Si chiude l’anno 2023 anche per il consiglio comunale di Ragusa, con l’ultima seduta che non è stata altro che la puntata del teatrino che ha caratterizzato questa nuova assise cittadina, sulla scia della precedente consiliatura.
Senza fare distinzioni fra maggioranza e opposizioni, dobbiamo ammettere che, dopo aver giudicato negativamente il livello del civico consesso di epoca grillina, ci siamo dovuti ricredere al cospetto del consiglio comunale del Cassì 1.
Oggi, dopo sei mesi dall’insediamento del Cassì 2, della nuova giunta e del nuovo consiglio comunale, dobbiamo ammettere che si viveva meglio quando si stava peggio.
Di male in peggio perché c’è una maggioranza sempre più asservita e inginocchiata ai voleri del sindaco e del suo cerchio magico, quasi impaurita delle reazioni per ogni piccola deroga alle regole, condizioni che, se possono valere per gli otto componenti della lista del sindaco, non si possono ammettere da parte di alleati che erano entrati in coalizione con propositi bellicosi, per cambiare le cose, e che, dopo l’insediamento, promettevano sfaceli in giunta.
Invece, sono tutti allineati sulle posizioni del sindaco, con evidente obiettivo primario di mantenere la poltrona, non rischiando che possa essere sfilata anche solo alla minima ‘intemperanza’ politica.
Un consiglio amorfo, non ci sono iniziative consiliari, non ci sono lavori in commissione, non c’è nessuna attività di controllo su quello che accade al di fuori del palazzo, gente troppo esprerta di politica per capire o per avvertire anche i fenomeni più eclatanti, ex esponenti di opposizione ora passati sul carro del vincitore, che, ora, hanno perso la voce, d’incanto.
In questo scenario, anche le minoranze, stranamente, ma non tanto, hanno perso smalto, ammesso che qualcuno lo avesse.
Troppo morbida ed elegante l’opposizione di Fratelli d’Italia e del suo rappresentante in consiglio comunale, legata a piccole questioni episodiche l’opposizione di Angelo La Porta di Territorio, troppo moderata l’opposizione del Partito Democratico, ci si aspettava che il segretario cittadino avesse fatto tremare gli scranni di Palazzo dell’Aquila e invece non reagisce nemmeno quando, per suoi precisi rilievi, gli danno ragione, dopo la fine della seduta.
Restano a fare opposizione, a suon di interrogazioni e accesso agli atti, che innervosiscono non poco sindaco a assessori, il capogruppo di GenerAzione, Gaetano Mauro, il suo collega di movimento, Podimani, e un consigliere della lista Cassì sindaco, Federico Bennardo.
Troppo poco, in ogni caso, anche se si deve attendere l’esito del carico di esposti che sono stati inviati alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica.
I consiglieri sembrano vivere in un mondo incantato: non sanno nulla di quello che è avvenuto e avviene alla Iblea Acque, in tema di SRR e rifiuti non sanno nemmeno di cosa si parla, delle questioni urbanistiche a Marina di Ragusa, legate a lembi di terra che sarebbero stati garantiti dal sindaco come edificabili per strutture turistico-alberghiere, per evitare il rischio di un forte risarcimento danni, nessuno ne parla, mentre lobby di costruttori si sono buttati sul terreno dalle uova d’oro, senza ancora il PRG approvato… una scommessa al buio.
I consiglieri rivendicano il loro ruolo quando sono dentro l’aula consiliare, ma dovrebbero attuare altre strategie di intelligence: guardare alle assunzioni e agli incarichi negli uffici tecnici, che sono oggi il cuore, il motore, anche in termini di consenso, dell’amministrazione, ascoltare i sussurri per chi potrebbe essere il nuovo dirigente dell’avvocatura, spesso anche un insignificante incarico legale ad un avvocato dal nome eccellente, da parte di una associazione datoriale, può dire tante cose.
Ma i consiglieri vivono in un mondo fatato, peraltro invaso dalle farfalline delle prossime competizioni elettorali, sfide che si decideranno, come sempre, fuori da Ragusa e delle quali i poveri consiglieri locali saranno le vittime inconsapevoli.
Ci saranno le europee che stabiliranno le gerarchie dei maggiori esponenti siciliani: Sammartino, per la Lega, Lombardo, Cuffaro, Falcone, sarà l’occasione per verificare la vera consistenza del partito di Cateno De Luca, tutta da scoprire, i successivi rapporti di forza determineranno i destini per le regionali, si vedrà se De Luca riuscirà a catalizzare l’intesa con PD e 5 Stelle o se, come prevedibile, il centro destra troverà la quadra per mantenere il potere.
Questi giochi, molto più grandi dei piccoli politici locali, inducono questi ultimi a giocare al monopoli: così come negli uffici tecnici si decidono i destini delle lobby più forti e i consiglieri giocano con la scerbatura o la riqualificazione di una piazzetta, allo stesso modo giocano a decidere della politica locale del futuro.
