sonno.
Il sindaco vanta di fare tanto per valorizzare Ibla, parla del parcheggio di San Paolo, del prossimo allargamento della circonvallazione per permettere sia il doppio senso di marcia sia la sosta su entrambi i lati, della valorizzazione dei percorsi pedonali, ma, evidentemente sa già che non saranno misure risolutive, forse, in qualche caso, spese inutili.
Le favole, poi, sul potenziamento delle linee di trasporto pubblico urbano chiesto all’AST e sui servizi navetta, lasciano il tempo che trovano.
Fin troppo evidente che si tratta solo di ruotare le deleghe, se non di sostituire qualche assessore, se non c’è questa volontà i problemi di Ibla, visti gli insuccessi da tre anni a questa parte, a cominciare dal parcheggio pluripiano, resteranno insoluti.
In ogni caso, ci permettiamo di suggerire che, prima si fa il parcheggio, prima si adottano provvedimenti di mobilità alternativa, prima si rende efficiente il servizio di trasporto pubblico, poi si blinda Ibla.

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