Ultime sedute del Consiglio Comunale con i botti finali

Potrebbe essere l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Ragusa, dell’anno 2020, quella di lunedì 28 dicembre, come la precedente assai densa di contenuti e di spunti per profonde riflessioni sull’attività dell’amministrazione, sul lavoro degli assessori, sulla funzionalità degli uffici, sui rapporti fra opposizioni e amministrazione.
Sono emerse questioni assai importanti, alcune delle quali sottovalutate nel tempo, ci sono problemi con il piano di asfaltatura delle strade cittadine, con la rete idrica, sono emerse criticità relative all’appalto per l’idrico, si è parlato di partecipate e della scandalosa ma obbligata situazione dell’ATO ambiente in liquidazione, si è parlato di appalto dei rifiuti a margine del piano economico finanziario della TARI.
In chiusura di seduta il sorteggio per la nuova terna dei Revisori dei Conti, preceduta dallo scambio dei saluti fra il Presidente uscente del Collegio dei Revisori, il dott. Cicerone, e i vertici di settore dell’amministrazione che hanno voluto manifestare attestati di grande apprezzamento per l’attività svolta nel triennio dai professionisti.
Di tutti questi aspetti ci occuperemo singolarmente in altra parte del giornale, qui vogliamo soffermarci sulla situazione dei rapporti fra opposizioni e amministrazione che si vanno sempre più deteriorando, dando luogo anche a spiacevoli quadretti che si potrebbero e si dovrebbero evitare, e che un valido Presidente del Consiglio dovrebbe arginare, senza guardare in faccia nessuno. Ma quest’ultimo aspetto è pura utopia.
Nella seduta di ieri, 28 dicembre, che iniziava pervasa da un velo di tristezza per la rinuncia del Vescovo al Governo Pastorale, argomento che ha caratterizzato quasi tutti gli interventi inziali delle comunicazioni, c’è stato un primo momento di surriscaldamento quando il consigliere PD Chiavola ha ripreso il passaggio della conferenza stampa del sindaco che attaccava l’opposizione PD, rea, secondo il primo cittadino, di occuparsi delle fibrillazioni della maggioranza invece di badare alla disunità interna dello stesso gruppo PD.
Chiavola ricorreva al parallelo fra l’atteggiamento di Cassì nei confronti dei consiglieri PD e quello di Cetto La Qualunque, che, in un film nel quale recitava la parte di un candidato sindaco, dileggiava l’avversario Desantis.
Non contento di questo, arrivava a stabilire un altro parallelo con l’atteggiamento del Marchese del Grillo con chiaro riferimento alla frase celebre di Alberto Sordi, “io sono io e voi non siete un …”.
Chiavola continuava il suo intervento con una inutile polemica sulle apparizioni televisive notturne dell’assessore Barone nella notte del recente terremoto in città, intervento, in particolare, replicato con arte e concretezza di argomenti dallo stesso assessore Barone, poco dopo.
Altro momento di polemica si aveva più tardi, quando il capogruppo 5 Stelle, Firrincieli, avanzava rilievi sui ritardi dell’amministrazione in merito alla tariffazione puntuale per la TARI e, in generale, su alcuni aspetti del controllo della regolarità di esecuzione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti.
Temi tutti assai delicati, che hanno toccato la sensibilità del primo cittadino che ha ritenuto di occuparsene in un suo intervento, secondo noi del tutto inopportuno, intanto perché un Sindaco non si deve mettere a livello di semplici consiglieri comunali e dovrebbe affidare ai suoi, se ne hanno le capacità, il compito di replicare, se necessario, il tutto senza dimenticare che dovrebbe essere il Presidente del consiglio, se capace, ad arginare e limitare eventuali interventi e atteggiamenti fuori dalle righe, ove riscontrati, senza, naturalmente, trattamenti diversi per maggioranza e opposizioni, cosa questa che, purtroppo, non avviene quasi mai.
Il Sindaco ha sbagliato dando importanza a quello che ritiene un polverone derivato dalla conferenza stampa di fine anno, ritornando a ribadire l’importanza del lavoro svolto in termini di passaggi per arrivare alla definizione di diversi progetti, l’impegno per percorsi spesso accidentati, fra intoppi burocratici ed emergenze varie, concludendo con la consapevolezza che saranno gli elettori a giudicare.
Non pago di aver voluto replicare, secondo noi inutilmente, alle critiche sul lavoro svolto, il Sindaco ha poi voluto attaccare direttamente il consigliere Chiavola che aveva definito, in contrapposizione al PD, la lista PeppeCassìSindaco un ‘partitucolo’, facendo risaltare il dato dei voti riportati dalla sua lista e da quella del PD (3179 contro 2540): Cassì ha accusato Chavola di dileggiare chi governa, ha ricordato i suoi passaggi di partito nella sia pur breve carriera politica, ha definito il linguaggio del dem come irresponsabile, intimandogli di non permettersi di tali atteggiamenti e stigmatizzando la figura fatta, concludendo con le parole “maleducato, peggio di così non poteva andare”.
Più tardi, il Sindaco ha replicato anche ai rilevi del capogruppo 5 Stelle in merito alla questione appalto rifiuti: Firrincieli, sentendo parlare di appalto che funziona, ne ha rivendicato i meriti al Sindaco Piccitto, toccando poi temi sensibili, della mancata tariffazione puntuale, della mancata riduzione delle tariffe, del silenzio eccessivo sull’operato del DEC, chiedendo maggiore trasparenza sui rapporti incrociati fra Comune, DEC e ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti e chiedendo lumi sui ricavi della differenziata.
Poi gli animi si sono surriscaldati quando Sindaco e capogruppo di maggioranza hanno messo avanti le criticità dell’appalto per la tariffazione puntuale, che, invece, era punto fondante del piano a suo tempo predisposto dalla società ESPER, che, peraltro, oggi, riveste il ruolo di DEC.
Il tono consueto di Firrincieli, notoriamente fra il sarcastico e il provocatorio, sempre su temi reali e non strumentali, ha fatto salire i toni del confronto, il Sindaco ha chiesto comportamenti seri, definendo quelli di Firrincieli ‘non rispettosi’, sottolineando come ognuno sceglie lo stile che ritiene di avere, in pratica continuando a bacchettare pesantemente le opposizioni, con il rimprovero finale per le espressioni facciali del capogruppo 5 Stelle, rimprovero inoltrato a difesa del suo capogruppo Tumino che stava intervenendo sulla questione.
Ancora una volta una pagina squallida del Consiglio Comunale.

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