Un’alleanza contro la violenza sulle donne

Un documento diffuso dalla Consulta Femminile di Ragusa, della quale è Presidente la dott.ssa prof.ssa Giuseppina Pavone, per una alleanza contro la violenza sulle donne, una vera e propria mobilitazione che serve per debellare un fenomeno che, nonostante gli sforzi compiuti, a più livelli, mostra segnali di recrudescenza preoccupanti.

Questa la nota della Consulta Femminile di Ragusa:

La Consulta Femminile ha in corso di formazione un “GRUPPO DI CONFRONTO E RIFLESSIONE” sulla problematica relativa alla ‘violenza sulla Donna’.
L’idea è nata dalla convinzione che il persistere di comportamenti lesivi della dignità della Donna (in tutte le loro forme e modalità espressive) ne evidenzia una carica di drammaticità che rende scarsamente efficaci le azioni poste in essere ad oggi da Istituzioni e Organismi tutti (pubblici e privati), risultando nella sostanza marginali e poco incisive in quanto a capacità di penetrazione nella consapevolezza della Comunità.
Sicuramente non aiuta ricondurre sistematicamente le analisi alla ‘matrice culturale’, senz’altro condivisibile, ma poco produttiva di cambiamento, se non si opera per far sì che cambino la cultura e i suoi prodotti (modelli di pensiero e azioni).
Senza un serio impegno comune per sradicare le fondamenta degli stereotipi e dei pregiudizi, si rischia di trasformare una indiscutibile verità (“la violenza sulla Donna è un problema culturale”) in una sorta di autogiustificazione individuale (e non solo) che si traduce, in pratica, in un disimpegno ‘altro da sé’, uno dei soliti slogan che, come i ‘luoghi comuni’, sfiorano appena l’attenzione di chi li ascolta o li legge, non scuotono le coscienze, non mettono in discussione, non promuovono alcun cambiamento, meno che mai quello culturale, ci si aspetta (o si pretende) sempre una magica soluzione da altri!
Ma la cultura non è un corpo estraneo, la cultura siamo noi e si può cambiare solo partendo da noi, con una consapevolezza e una conoscenza che permetta di rintracciarne le trame nascoste nelle pieghe profonde della società, nel cui contesto la violenza sulla Donna mostra mille volti, alcuni spesso non riconoscibili, perché fatti passare per altro, come ad es., per ‘diritto alla libertà di pensiero, di arte e di espressione’ (spettacoli, informazione, pubblicità …).
Da diversi mesi questa Consulta rileva con piacere le espressioni di ‘disponibilità a collaborare’ da parte di persone sensibili appunto al tema della violenza sulla Donna; si tratta di professionisti di vari settori, ma anche di comuni cittadini, che vogliono mettere a disposizione idee, punti di vista, esperienze, proposte operative e quant’altro, per contribuire a promuovere il tanto auspicato cambiamento culturale.
Questo AVVISO si pone in tale direzione.
Chi ha già dato la propria disponibilità, ma anche chi legge adesso, può lasciare un messaggio nella pagina facebook di questa Consulta (Consulta Femminile Ragusa) o utilizzando altre modalità di comunicazione ritenute adeguate, indicando il proprio indirizzo e-mail e il proprio numero di telefono; si precisa che l’invito è rivolto a tutti, senza preclusione di appartenenza di genere (sia Donne che Uomini, quindi), di età, di titolo di studio, condizione lavorativa o meno, o altre specificità.
Non appena si formerà un gruppo di adeguata numerosità, gli interessati saranno convocati per il primo incontro; in tale occasione si decideranno organizzazione, modalità e strategie operative.
Gli incontri si svolgeranno presso la sede della Consulta Femminile (Ragusa, via Ecce Homo 98).
Si terrà conto di quanto sarà discusso e approfondito dal Gruppo sia nel contesto della Consulta Femminile stessa sia nell’ambito dei confronti che si sviluppano in seno al Tavolo Tecnico e alla Conferenza Permanente, entrambi attivi presso la Prefettura.
Come si evince da quanto detto sopra, l’intento è quello di dare significato al ‘Senso di Comunità’, significativa dimensione di vita che consente di far fronte in maniera attiva e propositiva alle situazioni di disagio, sia individuali che collettive, che riguardano tutti anche a causa di una marcata “precarietà relazionale” che caratterizza oggi il vivere quotidiano, mettendo a rischio anche il sentimento di appartenenza e di condivisione.
La Presidente
Giuseppina Pavone

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