Un’altra eredità pesante per la Giunta Piccitto

di Vilnius Nastavnic
Dopo i fondi della Legge su Ibla che mancano all’appello, utilizzati per altre spese, in spregio ai vincoli della 61 /81, scopriamo un’altra grossa ‘eredità’ del passato che grava sulle spalle della giunta guidata da Federico Piccitto: i parcheggi pluripiano
Da più parti si diffonde un interrogativo: perché il Sindaco Piccitto e i suoi assessori hanno ritenuto opportuno sottacere le criticità rilevate all’atto dell’insediamento ? Forse, sarebbe meglio dire: perché ne hanno sottaciuto due in particolare ?
Ricordiamo che, da subito, l’assessore al Bilancio, Martorana, inondò le cronache dei debiti, delle bollette non pagate, dei mutui, che avevano lasciato gestioni precedenti.
Così non è avvenuto per i fondi ‘distratti’ della Legge su Ibla, ammessi in conferenza stampa ma minimizzati, dopo un anno dall’insediamento, così non è avvenuto per tutte le questioni riguardanti la gestione dei parcheggi pluripiano.
Se nel caso dei fondi della Legge su Ibla si è, inspiegabilmente, cercato di tamponare per esigenze di bilancio o del patto di stabilità, tutte cose che, comunque, dovranno essere chiarite, unitamente alla destinazione finale degli stessi fondi ‘dispersi’, non si comprende perché la questione parcheggi si è voluta mantenere, disperatamente, al centro di riservatissime trattative finalizzate ad arginare condizioni contrattuali a cui Piccitto e soci sono del tutto estranei.
Lo stesso ordine del giorno dei consiglieri Tumino e Lo Destro, ormai protagonisti fissi delle sedute del Consiglio comunale con gli argomenti più probanti per la città e per la collettività, dal 29 ottobre dello scorso anno arriva in aula solo il primo giorno di aprile del 2015.
E arriva quando l’assessore Salvatore Corallo può annunciare che giorno 8 aprile 2015 il parcheggio di piazza del Popolo sarà consegnato al gestore, appositamente convocato per gli atti istruttori.
Ma rimane sulle spalle della Giunta Piccitto il peso di un contenzioso ancora tutto da definire, dagli esiti non scontati, che sarebbe stato meglio affrontare subito, scaricandosi da ogni possibile ulteriore responsabilità.
La vicenda è complessa, contenuta in un copioso carteggio protagonista dei tentativi di addivenire ad un accordo che doveva rideterminare l’equilibrio economico-finanziario del progetto di finanza alla base della convenzione.
Tutto nasce dalla realizzazione di un parcheggio sotterraneo da affidare in concessione secondo uno schema di project financing. Una Associazione temporanea di Imprese, con capofila la Repin, presentava proposta di realizzazione per un investimento di oltre 5 milioni mezzo di euro, con capitali privati, da ripagarsi mediante gestione della struttura per 33 anni e un prezzo d’appalto richiesto al Comune di circa 1,5 milioni, per equilibrare il piano economico finanziario non sufficientemente bilanciato dalla gestione del parcheggio stesso.
L’amministrazione del tempo, non avendo sufficienti risorse finanziarie, proponeva il raggiungimento dell’equilibrio del pef attraverso la concessione della gestione di altri due parcheggi pluripiano, l’uno il Carmine Putie (adiacente al Tribunale), l’altro il costruendo di piazza Stazione.
In pratica venivano dati in concessione, per 33 anni, 250 stalli di sosta nel parcheggio Matteotti, 110 in quello Carmine Putie e 450 in quello Stazione.
Il comune risulta inadempiente per la mancata apertura del parcheggio Stazione e per non aver provveduto a precise condizioni della convenzione che prevedevano l’inibizione dei parcheggi a raso in determinate aree adiacenti ai parcheggi Carmine Putie e Stazione.
