Un intervento da applauso dell’assessore Arezzo in Consiglio comunale

Ha colpito un beve intervento, in consiglio comunale, dell’assessore alla cultura del Comune di Ragusa, la dott.ssa Clorinda Arezzo, in risposta ai rilievi in relazioni ad alcune autorizzazioni per eventi al Castello di Donnafugata
Nello spazio dedicato alle comunicazioni, alcuni consiglieri hanno sollevato riserve su alcune autorizzazioni che sono state concesse ad associazioni per eventi privati, non aperti al pubblico, sul contraddittorio si è inserita la domanda di un consigliere sulla mancata autorizzazione per un evento musicale, un Dj set che non ha ricevuto il riscontro dell’assessorato per l’utilizzo del Castello o delle aree adiacenti.
Alle rimostranze di una opposizione ormai a corto di argomentazioni, che perde tempo in consiglio comunale, quando esiste, per piccole questioni con cui arrampicarsi sul difficile cammino di una azione politica che risulta sempre più inefficace, l’assessore Arezzo, mostrando doti sconosciute ma intuibili da chi segue l’evolversi delle sue strategie per un progetto culturale pregevole ma finora minato dall’emergenza pandemica, ha voluto sottolineare la sua prerogativa di amministratrice per una autonomia decisionale in materia di scelta degli eventi da approvare e da autorizzare, in particolare al Castello di Donnafugata.
Una breve affermazione, con piglio deciso, ma elegante nella proposizione, per rivendicare un piccolo spazio per poter imporre scelte che potranno essere non condivise ma restano, pur sempre di competenza di un assessore, ancorché viviamo nel tempo dei tavoli di confronto e della condivisione a tutti i costi.
Chi scrive ribadisce poi la domanda più volte rivolta in materia: “perché se la gente ha votato una certa parte politica deve subire le scelte, o comunque le influenze nelle scelte, di esponenti politici che non hanno ricevuto l’adeguato consenso dagli elettori?”. Ci sarà tempo per rifarsi e imporre le proprie scelte, anzi tanto più sbagliate saranno le scelte di chi amministra tanto più se ne può avvantaggiare l’opposizione alle successive consultazioni.

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