Una gestione delle ‘linee blu’ tutta da scoprire

Continuano le sedute della Commissione Trasparenza, quasi imposte dal suo Presidente Mario D’Asta che vuole sviscerare gli aspetti legati all’appalto delle cosiddette ‘linee blu’.
Nonostante la Commissione Trasparenza abbia dei compiti ben precisi, fissati dal Regolamento dei lavori del Consiglio Comunale e delle Commissioni, si continua con sterili dibattiti e audizioni forse non previste dal regolamento.
Anche la prima fase della odierna seduta è stata dominata dagli interventi di diversi esponenti della Commissione che non condividono le convocazioni e gli argomenti trattati, ma fino a quando gli stessi. esponenti della maggioranza partecipano e assicurano il numero legale, c’è poco da eccepire.
Basterebbe che la maggioranza non fosse presente e la seduta non avrebbe inizio. Se non accade le proteste sono del tutto inutili.
Ciò non toglie che i lavori siano molto interessanti e delineano un quadro di quello che avviene in città e di come viene gestita la cosa pubblica, con tutti gli annessi e connessi di appalti pubblici con capitolati non rispettati, diritti dei lavoratori ignorati e condizioni nelle quali la pubblica amministrazione viene, quasi, posta sotto ricatto, senza che si riesca a prendere decisioni forti.