C’è chi guarda alla prossima sindacatura, c’è un manipolo di giovani arrembanti che scalpita, Digrandi, D’Asta, Caruso, Bennardo, Mauro, c’è chi guarda con interesse a De Luca, ma tutto gira attorno a quello che farà il sindaco con il suo enorme consenso personale.
Il primo cittadino parla, o cerca di parlare, con tutti i big, con i leader delle varie formazioni politiche, dovrebbe presentarsi, per coerenza, se vuole andare alle regionali, con una formazione civica, ma non è desueto pensare che, all’ultimo momento, potrebbe accettare una candidatura sicura se proposta da un partito.
Gli affetti da sindrome della sconfitta non si arrendono all’evidenza, ma tutto si gioca su Cassì e sulle sue scelte, scelte che dovrebbero avere influenza sugli equilibri in giunta perché dovrebbe essere chiaro che non puoi tenere il piede in due barche.
A meno che non si preferiscono le comiche come quando ci sono quelli che gridano di non voler essere alleati con i cuffariani, ma, lanciata la pietra, dimenticano il tutto.
Comunque, ci sarà spazio per tutte le ambizioni e fare un pronostico sui quattro posti di deputato regionale non è poi così facile.
In questo contesto di apprendisti politici, l’ultima seduta dell’anno del consiglio comunale ha offerto spunti minimi di cronaca.
Primo appello senza numero legale per la voluta assenza delle opposizioni che hanno voluto replicare alla provocazione del Presidente Ilardo sulla necessità per tutti di onorare il proprio ruolo, in secondo appello si discute l’unico punto importante una variazione di bilancio per accogliere nello strumento finanziario 25.000 euro di elargizione della Regione per il Natale.
Soldi arrivati intorno all’8 dicembre, per cui la giunta aveva appositamente deliberato per la proposta da portare in consiglio. Sicuramente in maniera ineccepibile, dal punto di vista amministrativo, la giunta ha fatto le sue scelte per destinare questi fondi, si spera determinando i provvedimenti dopo la delibera di giunta.
Il sindaco ha risposto ai rilievi e alle eccezioni asserendo che si tratta si somme per cui ha rivolto apposita istanza alla Regione e che potevano essere destinati con affidamento diretto, per la loro natura.
Di questi fondi, però, in leggero contrasto con le tesi del sindaco, aveva parlato, in un comunicato alla stampa e in un video, la consigliera di maggioranza Caruso, eletta nella lista di Partecipiamo, vicinissima all’on.le Abbate: senza mezzi termini, la consigliera ha asserito, in più occasioni, che l’elargizione dei fondi è stata merto dell’interessamento dell’on.le Abbate e che, quasi inevitabilmente, si era occupata di trovare le destinazioni, vantandosene in un apposito comunicato.
Dietro le quinte si prometteva battaglia, con alla mano il comunicato e il video della Caruso, si aggiungevano considerazioni precise sulla destinazione di 14.500 euro dei 25.000 per una ditta per la quale avrebbe avuto interesse una esperta del sindaco, anche se per contorte e discutibili tesi sui rapporti eventuali, si eccepivano destinazioni non proprio edificanti in termini di opportunità politica.
In aula niente è venuto fuori, tantomeno i nomi, solita spruzzata di borotalco, si è cercato di battere sugli aspetti tecnici della variazione di bilancio, senza entrare nel merito delle vere questioni.
Circola un eloquente video dell’intervento di ieri all’Assemblea Regionale Siciliana dell’on.le Ismaele La Vardera sul tema di questi fondi erogati a mo’ di mancetta ad alcuni comuni.
Naturalmente, da Palermo, l’on.le La Vardera grida allo scandalo proprio per queste elargizioni di cui abbiamo parlato prima, ma i rappresentanti al Comune di Ragusa della stessa forza politica di La Vardera, il consigliere comunale e l’assessore, si sono guardati bene dall’intervenire in aula, sulla stessa linea, peraltro, come avrebbero dovuto per coerenza, contro, guarda caso, il deputato regionale e la collega consigliera cuffariani.
Ecco perché la politica locale è tutta un teatrino.
In chiusura della seduta del consiglio comunale, mentre ad un uditorio irrispettosamente distratto, con chi indossava, nel mentre, sciarpe e giubbotti, l’assessore Massari illustrava il piano operativo di razionalizzazione periodica delle partecipazioni societarie del Comune, solo grazie alla responsabilità politica del consigliere Mauro, che determinava con la sua presenza il mantenimento del numero legale, una insufficiente e inadeguata maggioranza approvava il punto all’OdG, evitando, grazie a Mauro, l’ultima ridicolaggine dell’anno, del terzo appello alle 24 ore, per un solo punto, peraltro marginale.
Questo il video dell’intervento dell’on.le Ismaela La Vardera all’Assemblea Regionale Siciliana
https://fb.watch/pdN2H9Y_hJ/
