Noi abbiamo un sogno, è quello di una città intera che spera di vedere Ragusa ai fasti del passato e che trova nell’attuale Sindaco il soggetto forse ideale per capitalizzare eredità di suoi predecessori, patrimonio della città e una progettualità che guarda lontano.
È un sogno di tutti, anche delle opposizioni che per mestiere devono cercare il pelo nell’uovo, che emerge dall’assenza di posizioni contrarie.
Del resto, le opposizioni si sono ridotte ai 5 Stelle, e segnatamente al suo capogruppo, e al PD: in queste condizioni il PD non può che plaudire al progetto metropolitana di superficie e a tutti quello che è connesso, un progetto nato con Giorgio Chessari e diventato realtà con Nello Dipasquale e con i governi a guida PD che acconsentirono a inserire l’opera nel bando per le periferie.
A complicare le cose i 5 Stelle, come per la Ragusa Catania, prima un blocco delle misure preannunciate, ora, pare che la situazione si sia sbloccata, addirittura la Presidenza del Consiglio ha approvato una rimodulazione del progetto presentato dal Comune di Ragusa, rimodulazione richiesta dagli adeguati per renderlo conforma al progetto di RFI, risposta della Presidenza del Consiglio che, di fatto, conferma l’erogazione dei 18 milioni previsti che serviranno per tutte le opere di connessione della metro ferrovia al tessuto urbano, nonché per la riqualificazione dell’area dell’ex scalo merci.
L’annuncio della buona notizia è stato dato alla stampa, dal Sindaco Cassì nel corso di una visita a Ragusa dei tecnici di RFI e di Italfer, la società incaricata da RFI per la progettazione della metroferrovia.
Accompagnati dal primo cittadino e dall’assessore ai lavori pubblici, Giuffrida, l’ing. Salvatore Leocata, l’ing. Silvia Vanfiori di Italfer e i tecnici di Direzione Stazioni che si occupano, segnatamente, della riqualificazione delle stazioni.
Al riguardo, è stato evidenziato come la stazione di Ragusa conserva le originarie caratteristiche architettoniche che la rendono pronta per una semplice riqualificazione manutentiva, un immobile che non ha subito modifiche nel tempo e rappresenta un unicum storico per la città, che sarò valorizzato.
I tecnici hanno mostrato entusiasmo nell’approccio al progetto e hanno parlato del sopralluogo effettuato, in particolare per quanto attiene alla quattro stazioni previste attualmente nel progetto: Ibla, per la cui stazione è previsto, in futuro, un più massiccio intervento, Ragusa centrale, viale Colajanni e Cisternazzi.
Per quest’ultima, importante snodo di collegamento con l’ospedale, sono previste opere importanti, fra cui anche un sottopasso per non attraversare la provinciale.
La stazione di Cisternazzi sarà dotata anche di un ampio parcheggio, che, nei progetti dell’amministrazione, dovrà essere utilizzato anche come arrivo dei bus turistici i cui passeggeri potranno continuare l’itinerario alla scoperta della città attraverso la metro di superficie.
Queste opere attengono alle opere di interconnessione che sono oggetto del progetto di fattibilità predisposto dal Comune, che si occuperà anche dell’allargamento del marciapiede in viale Colajanni e della riqualificazione del sottopasso.
Le opere più importanti in corrispondenza della stazione di Ragusa che sarà collegata all’area dello scalo merci, area che avrà un collegamento diretto, pedonale,con l’area di piazza del Popolo, da una parte, e con via Archimede, dall’altra, dove è prevista anche una arteria di collegamento per il passaggio dei bus extraurbani che troveranno nell’area la loro stazione.
Fugate dall’assessore Giuffrida le possibili riserve sull’allocazione della stazione dei bus e, segnatamente, sull’appesantimento del traffico nella direttrice piazza Croce – Sacra Famiglia, ipotesi scongiurata da un piano che, per ora, prevede un senso unico per i bus che entreranno da via Archimede e percorreranno, in uscita, viale del Fante, viale Ten Lena, via Dante, trivio Cucinello e piazza Vann’Antò.
Accennati, dall’assessore Giuffrida, i progetti per quella che sarà la futura stazione del Carmine, zona del centro storico che sarà collegata con ascensori verticali e orizzontali con la zona di San Paolo, attraversando anche le caratteristiche latomie del sito. Soluzioni che permetteranno il collegamento, senza barriere architettoniche fra i due centri storici, in attesa di quella stazione che potrebbe rivoluzionare i collegamenti in città.
Per la riqualificazione e la destinazione dell’area dello Scalo Merci tutto è subordinato al masterplan che sarà proposto dall’architetto incaricato, la Grasso Cannizzo, che sta lavorando, con una equipe di tecnici specializzati, all’elaborazione di un progetto di vasto respiro che comprenderà anche le aree circostanti.
Un sogno a tutti gli effetti, che cambierà il volto della città e ridarà vigore a tutta una zona, da troppo tempo, in declino. Un sogno che si accosta a quello visionario, in senso positivo, del Sindaco per il Palazzo Tumino che, acquisito, da muta e vuota cattedrale edilizia può diventare il motore della città, opportunatamente sfruttato.
Un sogno che, oggi diventa realtà con la conferma dei fondi da parte della Presidenza del Consiglio e con la conferma che ha ricevuto RFI di un prossimo decreto del governo della Regione Siciliana che elargisce 30 milioni di euro per la realizzazione della metropolitana di superficie.
È chiaro che la strada è ancora lunga, RFI si muoverà grazie ad un progetto integrato che supera il progetto esecutivo, il Comune è ancora allo stadio di progetto di fattibilità.
L’ing. Leocata ha sottolineato come solo ora viene avviato l’iter amministrativo finanziato dalla Regione per rendere operativa l’opera. Sono avviate le interlocuzioni con gli enti locali e il Ministero dell’Ambiente, saranno necessarie varianti al PRG per le fermate di viale Colajanni e Cisternazzi.
Il progetto globale sembra, comunque, definitivamente avviato. Vedremo se tuta l’opera verrà gestita come il ponte di Genova o come la Ragusa-Catania.
