Usciamo insieme, ma di sposarla ‘manco se ne parla’

di Cesare Pluchino
Fronte compatto di tutte le opposizioni, ma solo per ribadire le criticità ravvisate nell’atto

Tempestiva convocazione di una conferenza stampa di tutte le opposizioni al Consiglio Comunale di Ragusa, dopo l’approvazione del rendiconto 2015 che hanno contestato, anche vivacemente, senza riuscire a evitare le assenze che hanno determinato la sconfitta nelle votazioni finali.
Erano presenti Maurizio Tumino, Elia Marino, Carmelo Ialacqua e Giorgio Mirabella per il gruppo misto, Sonia Migliore e Manuela Nicita, ancora formalmente del gruppo UDC, e Mario D’Asta del PD.
Veniva ribadita la compattezza di tutto il gruppo di opposizione, evidenziando la partecipazione all’iniziativa del gruppo Partecipiamo, di Morando del Movimento Civico Ibleo e degli assenti La Porta, Lo Destro, Massari e Chiavola
In apertura è stato il rappresentante del Movimento Città a specificare le distanze fra le varie componenti delle diverse opposizioni, una precisazione per rimarcare le differenze con gli altri colleghi di altri partiti e movimenti, con alcuni dei quali, in qualche occasione, sono anche volate parole di troppo.
Non la costituzione di un cartello elettorale, ma un fatto interno alla dialettica d’aula concretizzatosi, in questo caso, attorno ad un argomento specifico.
Pochi gli elementi nuovi, rispetto agli interventi in aula, il bisogno di amplificare gli interventi elaborati per rendere edotta una collettività che, forse, si ritiene non sufficientemente informata e lontana dalle cose di palazzo.
Ribadito lo smarrimento di fronte alla diffida del commissario reginale ad acta che, invece di intervenire sulla giunta che ha ritardato la presentazione del rendiconto, oltre i limiti di legge, e ancor prima di sollecitare la stessa per il bilancio preventivo 2016, ha dato 30 giorni di tempo al civico consesso per l’approvazione, pena lo scioglimento dell’assise comunale.
Lamentati i tempi sempre contingentati per l’esame della proposta di giunta, stigmatizzato il rifiuto di rinviare la seduta per un esame più approfondito, considerati i 30 giorni di tempo a disposizione.
Rivendicata la funzione di controllo del consigliere comunale che non è solo quella di alzare la mano per votare, aspramente criticato il rifiuto, da parte dell’assessore e degli uffici, a fornire le documentazioni richieste, ancorché di dettaglio; si ritengono calpestati i diritti di espressione e di sintesi politica del dibattito.
Questa l’introduzione serena e puntuale del rappresentante del Movimento Città, a seguire l’intervento di Sonia Migliore che ha denotato un nervosismo non ancora smaltito per la sconfitta in aula e per l’indifferenza riscontrata per i rilevi eccepiti.
Il capogruppo UDC ha messo insieme, di getto, l’ingiusta diffida del commissario, il bluff del consigliere Stevanato che ha minacciato di bocciare l’atto e far andare tutti a casa, l’impressione che tutto il gruppo 5 Stelle fosse sotto controllo dell’on.le Cancelleri, il rifiuto per il piagnisteo di Martorana, considerando un fatto importante l’unione di tutti i gruppi di opposizione nella protesta.
Ha poi rispolverato, ancora una volta, la questione dei residui attivi dell’IMU, scomparsi in questo rendiconto ma considerati, dai revisori, attendibili ed esigibili nel passato strumento finanziario, direttamente influenti sul patto di stabilità dello scorso anno.
Revisori che, a seguito di specifica domanda di un rappresentante degli organi di informazione, Sonia Migliore ha definito “conniventi politicamente” in due delle componenti, mentre per il terzo componente ha parlato di forti pressioni e di una missiva, mostrata ai presenti, nella quale il Segretario Generale avrebbe accusato il revisore di indebita ingerenza negli organi comunali, per fatti che non avevano a che fare con il suo ruolo.
A queste intimazioni Sonia Migliore ha addebitato anche i toni soft dell’ultimo intervento di questo revisore, nel corso della seduta finale.
Per Maurizio Tumino necessario alzare il livello di attenzione sui fatti in oggetto, evidenziando inconsistenza del Sindaco e la mancanza della maggioranza politica, la fine di una stagione, i gruppi di opposizione hanno votato convintamente che non ci sarebbero state dimissioni del Sindaco in caso del “tutti a casa”.
Una menzione particolare per il fallimento delle alleanze dell’amministrazione, un chiaro riferimento al gruppo di Partecipiamo, che assume quasi il segnale di avvertimento per le prossime dispute per il bilancio preventivo, con la sottolineatura del voto negativo del consigliere Castro che, di fatto, avrebbe sconfessato l’alleanza attiva fino a poco tempo prima e il lavoro del suo assessore in giunta, fattori che avrebbero consigliato un’astensione.
Tumino, come prevedibile, ha annunciato la battaglia per il previsionale 2016, mostrando l’intenzione di smontare il progetto dell’amministrazione, sostituendolo con uno alternativo, nell’interesse della città.
D’Asta ha esortato i compagni ad adire le vie competenti per denunciare irregolarità e illegittimità del consuntivo, soprattutto in presenza di fatti gravi come un bilancio falsato.
Si certifica, nel merito, il fallimento delle politiche grilline, solo tasse, servizi scarsi, senza visione della città, senza spiegazioni su elementi determinanti del bilancio, con la questione utilizzo delle royalties che può riservare non poche sorprese.
Fondi derivanti dalle trivellazioni che sono stati al centro dell’analisi del rappresentante del Movimento Città che ha portato ad esempio le prassi seguite in altri comuni sulla rendicontazione delle spese che, in ogni caso, come da parere della Corte dei Conti, in quanto entrate straordinarie, non possono essere utilizzate per spese correnti.
La conclusione dell’incontro ha visto i pareri discordanti dei consiglieri sull’opportunità di estendere una memoria alla Corte dei Conti oppure di richiedere un’audizione, concordi, invece, sulla necessità di sollecitare il Commissario ad acta per far arrivare in Consiglio, quanto prima, il preventivo, cosa che fa prevedere, anche per le indiscrezioni che provengono dagli uffici, che il bilancio preventivo 2016 possa essere esitato nella prima decade di agosto.
Al riguardo, le opposizioni parlano già del tentativo di costituire una maggioranza di salute pubblica per condizionare e approvare lo strumento finanziario.
Non resta che attendere l’invio degli atti alla Corte dei Conti, come più volte assicurato dai consiglieri di opposizione, per poter rendersi conto di eventuali anomalie dell’atto e della consistenza dell’azione di opposizione che, di certo, ne uscirebbe legittimata e avvalorata da pareri positivi sui rilievi eccepiti, ancora più determinanti se influenti sull’operato dell’amministrazione.
Se dagli esposti e dalle denunce derivasse un nulla di fatto, conseguente dovrebbe essere il ritiro dall’attività politica di molti dei contestatori che si rivelerebbero solo agitatori di professione, senza caratura e senza affidabilità politica.

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