L’ipotesi Stevanato di bocciare il consuntivo per andare tutti a casa semina il panico nelle opposizioni

di Cesare Pluchino
Più di una semplice ipotesi di votare NO, l’intervento di uno dei più autorevoli esponenti del Movimento 5 Stelle, sconvolge i piani delle opposizioni che volevano tenere sulla corda, per giorni, l’amministrazione

Il prosieguo di seduta per l’approvazione del rendiconto 2015 era iniziato con lo stesso canovaccio del giorno prima.
Particolarmente agguerriti, i consiglieri Migliore e Tumino riprendevano le mosse ostruzionistiche per cercare visibilità e tentare di boicottare l’atto dell’amministrazione; ma tutti sapevano che le opposizioni nemmeno contemplavano l’ipotesi di scioglimento del consiglio comunale che sarebbe stata una beffa in quanto Sindaco e Giunta sarebbero rimasti in sella fino alla fine del mandato.
Vagava nell’aria la remota ipotesi di un giusto motivo che avrebbe potuto annullare gli effetti della bocciatura, cioè avrebbe mantenuto in carica il civico consesso, ma si era anche a conoscenza del peso che lo stesso commissario ad acta, che aveva diffidato il consiglio, aveva riservato all’ipotesi dei consiglieri di opposizione.
Toni e atteggiamenti di Tumino e della Migliore volevano sembrare spavaldi, rispettivamente sollevavano, ancora una volta le questioni relative agli allegati e ai residui attivi dell’IMU, scomparsi nell’attuale rendiconto dopo che pochi mesi prima erano dati come crediti certi esigibili.
Proteste per i tempi contingentati del regolamento perché l’argomento era troppo importante, continue interruzioni nei confronti di dirigenti e assessore, toni da tragedia tanto da far dire a Martorana che da due giorni si assisteva a delle sceneggiate.
Sonia Migliore faceva trasparire eccessivo nervosismo, con richieste dei verbali della seduta, segnatamente del suo intervento, ennesime promesse di adire la Corte dei Conti, accuse di truffa allo stato e di presa in giro per l’assessorato agli enti locali della regione siciliana.
Toni e atteggiamenti scomposti anche da parte di altri consiglieri, con offese all’indirizzo dei grillini, dell’assessore e dei dirigenti, che non avevano senso alla luce di circostanziate accuse che, per la dignità degli estensori, aspettano solo di essere formalizzate agli organi preposti.
La seduta era una continua sceneggiata, con le opposizioni che si consultavano facendo capannello mentre i colleghi, sempre delle minoranze, protestavano per il brusio e il disordine in aula, sembrava quasi, in certi momenti, che fosse tutto preordinato.
La Porta parlava di falso in bilancio, sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi dei consiglieri Nicita, Mirabella, Marino, Sigona, tutti farciti di toni irrispettosi, tanto da richiedere un intervento della Presidenza da parte dell’assessore Martorana che si diceva pronto a tollerare insulti e offese alla sua persona ma non intendeva sopportare atteggiamenti del tutto privi di ogni minimo garbo nei confronti del dirigente, dei revisori dei conti e del personale degli uffici.
A rompere la tensione ci pensavano gli interventi dei consiglieri Massimo Agosta e Maurizio Stevanato: il primo non era tenero nei confronti dei colleghi grillini e invitava l’assessore a verificare chi fossero, veramente, i fedelissimi dell’amministrazione e i ribelli contestatori.
Maurizio Stevanato andava oltre, marcando i connotati di due interventi che utilizzavano il bisturi per far uscire allo scoperto, con un sussulto di orgoglio, la sbrindellata formazione pentastellata.
Con la consueta serenità di intervento, Stevanato esprimeva le perplessità sul voto, dicendosi propenso a votare NO per l’approvazione del consuntivo, ripromettendosi di valutare, prima della votazione, unitamente ai colleghi di Movimento, se non fosse stato opportuno scegliere di andare tutti a casa, lasciando il campo al commissario che avrebbe sostituito il civico consesso.
