di Cesare Pluchino
Melina, ostruzionismo e rilievi non circostanziati buoni solo per allungare i tempi di una approvazione che nessuno vorrà negare per non andare a casa
Si deve riconoscere ai consiglieri comunali lo sconcerto per una diffida del Commissario regionale ad acta che intima l’approvazione entro trenta giorni del consuntivo 2015, nonostante sia stato esitato dalla giunta in grave ritardo rispetto ai termini di legge.
Ma non è difficile ascrivere la diffida alle meraviglie di questo governo regionale a guida PD, che ne ha fatto vedere di peggiori.
Un sussulto di dignità, da parte di tutti i consiglieri, senza distinzione di colore politico, avrebbe consigliato una sbrigativa approvazione dell’atto, con la contestuale sollecitazione alla giunta di presentare il preventivo 2015, per evitare altri fastidi simili.
Invece le opposizioni, disunite quanto mai, giocano a fare melina, con una serie interminabile di comunicazioni quasi tutte incentrate sulla pista ciclabile, ferita aperta per il diluvio di consensi sull’opera che si vuole attenuare con farneticanti discussioni, prevalentemente sulla sicurezza e sulla parziale limitazione del traffico in una zona dove, senza pista ciclabile, dovrebbe essere vietato con la sola esclusione dei residenti.
Passata la prima mezzora elastica di comunicazioni, i professionisti dell’ostruzionismo sono passati al valzer delle mozioni che, d’incanto, alla bisogna, si trasformano in pregiudiziali, ai rilievi di irregolarità e alle eccezioni formali, buone solo per allungare i tempi.
Poi, nel corso di una sospensione, le opposizioni decidevano che, dopo la serie dei primi interventi, considerando che il Movimento 5 Stelle arrivava solo a 15 presenti in aula, si sarebbe fatto mancare il numero legale per rimandare la seduta alle 24 ore.
Nemmeno il disturbo di far arrivare i lavori oltre le ore 2 del giorno successivo, atto da approvare pena il ‘tutti a casa’, ma almeno con il sostegno del doppio gettone di presenza.
Strategie che, ormai, non si tengono nemmeno tanto nascoste, tanto da annunciare prima che mancherà il numero legale.
Il quadro di un consiglio comunale di livello assai limitato, incurante delle esigenze della collettività, del bene comune, incapace di contrastare l’amministrazione con una opposizione seria, pur con la possibilità di avere i numeri per il franare della componente 5 Stelle, altra piaga del civico consesso.
Basti pensare che all’appello delle 23.30, dopo un’ora dalla mancanza del numero legale, solo due i presenti del Movimento 5 Stelle, peraltro il Presidente del Consiglio e Gianluca Leggio che presenziava, come assessore, dai banchi dell’amministrazione.
Nemmeno il decoro e il senso civico di fare fronte comune, pur nel deficit di numeri.
Ma basti pensare che, allo scioglimento della seduta, in assenza del capogruppo subito andato via, c’era chi, fra i grillini si doveva preoccupare di allertare i colleghi per l’indomani, con una serie allucinante di risposte, ‘io arrivo in ritardo’, ‘io non so se posso venire’, ‘ma domani bastano 12 presenti’, come se qualcuno li avesse obbligati a fare il consigliere comunale.
Una dimostrazione di irresponsabilità della quale dovranno tenere conto gli elettori quando qualcuno di questi soggetti avrà la sfrontatezza di ripresentarsi alle prossime elezioni comunali.
Le opposizioni potrebbero dare un esempio di efficienza, di senso civico, invece pensano che. facendo mancare il numero legale, l’opinione pubblica si impressioni perché i 5 stelle non hanno i numeri.
Come si diceva, comunicazioni, in apertura, incentrate sulla contestazione alla pista ciclabile, al suo progetto, alla sicurezza, con occasionali riferimenti ad altri problemi emergenti.
Da segnalare, in uno scenario di interventi finalizzati a far perdere tempo, come sottolineato anche dall’assessore Martorana, gli interventi che hanno rappresentato argomenti concreti, come quello di Giorgio Massari che ha recriminato sulla mancanza di progettualità dell’amministrazione, quasi sempre impegnata con molti fatti positivi ma estemporanei, invitando a riflettere, concretamente, su alcuni dati economico sociali riferibili alla città, in tema di disoccupazione, di lavoro, di bisogni abitativi, di salute e di cure per la salute, di esigenze delle famiglie.
Massari ha invitato anche, con chiaro riferimento alle ricette improvvisate proposte dal suo capogruppo D’Asta, ad una seria analisi della situazione per lo studio di soluzioni concrete.
Importante l’intervento di Maurizio Stevanato che ha spento le sterili polemiche sulle nuove aree a verde del lungomare Andrea Doria, in riferimento ai paventati eccessivi consumi idrici, rivelando che verrà utilizzata acqua di scarto che costituiva, fino ad ora, un costo per l’ente, per il necessario sollevamento all’impianto di smaltimento. Come per incanto, un’acqua che da costo diventa utile per irrigazione.
Significativo dal punto di vista politico, con riferimento alle opposizioni, il rilievo su alcune indiscrezioni di stampa per un incontro che ci sarebbe stato, dopo l’inaugurazione della pista ciclabile, fra l’on.le Cancelleri e alcuni esponenti delle opposizioni, che, peraltro, nel corso della stessa seduta, hanno confermato il contatto avuto.
La sorpresa manifestata dalla Migliore e la pretesa di chiarezza su eventuali incontri di questo tipo, manifesta le distanze esistenti all’interno delle opposizioni che spiegano le difficoltà di azione per contrastare l’amministrazione.
L’esame del consuntivo 2015, come accennato, è stato preceduto da una serie di eccezioni, di mozioni, di pregiudiziali che hanno avuto un comune denominatore con il dibattito sull’argomento.
Pioggia di critiche, di eccezioni, ma nessun rilievo circostanziato, solo paroloni, toni artatamente elevati, spesso al limite del delirio politico, qualche velata minaccia di esposto alla Corte dei Conti, ma nessuna posizione seria e definita per segnalare irregolarità, in un contesto dominato dal dirigente, dott. Cannata, e dal collegio dei revisori, che hanno ribattuto, punto per punto, ai rilievi sollevati, con sicurezza professionale, senza lasciare margini eccessivi a opposizioni che, in ogni caso, hanno denotato, più volte, di avere a che fare con una materia finanziaria del tutto sconosciuta, con una normativa ostica e con aggiornamenti del tutto sconosciuti.
Opposizioni che si sono trastullate nell’abbaiare continuo ma che davano anche la sensazione di non volere mordere, né di essere nelle condizioni di farlo.
In altra parte del giornale, un resoconto più dettagliato del dibattito sul rendiconto 2015.
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