Avendo la mancata osservanza di quanto specificato provocato una alterazione profonda del pef e non essendo stato raggiunto un accordo per il riequilibrio dello stesso, la ditta, oggi SISOSTA spa, a far data dal marzo 2014, lamenta un danno dipendente dalla risoluzione della convenzione pari a oltre 10 milioni di euro.
Tumino e Lo Destro considerano assai seria la faccenda, considerando il comune inadempiente e, quindi, esposto al rischio di un notevole esborso risarcitorio, motivo per il quale hanno presentato l’atto di indirizzo tendente a impegnare l’amministrazione per una sollecita soluzione della vicenda, attraverso un accordo, in mancanza del quale si dovrà ricorrere presto ad un arbitrato, come specificatamente previsto dalla convenzione.
Particolarmente esaustivo l’intervento in aula dell’assessore Corallo, che, nei limiti ancora imposti da una trattativa, realisticamente, ancora da definire, ha cercato di dare conto della posizione dell’amministrazione.
Anche se in piazza del Popolo saranno consegnati solo due dei quattro piani di parcheggi, era previsto un opportuno piano di riequilibrio economico che, inevitabilmente, richiede tempi lunghi.
Il Comune si è mostrato comunque disponibile alle richieste risarcitorie di SISOSTA, ma ha giudicato alcune delle stesse troppo sbilanciate a favore della Società. In ogni caso, ipotesi che vanno sempre valutate nel contesto del piano di riequilibrio su cui lavorano entrambe le parti e che, finora, non ha determinato una interruzione definitiva dei rapporti.
Corallo ha giudicato plausibili le preoccupazioni dei consiglieri, fondate, ma sostenute dalla stessa volontà dell’amministrazione di operare proficuamente per il bene della collettività, non solamente in termini economici.
Le perplessità su alcuni aspetti della convenzione sono state alimentate anche dai dubbi del Comando dei Vigili Urbani che hanno valutato la possibilità di dare, comunque, in gestione alla SISOSTA, spazi sui quali non si potrebbe inibire la sosta.
L’assessore ha anche precisato che sarebbe stata intenzione dell’amministrazione procedere all’inibizione della sosta in determinate aree in concomitanza con l’apertura del parcheggio Stazione, che avrebbe permesso la predisposizione di una opportuna pianificazione di un piano parcheggi adeguato alla nuova realtà.
In pratica la notizia della possibile consegna del parcheggio Stazione apre uno scenario inaspettato: si saprà, intanto, se la SISOSTA rileverà la struttura, ferme restando le richieste risarcitorie, oppure intenderà percorrere esclusivamente le vie legali. Dall’esito che si avrà giorno 8 aprile, deriveranno le decisioni dell’amministrazione, che potranno essere rivolte all’arbitrato o al contenzioso.
Dalla replica di Tumino sono emerse ipotesi di riequilibrio attraverso l’inserimento in convenzione di nuovi stalli di sosta da dare in concessione, in via Dalla Chiesa, circa 70, al parcheggio Tabuna, circa 250, al Largo San Paolo, oltre all’affidamento dei parcheggi a pagamento (linee blu) dal giugno 2016. Si erano ventilate anche ipotesi di concessione di spazi a Marina di Ragusa.
Sostanzialmente, la grande comodità di tre parcheggi pluripiano che stentano, comunque, a riempirsi, rischia di essere pagata a caro prezzo, con la consegna, per trentatré anni, delle aree di sosta in città, sempreché non venga inibito anche il trasporto pubblico.
Resta l’amaro in bocca per il fatto di scoprire, dopo anni, obblighi della convenzione che erano stati taciuti all’opinione pubblica.
Perplessità che si trascinano dietro l’interrogativo sui motivi che hanno indotto proprio il Movimento 5 Stelle ad allungare i tempi invece di farne oggetto di una consultazione popolare: ci teniamo i parcheggi e li paghiamo con la gestione in house, onorando le richieste risarcitorie, oppure lasciamo la città in mano al gestore dei parcheggi ?

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