Che la ditta che attualmente gestisce l’appalto delle linee blu non sia l’eccellenza del settore si comprende dalle condizioni del piccolo ufficio in viale Ten. Lena, dove gli automobilisti vanno a pagare le ‘multine’: un locale squallido, dove il freddo e il gelo la fanno da padrone, non sappiamo con quali conseguenze per il personale che vi lavora, costretto lavorare con il cappotto, del tutto poco accogliente, poco illuminato, mezzo deposito/magazzino, mezzo ufficio, dove non alberga il sorriso, nemmeno di passaggio, sito dove non hanno nemmeno il coraggio di dire che non vogliono rilasciare i pass di nessun genere e rimandano di mese in mese, di settimana in settimana, di giorno in giorno, avvantaggiati dal fatto che non siamo a Catania o a Palermo ma in un a città di soli signori che, con pazienza, salutano e se ne vanno.
Non per nulla siamo la provincia babba.
Le sedute della Commissione trasparenza avrebbero dovuto avere all’Ordine del Giorno, principalmente le condizioni dei dipendenti non inquadrati regolarmente, ma il dibattito è scivolato sulle inadempienze per la mancata attivazione dei parcometri, per le restrizioni sui pass, prima per le gestanti, ora anche per gli organi di stampa, nonostante specificatamente previsti dal capitolato, per l’aumento delle tariffe e per le restrizioni come quella dei dieci minuti di tolleranza passati ai tre minuti imposti dalla ditta ai dipendenti.
In definitiva, hanno capito che siamo nella provincia babba, hanno capito che le amministrazioni non intendono andare facilmente al contenzioso, che i dirigenti sono molto ‘morbidi’, e si divertono.
Oggi, in audizione, in commissione trasparenza, c’erano i sindacati, rappresentati da Gulizia della Uil, Scannavano della CISL e da un dipendente della Rsu della CISL
Quello che si è avuto modo di ascoltare, dalla puntuale disamina di Gulizia, ha avuto del paradossale, considerato il mancato intervento delle amministrazioni, passata e presente.
Innanzitutto, il responsabile della ditta sostiene di non aver ricevuto la convocazione e, inoltre, non ritiene opportuna la sua presenza. Figurarsi se hanno gli attributi per controbattere ai rilievi.
Il sindacalista Gulizia esordisce affermando che si tratta di una vicenda strana e particolare, per la quale sono state eluse le norme basilari.
Già dalla stesura del capitolato di gara, il sindacato incontrò delle difficoltà per farsi ascoltare dai vertici dell’amministrazione, nel 2016, ma al riguardo un pensiero deferente va a quelle opposizioni che si trastullavano con enormi cazzate, quasi tutte inascoltate e prive di effetti, tralasciando argomenti come questi che attenevano direttamente ai cittadini.
Le preoccupazioni del tempo erano solo quelle della clausola sociale per la tutela dei livelli occupazionali, quello che sarebbe stato il servizio per i cittadini era cosa secondaria.
Indiscutibile che il capitolato prevedeva l’applicazione del contratto di categoria ma la ditta ha disatteso il particolare, ingaggiando i dipendenti come custodi di autorimessa.
La malafede della ditta fu comprovata dal fatto che dopo un incontro fra le parti, con i sindacati presenti, con il quale fu chiuso un accordo, solo un’ora dopo la ditta invia all’Ufficio del Lavoro un contratto diverso.
Di queste cose, però, nessuno ha mai saputo nulla, i sindacati, tanto prodighi di comunicati non hanno ritenuto opportuno rendere noto il particolare che, quantomeno, avrebbe potuto mettere in guardia con chi si aveva da fare.
Di mezzo ci sono state anche le scelte dei dipendenti che, per esempio, hanno accettato di firmare le dimissioni con la vecchia ditta, scelta, forse, imposta da particolari opportunità per il nuovo datore di lavoro che poteva usufruire di recenti disposizioni di legge per l’ingaggio del personale.
Decisioni non sempre azzeccate, né ritenute da portare a conoscenza dell’opinione pubblica.
Non si metteva in luce che la nuova ditta aveva vinto la gara con un ribasso eccessivo, del 43%, basti pensare che la seconda si era fermata al 15%.
Da questa scelta, per vincere ad ogni costo, derivano le difficoltà di ottemperare a quanto previsto dal capitolato, almeno questa è l’opinione diffusa fra i consiglieri, fra gli amministratori e fra i sindacalisti, prima la ditta ha pensato bene di rifarsi sul personale, costretta, poi, a riconoscere il livello stabilito ai dipendenti, cerca ora ogni cavillo per risparmiare, sui pass, sui parcometri che non vuole installare, sull’adeguamento ISTAT delle tariffe, sull’aumento degli stalli di sosta, tutte cose sulle quali l’amministrazione si mostra cedevole ma si profila già la posizione di qualche consigliere che chiede cosa è possibile fare per revocare l’affidamento, forse l’unica soluzione per uscire dal guado, condizionata solo dal destino dei lavoratori che, per detta dei sindacalisti avrebbero diritto, comunque, all’indennità di disoccupazione, pur con qualche dubbio sulla successiva garanzia lavorativa nell’appalto che verrebbe.
Ma la città non può restare ostaggio di questa situazione a lungo, l’interesse comune deve prevalere su quello dei singoli.
Scannavino della CISL ha spiegato degli escamotage adottati dalla ditta per forgiare le ore lavorative a suo piacimento, il rappresentante dei lavoratori ha messo in evidenza come si gioca sulla pelle dei dipendenti per lucrare nonostante il ribasso d’asta inconcepibile.
Gulizia ha aggiunto che ritiene il comportamento della ditta funzionale per arrivare alla conflittualità con il Comune, facendo leva sul destino dei lavoratori, ritiene i responsabili coscienti di quello che fanno e lo evince dal fatto che, se non avessero verificato i costi, prima di partecipare alla gara, sarebbero degli sprovveduti.
E’ stato il sindacato stesso a pensare al contenzioso e ad aver suggerito all’amministrazione di recedere dal contratto, ritenendo la situazione insostenibile.
A margine del dibattito, ampio e consistente, il solito quadretto di scontro fra esponenti della nuova maggioranza e i rappresentanti dei 5 Stelle: la dott.ssa Salamone, nella veste di componente della Commissione, in sostituzione della collega Occhipinti, ma forte della sua competenza nella materia come assessore alla Polizia Urbana, fino al dicembre scorso, ha addossato ogni responsabilità per la situazione critica alla passata amministrazione, suscitando la replica del consigliere Gurrieri che non manca l’occasione per difendere i 5 Stelle di qualsiasi corrente interna, quando si tratta di rigettare accuse di inefficienza e malgoverno.
Come sempre più concreto e scevro da inutili polemiche, il consigliere 5 Stelle Alessandro Antoci che, realisticamente, ha delineato il quadro della situazione, con un Comune che sarà sempre ostaggio di una ditta che non fornisce alti indici di affidabilità per rispettare ogni eventuale accordo al quale si addivenisse.
Una posizione, non dichiarata, di condivisione della scelta di qualche collega della maggioranza di studiare la strada migliore per la revoca e passare a d una nuova gara dove si dovrebbe pensare a incassare di meno ma di avere meno fastidi e meno contenzioso, con una ditta affidabile, in grado di fornire opportune garanzie, che sappia rispettare quanto imposto dal capitolato.

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