Una rondine non fa primavera

Presenza di mezzi della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale in piazza San Giovanni, nelle ore della movida.
Tanto basta per un plauso del segretario cittadino di Fratelli d’Italia al dispositivo congiunto delle forze dell’ordine in centro storico, risposta all’emergenza in atto che va nella direzione auspicata dal partito che, nei giorni scorsi, aveva raccolto delle firme per una petizione che consentisse di accendere i riflettori su sicurezza, decoro e legalità.
Da Fratelli d’Italia auspicano che questa attenzione possa essere costante almeno fino a quando la situazione complessiva di quest’area di Ragusa, dove numerose sono le problematiche con cui ci confrontiamo, torni di nuovo tranquilla. Peraltro, dovrebbero chiedere anche perlustrazioni più serrate in centro storico, al fine di dissuadere i malintenzionati a delinquere.
Il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, ringrazia, in particolare, il questore della provincia di Ragusa, dr. Vincenzo Trombadore, come sempre molto solerte nel prendere nota dei disagi esistenti e nel cercare di adottare le opportune contromisure.
E auspica che il segnale possa essere percepito nella maniera più adeguata da tutti i soggetti interessati a fare rivivere il centro storico della nostra città, leggi sindaco e assessore competente.
Del tutto evidente che il problema della deghettizzazione sia quello principale da risolvere perché solo invogliando i ragusani a risiedere di nuovo nel centro storico si potrà finalmente colmare questo vulnus.
Ma è anche vero che si tratta di un processo che non sarà facile e immediato, ma occorre trovare soluzioni intermedie per avviare una inversione di tendenza senza la quale l’assessorato sarà solo una poltrona da riscaldare per percepire lauta indennità senza adeguati riscontri.
Nella nota diramata, Poidomani rileva come l’amministrazione comunale continui a fare orecchie da mercante nel senso di non comprendere qual è il reale problema di questa parte della città, ma alle parole dovrebbero seguire i fatti, con richieste precise, da parte del partito e del rappresentante in consiglio comunale, di dimissioni dei responsabili, in mancanza di adeguate politiche residenziali e di accompagnamento alla residenzialità.
Altrimenti, anche la consegna delle firme al sindaco si tramuterò nella consueta passerella, con tanto di foto di rito.

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