Visita guidata all’incubatoio di valle

di redazione
Iniziativa per la Giornata Mondiale dell’Acqua, propedeutica per un completo recupero che possa favorire lla piena fruizione e l’utilizzo di un bene scientifico-culturale di enorme valenza

E’ stata la liberazione dei primi avannotti di trota macrostigma, nati quest’anno, il momento più emozionante e toccante per i partecipanti, bambini ed adulti, alla prima visita al Mulino S. Rocco, primo incubatoio di valle pubblico in Sicilia, sito a Ragusa Ibla, in cui viene effettuata la riproduzione artificiale di specie ittiche selvatiche al fine di ripopolare le acque libere.
Guidati dal Biologo Antonino Duchi, ed alla presenza del Presidente della FIPSAS di Ragusa Giovanni Altamore, i partecipanti si sono spostati al torrente San Leonardo in un percorso che ha nella chiesa di S. Rocco, antecedente allo storico terremoto, e nel panoramico scorcio della valle che si getta a capofitto in quella più ampia del Fiume Irminio, i suoi punti forti.
Un percorso strategico per gli spostamenti da Ibla alle cave iblee, che va sicuramente sistemato, migliorato, messo in sicurezza e salvaguardato dai vandalismi che nel tempo lo hanno corrotto.
Giunti al Mulino, di proprietà della Provincia di Ragusa, la cui scandalosa messa in vendita per fare cassa è stata anni fa, scongiurata grazie all’ impegno della F.I.P.SA.S. di Ragusa, coadiuvata dai circoli Legambiente di Ragusa, Modica ed Ispica, è stata messa in atto una vera e propria lezione di ittiologia e gestione della pesca ricreativa, con un taglio storico, visto che a Ragusa le attività di conservazione, protezione e recupero della fauna ittica hanno ormai un respiro più che trentennale.
Tale pioneristico impegno è stato ripercorso nei suoi tratti salienti: dai primi interventi antibracconaggio e di recupero della fauna ittica in sofferenza nel Tellesimo, svolti dai volontari FIPAS negli anni 80, alla chiusura alla pesca nel Torrente Tellesimo per salvaguardare la trota macrostigma, al regolamento pesca sportiva, primo in Sicilia, per continuare con la prima riproduzione della trota macrostigma nonché con la Carta Ittica Provinciale, anch’essa prima in Sicilia.
Particolare interesse ha suscitato l’illustrazione della biologia di alcune specie ittiche, che i partecipanti hanno potuto osservare dal vivo : trota macrostigma ed anguilla, specie autoctone, ma anche rovelle e carassi, specie alloctone, che animano dei loro guizzi i nostri corpi idrici.
Il percorso si è quindi concluso con la visita alle sale dell’incubatoio, tirato a lucido dai guardapesca FIPSAS, con l’illustrazione della strumentazione e delle tecniche di riproduzione artificiale e svezzamento e quindi con l’attiva immissione di novellame nel torrente San Leonardo.
L’iniziativa quindi ha centrato pienamente l’obiettivo: quello di inserirsi in un processo di riattivazione ed implementazione della struttura, che si alimenta della conoscenza e della partecipazione di tutti.
Un percorso che sicuramente continuerà, in quanto già ci sono classi scolastiche che hanno mostrato interesse alla visita.

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