Università: una questione irrisolta e, forse, irrisolvibile

di Cesare Pluchino
Anche il commissario della Provincia si rivela un semplice burocrate, senza autonomia decisionale, se è passato, in poco tempo, dall’intenzione di rientrare nella governance del Consorzio Universitario alla precedente linea di non rispettare gli i impegni stipulati

Occorrerà, forse, guardare in faccia la realtà e rendersi conto che l’Università è un lusso che non ci possiamo mantenere da soli. Torna, prepotentemente alla ribalta la questione Università a Ragusa ma non si intravedono spiragli di serenità, per gli studenti, per il personale del Consorzio e per la dirigenza che stenta ad imporre il sentire comune che vorrebbe il mantenimento della struttura nella nostra città.
Nonostante il Comune di Ragusa sia il protagonista economico del sostegno al Consorzio, nella plaga di Comuni debitori che si sono via via defilati senza nemmeno pagare il biglietto, resta evidente che senza l’apporto, prima ritirato, poi fatto intravedere di ritorno, ora, pare, definitivamente rifiutato della ex provincia regionale, risulta impossibile fare andare avanti la struttura.
Ci sarebbe la recente promessa del Presidente della Regione Siciliana, Crocetta, fatta arrivare tramite il deputato regionale DiPasquale, di un concreto sostegno per il mantenimento della struttura universitaria, ma se non ci saranno riscontri concreti a breve, il tutto si risolverà in una mera operazione di propaganda politica.
Dopo l’autorevole intervento del Senatore Mauro, a difesa della presenza universitaria, espressa anche a nome di Forza Italia, si registra il comunicato di Partecipiamo, che riportiamo appresso:
“L’associazione Partecipiamo condivide le azioni dell’amministrazione comunale e  del  consorzio universitario nei confronti dei commissari che si susseguono in capo all’ ex provincia di Ragusa.
Il commissario Cartabellotta, a gennaio, a seguito di domanda esplicita e diretta del presidente del consiglio comunale di Ragusa aveva detto che il recesso dal consorzio universitario sarebbe stato revocato.
Abbiamo visto solo due atti : un atto di indirizzo,  ma a questo punto ci chiediamo a chi è’ rivolto, e i soldi destinati all’università distribuiti ai dirigenti.
L’ ex provincia continua a fare di tutto per dare il de profundis all’esperienza universitaria a Ragusa.
Il comune di Ragusa non può sostenere da solo l’università! I commissari delle ex province sono espressione diretta del presidente della regione e, pertanto, bisogna prendere atto della scelta politica dei partiti che governano la regione di eliminare ciò che è rimasto dell’ esperienza universitaria.
E’ rimasta una sola unità didattica speciale e, in questi anni con la chiusura dei corsi di laurea, si è ridotto dell’ 85% il numero di studenti ma noi siamo determinati a difendere e valorizzare questo ‘presidio’ di qualità e questo impegno il Cui, con in testa il presidente Borrometi, lo sta portando avanti con dedizione e competenza e poi riteniamo  indispensabile fare prestissimo chiarezza sul corso di laurea in servizi sociali con sede a Modica per il quale il Comune di Modica non ha ancora onorato il debito finora accumulato malgrado le tante promesse e rassicurazioni.”

Nel corso della seduta del Consiglio Comunale di mercoledì 1° aprile è stato il consigliere Sonia Migliore a chiedere al Presidente Giovanni Iacono la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, per dibattere della importante problematica, alla luce degli ultimi sviluppi che vedono allontanarsi le ipotesi del rientro della Provincia nella governance, condizione forse esclusiva per poter sperare nel mantenimento della struttura universitaria a Ragusa.
Anche su questo argomento si è registrato il qualificato intervento di Maurizio Tumino che ha tratteggiato i particolari di una situazione allarmante per il Consorzio Universitario. Tumino ha criticato l’apparente lentezza nel prendere decisioni da parte di un Consiglio di amministrazione che, nella difficile situazione attuale, ha ritenuto opportuno riunirsi solo tre volte negli ultimi 4 mesi.
Specificando che il Comune deve ancora versare parte della quota per il 2014, circa 124.000 euro, ha sollecitato quanto dovuto per il 2015, rassegnando all’aula la difficile situazione economica in cui graverebbe il Consorzio, appesantita anche da una scopertura bancaria di 400.000 euro della quale resterebbe disponibile solo un residuo 10 %.
Senza che Tumino abbia minimamente eccepito nulla sui vertici del Consorzio, non si è fatta attendere la replica dell’assessore Salvatore Martorana che ha inteso ribattere, esaltando l’azione del Presidente e del Sindaco a favore dell’Università, negando le evidenze sollevate da Tumino e innalzando, inutilmente, i toni, cosa che ha provocato, successivamente, un aspro scontro verbale con il consigliere e ha costretto la Presidenza a sospendere i lavori del Consiglio.
Necessario rivelare, per una corretta informazione, che nello streaming, attraverso la cui registrazione è possibile rivedere le fasi della seduta del Consiglio comunale, risulta del tutto eliminata, scandalosamente, la replica di Maurizio Tumino all’intervento dell’assessore Martorana.
Di questo aspetto che attiene alla trasparenza e alla parità di trattamento per tutti i componenti dell’amministrazione e del Consiglio Comunale dovrebbe occuparsi la Presidenza del Consiglio, ma soprattutto il Movimento 5 Stelle che della trasparenza e dello streaming ha fatto i suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale.
Non è la prima volta che vengono impartiti ordini per evitare che siano riprese parti ‘’imbarazzanti’’ del Consiglio Comunale, appena si alzano i toni e lo scontro verbale si accende in aula, le telecamere vengono rivolte altrove, ma che si arrivi a tagliare del tutto un intervento di un consigliere comunale, solo perché rivolto pesantemente ad un assessore, ha semplicemente del paradossale in termini di trasparenza e sarebbe opportuno esplicitare da che parte provengono le direttive volte a limitare la piena conoscenza di quanto avviene in aula durante le sedute del civico consesso.

(Le foto che riprendono l’assessore Martorana e il consigliere Tumino sono immagini di repertorio, relative ad altri ‘scambi di opinione’ fra i due esponenti politici)

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