Una strategia che poteva essere considerata autolesionista ma, propugnata da Stevanato, e al seguito, presumibilmente, da Agosta, assumeva contorni realistici considerando i due fra i meno attaccati alla poltrona di consigliere comunale, due che hanno palesememte rinunciato a prospettive assessoriali, due che non vengono al Comune per il gettone di presenza, due che avrebbero avuto piacere di lasciare un’autostrada a disposizione dell’amministrazione, liberandola dai lacci e lacciuoli del civico consesso, in ossequio alla normativa vigente e assecondando i rilievi strumentali delle opposizioni.
Era solo Tumino a capire che la situazione stava precipitando, che non si poteva tirare oltre la corda, che un colpo di testa dei grillini avrebbe potuto significare la fine per quegli esponenti della vecchia politica ormai sul viale del tramonto, senza partito e senza leader, che difficilmente si potrebbero riproporre alle prossime consultazioni se non supportati, fino all’ultimo momento, dal teatrino di opposizione che li tiene in vita, politicamente, come un reparto di rianimazione
Il consigliere del gruppo misto invocava il rinvio della seduta per soppesare meglio l’atto, ma già dal tono della richiesta si capiva che la resa era vicina.
Votazione per il rinvio che vedeva opporsi i 14 presenti in aula del Movimento 5 Stelle, con i favorevoli in 11, considerate le assenze di Iacono, Morando, Lo Destro e Chiavola.
Anche l’emendamento all’atto dell’amministrazione, che veniva esposto dall’assessore Martorana, riportava lo stesso numero di voti, si passava, quindi alle dichiarazioni di voto.
Ancora interventi polemici e senza elementi circostanziati da parte di Tumino e della Migliore, promesse di raccontare tutta la verità alla città.
Altra sconfitta per le opposizioni che subivano approvazione dell’atto e immediata esecutività.
Una sconfitta che non cambia di molto la situazione e politica a Palazzo dell’Aquila, il sostanziale equilibrio tra ex maggioranza pentastellata e opposizioni variegate e disunite permane e lascia sul tappeto i problemi noti.
Dal punto di vista politico, come avevamo apertamente giudicato una débâcle la doppia sconfitta al voto dei pentastellati nelle scorse sedute, un tonfo per le opposizioni, tenuto conto dell’atteggiamento spavaldo e provocatorio tenuto in aula.
Una strategia fallimentare, una serie di rilievi e di eccezioni sull’atto pretestuosa e volutamente irriverente nei confronti del Segretario Generale, del Dirigente e dei Revisori dei Conti, con punte di assoluta ineducazione politica e personale nei confronti dell’assessore Stefano Martorana.
Un colpo d’ala della compagine pentastellata che trova, forse con eccessivo ritardo, una guida politica del gruppo, finora lasciata in mani inadeguate e inconsistenti, dal punto di vista politico e personale.
Per le opposizioni, come minacciato dalla Migliore, riprende, da domani, la lotta politica che noi definiamo contro i mulini a vento considerata l’assoluta inconsistenza di risultati ottenuti dall’inizio della sindacatura.
In tarda serata, appena dopo la conclusine della seduta di consiglio comunale, le opposizioni hanno convocato una conferenza stampa nella quale, verosimilmente, saranno rinnovati i rilievi e le eccezioni sollevati, nei due giorni di sedute, a proposito del rendiconto, che nella convocazione vengono definiti “i gravi fatti che riguardano il rendiconto 2015 del Comune di Ragusa”
Sarebbe auspicabile, per la dignità politica degli esponenti delle opposizioni, che hanno convocato la conferenza stampa, che dalla stessa uscissero circostanziati elementi a supporto della gravità dei fatti e, conseguentemente, atti concreti all’indirizzo degli organi preposti, troppo spesso invocati ma raramente, o forse mai, destinatari di precise denunce.
Altrimenti sarà il solito teatrino, infarcito di minacce di denunce virtuali, ma le ore 9.30 o le ore 12.30 di una afosa mattinata di luglio non sia addicono alle pièce teatrali.

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