Volano gli stracci fra il geom. Veloce, dell’associazione Facta ETS, e l’unico referente cittadino di Italia Viva per l’accessibilità al Palazzo Ina

La politica, a Ragusa, è ridotta al minimo. Mutuando una definizione data alle opposizioni nazionali a Cernobio, nel corso del Forum Ambrosetti, si può dire che molto dipende dall’inesistenza di opposizione politica che tale si possa considerare, tanto da poterla definire “Natura Morta”.
I soli Calabrese e Firrincieli, gli unici degni di considerazione, non sono adeguatamente sostenuti, nelle loro battaglie, dai rispettivi partiti, il Movimento 5 Stelle, addirittura, in contrasto con il suo unico consigliere comunale.
In questa atmosfera da circo equestre, dove i protagonisti sono quelli dell’amministrazione, dal sindaco agli assessori, ai consiglieri comunali e a quelli del cerchio magico, si vivono episodi surreali che qualsiasi forza politica dovrebbe stigmatizzare fortemente.
L’ultimo riguarda la segnalazione del geom. Veloce, vicepresidente dell’associazione FACTA ETS per l’Accessibilità di Cultura, Turismo e Ambiente ETS, già dipendente dell’Ufficio tecnico del Comune, per l’assurda rampa di accessi agli ingressi del Palazzo INA di piazza San Giovanni, segnalazione della quale ci siamo occupati in altra parte del giornale.
Il geom. Veloce, da sempre, in tema di diritti dei disabili e, segnatamente in tema di accessibilità, è stata una autorità per quanto riguarda competenza e conoscenza delle normative: anche per la sua posizione di dipendente comunale ha spesso preferito vivere tranquillo, ma per quanto avvenuto negli anni in tema di diritti dei disabili, di accessibilità, di barriere architettoniche, anche sulla base di quello che ha esternato in privato, tutte le amministrazioni erano destinate ad andare a casa.
L’ultimo caso della rampa di accesso al palazzo INA è l’esempio lampante di come vengono gestite le cose a Ragusa, in questa materia, è anche specchio della professionalità e delle competenze dei progettisti, o della serietà se sono a conoscenza delle norme ma non li rispettano, della caratura dei tecnici comunali incaricati dei collaudi e dei visti di conformità delle opere.
Per avere idea con chi abbiamo da fare, basta guardare la ‘pezza’ con la quale hanno cercato di riparare, una rampa, si spera provvisoria, in legno, con barra fermapiede e doppio passamano che rispetterebbe i requisiti minimi di sicurezza: perché la struttura non era pronta alla consegna dell’opera, non è dato sapere ma è facilmente immaginabile.
Avranno dimenticato, impegnati com’erano a imbonire con l’utilizzo della pietra calcare e della pietra pece.
Gongola il geom. Veloce, perché viene riconosciuto pienamente la valenza del suo intervento.

Ma la questione trascina dietro di sé una becera polemica che Veloce non avrebbe dovuto nemmeno affrontare, anche perché il soggetto coinvolto non merita nessuna attenzione.
Partiamo da un assunto, le segnalazioni ‘politiche’ non hanno esclusiva di paternità, anzi, secondo noi, ogni problema sollevato dovrebbe essere ripreso e sostenuto da altre forze politiche, per fare sì che ogni caso venga amplificato come si deve.
Non tutti sono d’accordo, uno di questi è il geom. Veloce che considera l’intromissione nella vicenda dell’unico referente locale di Italia Viva, Filippo Angelica, residuato della prima e seconda repubblica, una indebita appropriazione della segnalazione.
Ma Veloce si scaglia, in particolare, contro il vero fine dell’intervento di Angelica, che non era quello della rampa irregolare, ma l’occasione per un attacco frontale al dirigente ing. Marcello Dimartino, un attacco gratuito, esagerato, che, per gli addetti ai lavori, lasciava trapelare livore smodato per precedenti ai quali è anche possibile risalire da un ingenuo riferimento a impianti pubblicitari, più o meno regolari, come da sempre è stato nella nostra città, dominio incontrastato di avventurieri del settore che, con la connivenza di politici inadeguat e dell’Ufficio Tecnico, hanno fatto il bello e il cattivo tempo.
Intervento di Angelica, ancora più penoso se è vero, come sottolinea il geom. Veloce, che l’ing. Dimartino non ha alcuna competenza o responsabilità nella realizzazione di opere pubbliche come la rampa in oggetto.
Ancora più grave perché Dimartino non sarebbe stato né RUP né Direttore dei Lavori in piazza San Giovanni.

Dopo questa penosa vicenda, ci aspettiamo ora gli esiti: il geom. Veloce, come associazione, vuole visionare il Progetto Esecutivo e i verbali di collaudo per capire come sia stato possibile approvare un’opera permanente priva di questi elementi essenziali. La responsabilità di chi ha collaudato l’opera originaria va accertata, indipendentemente dalle toppe applicate a posteriori.

Anche il referente di Italia Viva, se vuole mantenere un minimo di credibilità, deve dare delle risposte, nella sua furia iconoclasta tira fuori una questione che, di recente, era sta sollevata anche in Consiglio comunale, l’utilizzo da parte di dirigenti del garage di palazzo INA, da sempre parcheggio dell’élite di Palazzo dell’Aquila: assurto al rango di dirigente, anche l’ing. Dimartino alloggia la sua vettura nell’ambito garage, con tanto di telecomando riservato.
È legittimo l’utilizzo dell’immobile comunale per il parcheggio dei mezzi privati dei dirigenti? Che si chiarisca una volta per sempre.
Se è vero che ha inviato una richiesta di chiarimenti all’Ufficio Patronato, esibisca copia della richiesta e ci tenga informati della risposta che, pare, ritardi, ma al Comune è cosa normale.

Angelica, nel suo comunicato annuncia anche, oltre a chiedere al sindaco la rimozione dell’ing. Dimartino, che, secondo noi dovrebbe tutelarsi in sede legale, la presentazione di un esposto all’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e l’invio di tutti gli atti alla Procura della Repubblica, affinché vengano verificati i comportamenti contestati.
Anche di questi documenti la stampa alla quale Angelica ha inviato il suo comunicato dovrebbe ricevere copia per opportuna pubblicazione, oltre ad attendere le mosse di Italia Viva che sarebbe pronta a promuovere una raccolta di firme e una petizione pubblica tra i cittadini per chiedere la rimozione del dirigente e a rivolgersi alla Corte dei Conti per i presunti danni erariali indicati nella denuncia.

Ma, a Italia Viva lo sanno ?

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