di Cesare Pluchino
Apoteosi del nulla, in una giornata che doveva essere epocale, suggellata dall’ennesima copertura sui fondi mancanti della Legge su Ibla
Raccontare della giornata di lunedì 22 febbraio 2016 sarà un’impresa non facile, ancorché lo tentiamo in altra parte del giornale per i singoli appuntamenti.
Ma quasi tutti gli eventi e gli accadimenti di questo inizio di settimana sono legati da un unico filo di conduzione che tende a fare degli argomenti un unicum inscindibile
Dimissioni del Presidente Iacono, conferenza stampa del Sindaco e dell’amministrazione, annunciata come ennesima su royalties e Legge su Ibla e risoltasi, invece, nell’ennesima esposizione dell’assessore al bilancio sui criteri di spesa, conferenza dei capigruppo che ha solo evidenziato che nessuno, nemmeno i grillini, si stanno strappando le vesti per le dimissioni di Iacono, annullamento della seconda delle tre commissioni su tema urbanistico per gli ennesimi ritardi degli uffici ormai palesemente in difficoltà sulla materia.
A fine giornata il consiglio comunale, insolitamente partecipato anche con l’assenza del Presidente Iacono e della consigliera Castro, con la precisazione di qualche notabile del gruppo consiliare pentastellato che è stata la dimostrazione che si può andare avanti senza l’alleato chiamato, addirittura, stampella.
Se aggiungiamo che, in aula, il consigliere Stevanato, nel corso del suo intervento, ha manifestato serenità per le dimissioni del Presidente del Consiglio, specificando che gli sarebbe stato chiesto di temporeggiare, non di ritirare le dimissioni, e che, per necessità, si possono trovare degne sostituzioni all’interno del gruppo pentastellato, senza dire che non sarebbe scritto da nessuna parte che la carica non possa essere ricoperta da qualche emerito collega delle opposizioni, si delinea il quadro ancora una volta caotico di una amministrazione per nulla supportata da un gruppo consiliare che dove mette mano crea notevoli disagi, senza adeguata guida e pervaso, ormai palesemente, nonostante la replica del consigliere Stevanato, da sete di poltrone per gli stessi componenti del gruppo e per gli amici o amici degli amici.
Sulla vicenda dimissioni aleggia, inoltre, la indecifrabile, nemmeno poi tanto, indifferenza dell’assessore di Partecipiamo che, già nella conferenza stampa dell’amministrazione, non ha speso una parola per il suo leader, né sulle dimissioni, né a difesa del ruolo istituzionale rappresentato in consiglio comunale, sempre più impegnato a difendere, esclusivamente, gli interessi della Giunta e del suo assessorato, facendo palesare attenzione precipua per la posizione in Giunta, anche per la partecipazione alle riunioni riservate di consiglieri grillini che vagavano, di stanza in stanza, nella mattinata, a Palazzo dell’Aquila, invece di attendere comunicati ufficiali sulle posizioni del Movimento 5 Stelle, dell’amministrazione e del gruppo consiliare.
Apoteosi del nulla agglomerato in giornata, il ritiro, da parte dei firmatari Tumino e Lo Destro, dell’Ordine del Giorno riguardante i fondi della Legge su Ibla, che attendeva di essere esaminato dal 2 aprile 2014.
Nessuno è intervenuto sull’argomento, segnale preciso dell’effetto delle pressioni unanimi e trasversali per non fare luce sulla vicenda dei fondi residui mancanti della Legge su Ibla, confermati dall’assessore al bilancio in circa 16 milioni di euro, vicenda per la quale sono responsabili molti amministratori del passato, senza dire che tutti gli amministratori sono complici per l’inspiegabile silenzio sull’ammanco di cassa ormai acclarato e ammesso e che ha costituito, anche, per qualcuno che ci ha amministrato, reato, magari, per qualcuno prescritto, in quanto violazione della Legge su Ibla per utilizzo diverso dei fondi vincolati.
Nessun cenno, nemmeno sulla istituzione della commissione di indagine sulla vicenda che era stata chiesta dal consigliere del Movimento Città. Una copertura totale.
Ciliegina sulla torta di un giorno di ordinaria follia il comunicato della presidentessa della commissione trasparenza che vede ancora il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e, segnatamente i componenti della Commissione, ancora protagonisti negativi di una vicenda che sono riusciti a ingarbugliare per la loro incapacità nel gestire situazioni delicate.
Come vedremo meglio in altra parte del giornale, del tutto discutibile la posizione della Presidenza che vorrebbe far diventare perno della commissione che, in aula consiliare definisce sul ‘caso Campo’, mentre comunica che il caso Campo non riguarda i lavori della commissione sul servizio di lettura dei contatori, la relazione, peraltro bocciata, presentata esclusivamente come rendiconto dei verbali delle sedute.
I componenti della commissione, nell’imbarazzo creato da posizioni non univoche sugli esiti delle sedute, hanno prima tenuto in borsa una relazione, rimandandone la presentazione per ulteriori aggiustamenti.
È, poi, venuta fuori una stesura finale, protocollata e inviata alla commissione che, però, la Presidente, inusualmente tramite
i giornali, definisce inutile, comunicando di non volerla sottoporre al dibattito, né al voto della commissione.
Impossibile non rilevare il difetto di comunicazione dei grillini che, ancora dopo 24 ore, non replicano alle posizioni palesemente ostruzionistiche della Presidente della Commissione Trasparenza, comprensibilmente impantanati fra disponibilità dell’addetto stampa, stesura dei contenuti da parte del gruppetto che prende l’iniziativa di emettere il comunicato, in questo caso si pensa i componenti della Commissione, comunicato che va poi sottoposto agli altri componenti del gruppo consiliare per l’approvazione, senza dire che il Sindaco avrà tutto l’interesse e il diritto di sapere cosa scrivono quelli del truppone.
Preceduti anche dal rinvio della convocazione della Commissione Trasparenza, già fissata per venerdì 26 febbraio con comunicato dell’Ufficio Stampa delle ore 10.22 di oggi martedì 23 febtrraio 2016 e spostata a data da destinarsi, per motivi personali della Presidente, con successivo comunicato dell’Ufficio Stampa delle ore 10.44. Cosa che imporrà anche la rettifica di eventuali comunicati, ove già stilati.
Forse, abbiamo sbagliato il titolo: non è stato un giorno di follia ordinaria, ma straordinaria.
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