Tutti contrari, ma le province sono scomparse

di Cesare Pluchino

Argomento principe, quello dei Liberi Consorzi, riservato al finale della tre giorni democratica ai Giardini Iblei,

magnificato dall’autorevole presenza del presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, nonché coordinatore della Consulta dei Presidenti di Consiglio dell’area iblea, Giovanni Iacono, e dei sindaci di Comiso, Filippo Spadaro, di Giarratana, Lino Giaquinta, che è Presidente provinciale del partito, di Santa Croce Camerina, Franca Iurato, di Vittoria, Giuseppe Nicosia, dell’ex sindaco di Ragusa, attuale capogruppo del partito al Consiglio Comunale di Ragusa, Giorgio Massari.
Inevitabile per il moderatore dell’incontro, il giornalista Gianni Nicita, considerato l’argomento di notevole respiro e la qualificata fila di ospiti, sfoggiare il meglio della disinvoltura e del felice eloquio che lo contraddistinguono.
Coinvolto, per primo, il Sindaco Nicosia non ha risparmiato critiche al provvedimento regionale, un solito pastrocchio di quelli generati a Palermo, non buono come tutte le leggi che si vedono, ormai, da decenni, provenienti dalla capitale dell’isola.
Pur non condividendo le province, Nicosia giudica insensata la legge e la sua virata verso quella nazionale “Del Rio”, una legge per cui ci si preoccupa di eliminare i gettoni di presenza, ma si mantengono i dirigenti, vanificando i principi ispiratori finalizzati al contenimento della spesa.
Smarrito di fronte all’assenza di una chiara progettualità, il sindaco di Giarratana ha rimarcato l’esigenza di una struttura intermedia che eviti di ribaltare ogni competenza su Palermo.
Giovanni Iacono è, certo, la figura istituzionale che più si è spesa sulla materia, con un lavoro unanimemente riconosciuto, che già ha ottenuto un primo prestigioso risultato, di aver accresciuto di un’unità i Comuni dell’area iblea, per l’adesione della Città di Licodia Eubea, positività di un lavoro che era stato poco prima riconosciuto da Nicosia.
Iacono non condivide anche l’ultima proposta dell’Assessore Valenti, non vede spending review, considera da eliminare la Regione per i suoi sprechi che non accennano a diminuire, nonostante i proclami di buona e nuova politica.
Un dato su tutti cita Giovanni Iacono per disegnare lo scenario in cui siamo costretti: i Consorzi di Bonifica assorbono 2.291 dipendenti con 58.000 ettari irrigui, in Puglia, la stessa struttura conta 223 dipendenti su una superficie irrigua di 80.000 ettari.
L’eliminazione delle province consiste solo in un’abolizione della democrazia.
Il Sindaco di Comiso, Spadaro, definito da Nicita il sindaco dell’aeroporto, considera di facciata il provvedimento sulle province, i cui palazzi e i cui commissari sono ancora nei loro posti.
Crocetta, senza dubbio, ha avuto un incipit di tutto rispetto, ma la sua barca si è ben presto arenata sulle secche della politica scontata e prevedibile che avvolgono Palermo e tutta la Sicilia: solo annunci, propaganda, assoluta mancanza di risposte concrete sui temi emergenziali derivanti dall’abolizione delle province.
Per Franca Iurato, sindaco di Santa Croce Camerina, sono problemi che non interessano alla gente comune, si dovrà capire, dopo il 31 ottobre a che cosa si va incontro.
Per Giorgio Massari un impianto della legge che non funziona, che non doveva esserci, che non ha risposto ad esigenze di risparmio della spesa ma a sollecitazioni populistiche: ci si doveva porre il problema di capire se l’ente serviva e a che cosa, quali dovevano essere le funzioni.
E’ necessario un governo d’area intermedia? Qual è l’ambito ottimale per governare un territorio?
Risposte che non ci sono, perché nessuno si è posto il problema. Un approccio privo di significato.
Riserve sono state espresse ancora da Nicosia anche sull’operato dello stesso Partito Democratico, se si deve pensare ad una gestione comprensoriale organizzata, tanto valeva lasciare le province, invece di eliminare solo gli organi democraticamente eletti. Impensabile, poi, l’ipotesi di un sindaco super partes che si occupi dei problemi di altri territori.
Non si può ripetere l’esperienza negativa come quella di presidenti di provincia che privilegiavano e tutelavano determinate aree del territorio, disinteressandosi di altre.
Anche Iacono ha espresso forti riserve sul vulnus di democrazia che considera l’effetto più deleterio di tutta la riforma. In provincia di Ragusa non si vota da 8 anni e forse non voteremo mai più, dato enorme, drammatico, con una delega delle funzioni importanti al libero consorzio e competenze residuali ai comuni.
IL tutto in un paese democratico, con un parlamento di nominati, dove si vuol far passare l’assunto che qualsiasi azione pubblica deve bypassare i meccanismi democratici, una mistificazione delle parole e una rappresentazione della realtà mistificata.
Se Giaquinta ha ipotizzato scenari di sburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, in un contesto in cui la regione non costituisca ostacolo allo sviluppo, per l’esistenza di una piovra legale, prevista da norme e da leggi che sbarrano la strada ad iter veloci e scorrevoli di ogni tipo di pratica, gli ha fatto eco Spadaro che ha espresso le difficoltà di relazione dei sindaci con i livelli regionali e nazionali dei governi, senza un filo diretto con Palermo o Roma, e, ancora una volta, emerge questa difficoltà con governi che, alla fine, sono di sinistra e vedono il PD in prima linea.
Tutti d’accordo che la legge è sbagliata, nessuno la vuole, salendo nella scala gerarchica c’è qualcuno, invece che la vuole.
Riflessioni finali di Giorgio Massari sugli ispiratori dell’abolizione delle province, Draghi e Trichet, nel 2011, che miravano all’eliminazione di sprechi, sul populismo imperante a cui si è accodato Crocetta, sulle azioni che vanno a scapito dei comuni, sull’acquiescenza a questa tendenza di cancellazione dell’ente intermedio, sui danni provocati dai commissari che, ancorché brave persone, hanno perseguito finalità e obiettivi dettati dal ruolo, sulla necessità di un ripensamento generale sull’area vasta, su cui, da oltre cento anni, c’è stato un dibattito ampio e articolato, su come si governano i territori.

 

Ultimi Articoli