Un giardino pubblico all’interno dell’area dell’ex scalo merci

Legittimi il tam tam mediatico e la soddisfazione palpabile del sindaco Cassì per l’apertura del nuovo giardino pubblico, all’interno dell’area dell’ex scalo merci di Ragusa.
Si tratta di un importante traguardo, uno dei pochi, finora, delle amministrazioni Cassì, il secondo, forse, dopo l’impianto sportivo di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, frutto dell’iniziativa, dall’idea al progetto alla realizzazione, di questo sindaco.
L’amministrazione Cassì soffre dei tempi lunghi delle opere pubbliche, sono molte quelle in cantiere, le iniziative, le idee, dalle quali bisogna estrapolare quegli interventi, come i lungomare di Marina di Ragusa, o la piazza della stazione, la rinnovata villa di Ibla, frutto di precedenti progetti.
Certo la visione della città futura, fatta di vallata Santa Domenica fruibile e via di collegamento con Ibla, di polo fieristico, di villa Moltisanti come centro culturale polivalente, di metroferrovia, di nuova stazione ferroviaria, di cittadella dello sport con nuovo impianto polifunzionale, di nuovi edifici scolastici di alto livello qualitativo, è allettante e può suscitare entusiasmi, ma, al momento, ci dobbiamo accontentare, in città, di questo primo tassello di un progetto più grande ma destinato a chissà quale periodo futuro.
Una idea accarezzata da tempo quella della riconversione e riqualificazione dello scalo merci, non più in uso, adiacente alla stazione ferroviaria, A Cassì il merito di aver preso il toro per le corna, di aver acquisito l’area e dato vita ad un progetto generale, con l’ulteriore merito di aver ottenuto i fondi destinati alla metroferrovia, che sarà realizzata, invece, dalle Ferrovie con il contributo della Regione, per le cosiddette opere di connessione al territorio.
Un progetto di rigenerazione urbana, il primo città dopo tanto parlare, che prevede l’area dell’ex scalo merci come elemento di ricucitura fra la zona di piazza del Popolo e quella di via Carducci, da sempre separate dalla ferrovia, con stazione riqualificata, fermata centrale della metroferrovia, sottopassaggio per collegare i due quartieri, nuova stazione dei bus extraurbani, con annesso immobile per ristorazione e attività commerciali, e il vecchio immobile a servizio dello scalo merci che sarà trasformato in area mercatale di ancora non definite caratteristiche.
Tutto questo, negli anni a venire, per l’area mercatale e per la stazione dei bus saranno in molti quelli che vivranno queste inaugurazioni, qualcuno sarà certo scomparso all’epoca della consegna della stazione riqualificata, e del sottopassaggio, e del passaggio della metroferrovia.
Per ora è possibile godere di questo nuovo giardino cittadino, sfortunatamente troppo vicino al polmone verde della Villa Margherita e della vallata Santa Domenica, troppa grazia Sant’Antonio, direbbe qualcuno, in tema di parchi urbani.
Un’area che si può definire elegante, per quanto non ancora caratterizzata da una vegetazione rigogliosa, sommariamente arredata, anche con attrezzature sportive che vanno tanto di moda.
Un’area che, si spera, verrà frequentata e bene, non vorremmo che facesse la fine dell’attigua piazza Stazione, emerita cattedrale nel deserto, non calpestata da nessuno.
Unica nota positiva, considerata l’attenzione che viene riservata, da questa amministrazione, al verde pubblico, l’aver ricercato o l’aver accettato la sponsorizzazione per la cura e la manutenzione del verde, operazione che garantirà, di certo, decoro al sito.
Strano che, in tutto il tam tam mediatico, manchi un ringraziamento ufficiale e diffuso della città allo sponsor del verde e alla ditta che ha voluto donare le attrezzature sportive, per la cronaca, Despar Sicilia e Ricca di Ragusa.

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