Si riafferma la capacità politica del Sindaco Piccitto che può vantare un successo che va ben là di là del fallito tentativo di presentazione della mozione di sfiducia
Se anche ci fossero residuali effetti sui procedimenti relativi alle variazioni di bilancio, che dovrebbero essere, in ogni caso, sanciti dal TAR e confermati dal CGA, dopo gli indispensabili annunciati ricorsi, le conseguenze politiche sarebbero quasi nulle.
L’affrettato e, per certi versi, atipico cammino verso la mozione di sfiducia al sindaco ha decretato, innanzitutto, il dissolvimento di tutte le opposizioni, vecchie e nuove, singole o alleate, che già avevano manifestato chiari segnali dell’incapacità di portare avanti politiche costruttive per la città.Anche una sentenza favorevole alle opposizioni, dopo il disastro provocato in aula consiliare, sarebbe vanificata da una immagine distrutta di quel poco di buono che poteva restare dei tentativi di patti e alleanze posticce studiate dagli strateghi che, ieri hanno dimostrato, ciascuno per la sua parte, di poter ormai esprimere ben poco, politicamente.
Risulta scomposta, esagerata e senza solide basi l’azione scelta per una sorta di attacco finale all’amministrazione Piccitto fondato sulle presunte irregolarità per le variazioni di bilancio.
Solo una delle tante trovate per tirare a campare, per moltiplicare i gettoni di presenza, per sollevare polveroni e acquisire residua visibilità.
Una gestione della politica di opposizione da far accaponare la pelle, disunita, incapace di andare al nocciolo delle questioni, fatta solo di piagnistei e di minacce, abbacinati dal sole di un deserto di capacità politiche popolato solo dal miraggio di poltrone attuali e candidature future.
Per essere sintetici, buona parte delle attuali opposizioni, ancorché fosse determinante per sollevare il sindaco e l’amministrazione dal mandato, per questioni di cattiva amministrazione, potrebbe aspirare solo ad una targa sulla facciata del Palazzo Comunale, per ricordo, ma difficilmente potrebbe aspirare a ripresentarsi sullo scenario politico locale.
Federico Piccitto esca da protagonista, vincitore senza eccessivo impegno, per l’insipienza politica di giovani e vecchi attori della scena locale che pensavano di allontanare lo spettro del nuovo, del cambiamento, con poche mosse all’insegna dell’improvvisazione e della totale incapacità politica.
Riecheggia ancora in aula qualche isolato appello all’incapacità e all’inadeguatezza dell’amministrazione e della sua guida, ma sono voci che si spengono di fronte alla consistenza di un sindaco, in effetti mai venuta meno, che, in questi ultimi tempi, si va rafforzando anche per merito di una ‘direzione strategica’ che risulta opportunatamente revisionata e capace di ‘vedere’ e interpretare le questioni mergenti con una ulteriore visione che arricchisce le strategie e sta determinando una svolta nella considerazione che la città rivolge all’amministrazione.
Contrariamente al pensiero comune la perdita della maggioranza, con il nuovo posizionamento di un consigliere comunale travolto dalle sirene di certa opposizione che meriterebbe il posto nel firmamento della satira al posto della discepola, ha rafforzato la maggioranza che vede il sindaco gestire la situazione con inusitata tranquillità, per nulla scalfita anche dagli incomprensibili voti di astensione come quello della consigliera-assessora Nella Disca che fa trasparire solo una certa
stanchezza di fondo nella gestione del mandato assessoriale, forse eccessivo per la persona come numero e importanza di deleghe che, peraltro, non hanno ricevuto nessuna luce in eccesso rispetto alle precedenti gestioni.
Una sfida contro tutti, quella del Sindaco, del resto come è sempre stato dall’inizio della sindacatura, con risultati sempre positivi, in termini sostanziali e di consenso anche interno.
