Il successo con Sam Martino di Lupari è stato solo una illusione, si torna subito alla sconfitta per le ragazze di coach Recupido, che cedono a Broni.
La situazione è ormai fin troppo nota, con qualche puntuale indecifrabile discrasia, questa volta è mancata Taylor “per motivi personali”. Si vista in campo Hebard, naturalmente non è in condizioni fisico atletiche per affrontare degnamente una partita.
Comunque, eccessivamente severi i giudizi dei tifosi che non vedono la squadra comunque a lottare, sia pure in queste condizioni, per il terzo posto conteso a Bologna.
Se guadiamo all’inizio campionato, sapevamo di Schio e di Venezia indiscusse protagoniste del campionato, sapevamo dei grandi investimenti di Bologna per un campionato di vertice,
Considerate le nostre condizioni, i tanti infortuni, nessuno potrebbe avere da ridire su come sta andando il campionato.
Ci sono sì alti e bassi nelle prestazioni delle superstiti, ma non si può pretendere di accollare a cinque atlete e alle pur volenterose giovanissime il carico della massima serie, che richiede condizioni che a Ragusa, quest’anno, non ci sono state.
Si legge nel comunicato stampa della società che Romeo e compagne si svegliano troppo tardi, soltanto nell’ultima frazione di gioco, e quasi riescono a concretizzare una rimonta che avrebbe avuto del clamoroso. Ma la formazione lombarda resta lucida e vince meritatamente con il punteggio finale di 71-74.
Non è che poi, alla fine, siamo del tutto surclassati.
Piuttosto occorre ulteriore maturità della società, indispensabile da parte dei tifosi, per i programmi del prossimo anno, quando si potrebbero perdere alcune pedine importanti demotivate dai risultati attuali.
Eccessivamente severo il commento di Recupido che ha detto: “Se avessimo vinto avremmo rubato, non avremmo assolutamente meritato la vittoria perché per tre quarti di gara non siamo stati in campo.
Non abbiamo difeso ed abbiamo permesso a Broni di fare 44 punti nei primi due quarti e 26 nel solo secondo quarto, così non possiamo giocare a pallacanestro, e anche tutte con tutte le attenuanti del mondo, come le assenze, le energie, tutto quello che si vuole, ma per giocare a basket ci vuole altro.
Poi possiamo anche parlare dell’ultima rimessa, ma non si gioca sull’ultima rimessa bensì sull’intera partita dove noi siamo stati vergognosamente assenti. Hebard? Contento del suo rientro ma si tratta di una giocatrice che è guarita dal proprio infortunio ma che non si è ancora praticamente allenata. Ha bisogno di tempo”.
Domenica ancora impegno casalingo con Faenza.
