di Cesare Pluchino
Il ministro Padoan ha firmato da solo, e non ci sono foto ricordo
Siamo abituati, ormai da anni, ai piccoli stati di avanzamento dell’iter per il raddoppio della Ragusa Catania.
Prima c’erano le missioni, a Roma, presso funzionari ministeriali e dell’ANAS, che assicuravano che le pratiche erano pronte. Frotte di politici si sono fatti i bagni con queste visite e con i relativi comunicati che inondavano le redazioni. Dopo decenni, la strada è sempre quella e molti politici sono andati, non sempre spontaneamente, in pensione.
Ancora non è finita, continuano le missioni, le telefonate riservate e qualche firma che serve a mantenere calda la pietanza. Saremmo arrivati a buon punto se la ditta che si è aggiudicata il project financing non avesse problemi giudiziari e fa intravedere un futuro assai fosco per la Ragusa – Catania.
Ma questo, nessuno lo dice perché, altrimenti si perde il bello.
Uno dei primi atti ufficiali del nuovo Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Tringali è stato quello di ricevere i rappresentanti del Comitato Unitario Ristretto per il raddoppio della SS 514 Catania – Ragusa.
Salvo Ingallinera, Sebastiano Gurrieri e Roberto Sica avevano diramato già un comunicato per informare che il Ministro Padoan aveva firmato l’atteso decreto interministeriale tra il Ministero dell’Economia e il Ministero delle Infrastrutture.
Soddisfazione dei tre che vedevano concretizzate le assicurazioni del Ministro Del Rio, fornite, in occasione di un question time alla Camera dei Deputati, in risposta all’interrogazione di un onorevole intervento su loro sollecitazione.
Nel comunicato, i membri del Comitato ristretto evidenziavano come ormai ci sarà certezza del cronoprogramma, dopo la registrazione del decreto alla Corte dei Conti: “la firma di questo decreto rappresenta l’atto più importante delle procedure di definizione dell’iter, un risultato che va a merito di tutta la provincia, un esempio della buona politica di una classe dirigente che, quando da noi interpellata, non ci ha mai fatto mancare il suo sostegno e apporto, nonostante qualcuno abbia cercato di mettere in discussione il lavoro svolto in dodici anni in stretto rapporto con la Provincia Regionale e i parlamentari che si sono succeduti negli anni”.
Nella tarda mattinata di venerdì 11 marzo, il Presidente del Consiglio, Tringali, ha avuto un incontro informale con i tre componenti, Sica, Ingallinera e Gurrieri che hanno ribadito come, con questo atto, si sancisce che non si potrà più tornare indietro nella progettazione e che vanno sin da adesso adempiuti tutti i passaggi inseriti nel cronoprogramma del decreto interministeriale, tra cui il coinvolgimento a pieno titoli dei consigli comunali dei territori interessati al progetto.
Il Presidente ha dichiarato che “c’è stata una prima presa d’atto con i componenti del Comitato per comprendere i ruoli che dovranno assumere i Consigli comunali interessati alla procedura, rispetto agli atti propedeutici che dovranno essere esitati e la tempistica necessaria, per non dilatare ulteriormente i tempi che sono stati già abbastanza lunghi. Posso assicurare la mia assoluta disponibilità a sostenere l’iter in tutte le varie procedure necessarie e ad indire, intanto al nostro interno, una conferenza dei capigruppo per verificare priorità e modus operandi”.
Non sono mancati i comunicati dei politici locali sull’argomento:
l’onorevole Nello Dipasquale ha commentato “La firma del decreto interministeriale da parte del ministro Padoan per il progetto di raddoppio della Ragusa – Catania, dopo quella del ministro Delrio, è l’ultimo atto di un passo importante che permetterà di procedere con le fasi successive dell’iter progettuale.
E questo dimostra che il sottoscritto aveva ragione quando ribadiva, sulla scorta del confronto anche con il sottosegretario Faraone, che il Governo nazionale non aveva cancellato il progetto di raddoppio come invece qualcuno, maldestramente e per fini puramente politici, aveva voluto far intendere”.
“Speriamo adesso che si possa rapidamente proseguire con gli adempimenti successivi. Naturalmente il ringraziamento va a tutta la classe politica, di qualsiasi colore, che si è impegnata per il raggiungimento di questo importante risultato, così come vanno ringraziate le organizzazioni di categoria che hanno svolto un ruolo significativo”.
Queste, invece, le dichiarazioni della senatrice Padua:
“La concretizzazione di questo passaggio, forse il più tormentato, diventava fondamentale prima di potere procedere con tutti gli altri. Di una cosa, però, siamo certi. E cioè che il nuovo tracciato della Ragusa-Catania si farà”.
È quanto ha dichiarato al telefono il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, contattando la senatrice del Pd, Venera Padua, per informarla del fatto che il ministro Padoan aveva firmato l’atteso decreto interministeriale tra il ministero dell’Economia e il ministero delle Infrastrutture.
“L’entusiasmo della telefonata del ministro Delrio – dichiara la senatrice Padua – ci autorizza a ben sperare che l’iter possa evolversi al meglio. Tutti sappiamo che entro trenta giorni la Corte dei Conti registrerà il decreto, assicurando certezza al cronoprogramma sulla realizzazione di quest’altra fondamentale infrastruttura per il nostro territorio.
La firma apposta dal ministro Padoan è un ulteriore tassello che, grazie all’impegno profuso da tutto il territorio, si è riusciti a inserire nel complesso mosaico della Ragusa-Catania di cui parliamo da decenni e che, adesso, finalmente, almeno per quanto concerne l’avvio dei lavori, sembra destinata a vedere la luce.
Se a ciò si aggiunge il prossimo completamento dell’autostrada Siracusa-Ragusa-Gela, con riferimento al tratto Rosolini-Modica, è naturale pensare che l’area iblea potrà giovarsi di un supporto viario di prim’ordine quale non era mai accaduto in precedenza.
Poi, è vero, ci sono altri seri problemi da risolvere. Quali quelli riguardanti, ad esempio, le cattive condizioni in cui versano le arterie stradali provinciali. Ma su questo fronte si sta esercitando un pressing nei confronti della Regione affinché possa dotare il Libero consorzio comunale di Ragusa, l’ex Provincia, delle risorse economiche necessarie per riuscire a sanare anche questa complicata vicenda”.
