Tra pizzi e merletti… Storie di vita privata

di Cesare Pluchino
Altri pezzi della collezione Arezzo di Trifiletti in mostra al Castello di Donnafugata

Con una tempistica non consona ai protocolli dell’aristocrazia ottocentesca, con solo due giorni lavorativi di anticipo, viene convocata la conferenza stampa per presentare la Mostra “Tra pizzi e merletti…  Storie di vita privata”, con tanto di errori nel comunicato stampa, a cominciare dal titolo della mostra, esposizione dedicata alla lingerie che fa parte della collezione di abiti d’epoca acquisita al patrimonio del Comune di Ragusa.
Corredi, biancheria intima, corpetti, busti saranno esposti al piano nobile del Castello di Donnafugata che ha ospitato, fino a pochi giorni fa, una selezione degli abiti della collezione raccolti per la Mostra ‘Anteprima Ottocento – Moda: estetica, vanità e mutamento’.
Non va meglio per la collettività, di ragusani e di turisti, che a 72 ore dall’inaugurazione poco sanno sulla nuova rassegna che offrirà al pubblico altri pezzi della pregiata collezione.
Curatore dell’esposizione sarà ancora l’architetto Nuccio Iacono e questo costituisce, al momento, l’unica garanzia di successo del secondo evento attraverso il quale si potrà avere un altro piccolo assaggio della collezione Arezzo di Trifiletti.
La cultura smisurata e le competenze dell’illustre museologo, unite a quelle collaudate dello staff del curatore della mostra, fanno presagire un altro appuntamento con lo stile, l’eleganza, la raffinatezza, che non saranno solo dei pezzi esposti ma di tutto l’allestimento che, siamo certi, come la prima volta, farà rivivere e scintillare gli ambienti e i locali del Castello di Donnafugata.
Nuccio Iacono riuscirà ad ammaliare anche i meno sensibili al bello e all’eleganza, impreziosendo con i suoi cenni didascalici la mostra che costituirà uno degli appuntamenti più ricercati dell’estate 2016, anche fuori dai confini provinciali.
Un primo assaggio la presentazione informale dell’evento, affidata ad un semplice post sulla sua pagina facebook, che riteniamo obbligatorio riprodurre:

A DONNAFUGATA… UN LEGGERO INTRECCIARSI DI FILI CHE SEMBRANO IMPALPABILI COME LE TRAME DI UN SOGNO…

Abbiamo esaminato, analizzato, studiato e selezionato alcuni elementi “particolarmente intimi e privati” del costume che faranno parte del nuovo allestimento nella mostra che sarà inaugurata il 26 luglio 2016.
L’esposizione seguirà un tema particolare che è stato sollecitato dalle curiosità e dalle domande manifestate da tantissimi visitatori che in questi mesi hanno visitato la mostra sull’800 e che si sono ripromessi di ritornare per seguire le varie tappe espositive ed esplicative sulla storia della moda e del costume.
RITENGO fondamentale ascoltare il pubblico, sentirne le emozioni e dialogare con lui e rispondere con il linguaggio dell’esposizione.
La biancheria intima è stata per lungo tempo (e per certi versi continua ad esserlo) il vocabolario di un mondo privato fatto di tanti attimi e tante storie dove fioriva la femminilità nuziale, materna e domestica.
Nella lingerie, tra pizzi e merletti si manifesta un linguaggio composto da realtà differenti: intimità, identità, carattere, sensualità, ecc…
Il simbolo di questa biancheria era il corredo che veniva ricamato e completato con le iniziali della futura sposa.
Nel fior fiore della sua età la destinata alle nozze impegnava diverse ore della sua giornata alla preparazione della “dote tessile”.
E se nel fior fiore…. della sua età la giovanissima fanciulla non era destinata a… fiorire ai piedi di un altare ….altri erano i giardini dove poter far appassire ogni sua speranza di metter su famiglia: il convento…. Il monastero…
Qui avrebbe continuato a lavorare con ago e filo con pazienza e precisione “cistercense” per il corredo da sposa di altre donne ben più fortunate.
Grande attesa, quindi, per l’importante appuntamento di apertura, per le settimane che ci saranno offerte all’insegna dell’eleganza e della storia del costume.
Restano, però, senza risposta, anche dopo l’organizzazione di questa seconda rassegna, gli interrogativi sul resto della Collezione: dai mirabolanti quattromila pezzi dai quali sarebbe stata composta, secondo indiscrezioni di stampa evidentemente di fantasia, si era arrivati al numero di 2.789 pezzi, non tutti abiti d’epoca, facendo parte della raccolta anche accessori, biancheria e oggetti legati all’abbigliamento.
Si presume che almeno un terzo del totale dei pezzi possa comprendere abiti d’epoca: finora ne abbiamo visto circa 25 nella prima rassegna, ora si ammireranno corredi e biancheria intima, restano da esporre da 500 a mille abiti d’epoca dei quali poco si continua a sapere, soprattutto in ordine allo stato di conservazione e al pregio di ogni singolo pezzo.
Come non ci sono notizie sullo stato di avanzamento dei lavori della Galleria del Costume che dovrebbe accogliere la Collezione nei bassi dell’antico maniero.

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